Per strade assolate e piene di storia ce ne andiam…

Domenica, tempo d’estate, la città è solo un contenitore vuoto… passare un’altra giornata inutile? No grazie, noi continuiamo a girare per le strade del Lazio… la nostra bussola questa mattina segnava nord-est, per cui via, con la moto, lungo la vecchia Via Flaminia, accompagnati dall’odore dei fichi e delle ginestre… via, lontano da Roma, per ritrovare l’incanto della campagna e dei mille paesini pieni di storia!
Il primo nome che ci incuriosisce, e che ci invita a deviare, è Castelnuovo di Porto. Si lascia il mondo contemporaneo per entrare nel cuore del medioevo, la rocca circondata dalle mille casine che si snodano sui vicoli acciottolati… silenzio, pietre antiche, gatti morbidi che ronfano tra i  vasi di rosmarino… altri ritmi, altre priorità, altre scelte…e siamo solo a poco più di 30 chilometri dalla metropoli!
Via, ancora la strada ci chiama, non siamo sazi di scoprire, ora è Calcata che ci attende, la città costruita sul tufo, antico regno di alternativi, davvero qui si entra in uno stato di grazia, le vecchie case verniciate con cento colori onirici, le tende di mussola che velano mondi misteriosi, sapienti artigiani che espongono le loro mercanzie… qualche ristorante, un paio di bar, una sala da thè da scoprire… ci si potrebbero passare giornate intere affacciati dai muretti sopra la rupe, cercando di intravedere, nella boscaglia, gli animali selvatici o magari il Dio Pan con il suo flauto incantato… anche noi siamo vittime di un incantesimo: dietro un muro scrostato scopriamo un forno artigianale, anzi, una pasticceria, che offre cumuli di biscotti dorati di miele, ambrati di cioccolato, ricchi di cannella e di spezie… gli odori ancora una volta sono i padroni della nostra giornata… e non possiamo fare a meno di portare a casa un sacchetto colmo di dolci e odorose delizie…
… via, via, la strada ci aspetta, il giorno è ancora lungo ed il sole non è ancora allo zenith… una deviazione in un conosciuto luogo fatato, le cascate di Montegelato, con gli alberi ombrosi che ancora nascondono i segreti delle Ninfe e delle Fate, l’antico molino che per tanti anni ha mutato il grano in farina impalpabile…
…il fiume Treja che si apre in una cascata ampia e gioiosa, il laghetto tranquillo che invita a tuffarsi nelle sue acque….ma… un cartello di divieto e di pericolo… l’acqua non è più balneabile perchè inquinata, anzi, con carica batterica… che disastro, questo luogo incantato sfregiato dagli uomini incoscienti!
Ancora in sella, il rombo dello scooter ci accompagna lungo strade provinciali deserte, ancora avanti, verso Trevignano ed il lago di Bracciano, l’ombra delle querce che ci ripara dal caldo di luglio…. un periplo perfetto, per poi continuare verso paesi antichi e ricchi di storia, Manziana, Oriolo, Canale Monterano… e grazie ad una sosta non programmata, scopriamo sulla piazzetta di Montevirginio un ristorante dove i funghi porcini ed i tartufi la fanno da padroni, con stragozzi e fettuccine sapidi e gustosi e soprattutto un’ insalata di porcini che da sola varrebbe il viaggio!
La giornata è ancora giovane, ci aspetta una lunga galoppata con il nostro destriero nipponico fino ad arrivare al mare, passando per fattorie e borghi di campagna cristallizzati nel tempo, rovi carichi di more, eucalipti e campi di grano… ora siamo lontani dalla città, siamo lontani dagli affanni, siamo rinati nello spazio di una giornata… e tornare a casa è una festa, perchè negli occhi, nel cuore, nella mente, abbiamo solo l’azzurro del cielo e il verde degli alberi e la sensazione di essere, per una volta, felici…
P.S.: il ristorante di Montevirginio (frazione di Canale Monterano) si chiama La Tavernetta, ed il telefono per chiedere se è stagione di funghi è 328/7634770
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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