Homo superpotens? No, solo formiche!

La sciagura immane che ha coinvolto tutto il Giappone e nello specifico la zona di Fukushima (terremoti, tsumami, incendi, esplosioni, crisi nucleare, praticamente le dieci piaghe d’Egitto concentrate  nello spazio di una “pausa caffè”),  assume il valore di esempio paradigmatico delle nostre esistenze: siamo perennemente di corsa, cerchiamo di sottomettere la natura al nostro volere, siamo grandi utilizzatori di tecnologia, affamati di esperienze che ci stimolino i sensi, scavalchiamo le barriere spazio-temporali con l’aiuto della Rete, ci illudiamo che da homo sapiens l’evoluzione ci abbia trasformato in homo superpotens ed invece… è illusione! Siamo ancora gli stessi viandanti che, nella notte buia del Medioevo, si aggiravano per le campagne armati di bastoni e amuleti, cercando di sfuggire la peste e le carestie e nonostante la scienza e la medicina abbiano fatto passi da gigante, dipendiamo ancora da Madre Gaia, dai suoi capricci e dai suoi terribili moniti.

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CC0 Public Domain tramite Pixabay

Tuttavia oggi, rispetto ai nostri avi, abbiamo una chance in più: possiamo essere consapevoli.

Sappiamo che questi eventi naturali disastrosi sono possibili, che non siamo in grado di controllarli (oddio, veramente se non ci fossero centrali nucleari almeno potremmo evitarcene qualcuno…) e che tutto ciò che abbiamo costruito può crollare o modificarsi da un momento all’altro, ma conosciamo la forza dell’uomo che, lavorando con intensità, sfruttando le capacità del singolo e della comunità sociale, può ricominciare da capo e ricostruire, non una volta, non dieci, ma mille.

Tutti gli uomini, di qualsiasi origine, razza, convinzione, hanno dentro di sé quella “scintilla di divino” che permette loro di essere gli attori principali della propria esistenza, e di migliorarsi progressivamente, addirittura senza limiti… Sarà casuale, ma nei giorni scorsi ho avuto modo di rivedere una vecchia registrazione di “Aggiungi un posto a tavola”, la commedia di Garinei e Giovannini con Johnny Dorelli, Paolo Panelli e Bice Valori.

Quando la speranza di poter fare cambiamenti e raggiungere il risultato sperato sembra abbandonare i protagonisti, una canzone piena di energia sgorga dal cuore e suggerisce, con parole potenti, che bisogna fare come le formiche: da sole non sono nulla ma insieme smuovono le montagne.

Ed è questa la consapevolezza che dobbiamo avere, in questo momento tragico: insieme si può cambiare e ricominciare.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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