2010 Berlino il cielo sopra di noi…

La torre della televisione ad Alexander Platz
Dopo imprevisti, contrattempi e momenti critici veri, finalmente giovedì 24 giugno 2010 con Franz siamo atterrati, dopo un tranquillo volo Lufthansa con cambio di aereo a Francoforte, all’aeroporto Tegel di Berlino. Il servizio di trasporti è efficiente e preciso, anzi di può dire che spacca il minut, ed acquistiamo senza problemi la tessere settimanale per poter girare in tranquillità nelle zone A e B della città (praticamente tutta). Il collegamento dall’aeroporto al centro della città (il distretto di Mitte), dove abbiamop prenotato l’hotel, è pressoché perfetto. Il bus TXL che abbiamo preso ci porta infatti fino alla mitica Alexanderplatz (mi è sempre piaciuta la canzone di Battiato nell’interpretazione di Milva), dove svetta la Torre della Televisione, altissima, che è visibile da quali ogni punto di Berlino. Breve tragitto in metro (ovviamente rapida) e siamo in hotel.
La città mi è subito apparsa verdissima, piena di canali, di fiumi e di laghi, davvero “a misura d’uomo” ed, ovviamente, bella, bella, bella!
Vedere le architetture moderne cdi Berlino ostruite su progetto degli architetti più famosi fondersi con grazia con le (poche) costruzioni barocche, constatare di persona la cura e l’attenzione poste dai governi della Germania (sia est che ovest) nel ricostruire ciò che nella seconda guerra mondiale era stato completamente distrutto dai bombardamenti, è una gioia per lo spirito.
Ponti sulla Sprea
Al di là del racconto step by step della visita di Berlino e dintorni, che magari riprenderò più avanti , ciò che più mi preme raccontare è il clima bellissimo, di speranza e di futuro, che pervade ogni angolo della città e che letteralmente traspare dai volti dei tanti ragazzi, spesso in bicicletta, che la affollano. Una città testimone di tanti orrori e di tante tragedie, divisa nella sua anima da un muro soltanto fino a 20 anni fa, scenario dei giochi di forza tra le potenze dell’ovest e dell’est, che è completamente rinata e sta anche recuperando con orgoglio le radici migliori della sua storia. Capisco e ammiro l’orgoglio dei berlinesi, e perché la Germania, oggi, sia diventata il traino dell’Europa.
Palazzo Bellevue, la residenza ufficiale del Presidente della repubblica tedesca
Lasciati i bagagli, ci incamminiamo lungo la Friedrichstrasse, una sorta di via Condotti locale (ovvero: griffe di moda, centri commerciali, gioiellerie) fino ad arrivare alla via Unter der Linden, – il grande e lungo viale di rappresentanza di Berlino su cui si affacciano le ambasciate, i musei, gli uffici internazionali –  per “assaggiare” il clima della città. A proposito di clima metereologico: fa caldissimo contr0o ogni plausibile aspettativa, e noi sembriamo… Totò a Milano!
Proseguiamo a piedi sino alla Brandeburger Tor, con la quadriga alata e l’aquila prussiana, sicuramente più “piccola” di come appare nelle foto e di come si possa immaginare, ma l’emozione c’è, ripensando a quando era fotografata seminascosta nella terra di nessuno e con il muro a chiudere il passaggio. Ragazzi, turisti, gente che parla e che scherza: scopriamo una città quasi  “mediterranea”. Dietro la Porta di Brandeburgo si apre il grande Parco del Tiergarten, ma cominciamo ad essere piuttosto stanchi e vogliamo pensare a dove cenare.

 

Ovviamente, questa sera si assaggia la cucina locale e si beve birra!
Ricordando le tante recensioni lette su internet ed i giudizi dei viaggiatori, decidiamo di fare i turisti fino in fondo e scegliamo di trascorrere la serata nel Nikoilaiviertel, ovvero la ricostruzione del quartiere medievale di Berlino lungo la Spree, il fiume della città. Qui l’architettura richiama davvero una vecchia città, le strade sono piccole, i vicoli pieni di ristoranti e botteghine, tutto moto turistico per la verità ma insomma, in misura accettabile. Con Franz optiamo per un ristorante specializzato in cucina tedesca, ma il vero motivo della scelta è che il ristorante prepara un piatto con lo stinco di maiale da un chilo (un chilo!) e Franz è proprio entusiasta. Il ristorante è piacevole, sembra di essere dentro una chiesa di campagna, con le volte e le finestre decorate da vetri piombati. Leggendo la presentazione sul menù scopriamo che in origine era un antico tribunale e comprendiamo l’aspetto piuttosto “austero”.
Oltre al mitico stinco (un piatto enorme, con contorno di purè di patate e rape, crauti in insalata e salsa), scegliamo il cosiddetto ‘piatto freddo del contadino’ un assortimento di affettati, carne e formaggi locali serviti su tagliere di legno e accompagnati da un bicchierino di liquore di erbe (molto buono!) ed un arrosto marinato con le prugne, funghi finferli, patate e gli immancabili crauti. Per dessert, una pera fritta panata con scaglie di mandorle e crema calda, accompagnata da salsa di lamponi e mirtilli. Tanto per restare in tema, ci siamo anche divisi tre boccali di birra da 1/2 litro l’uno! Non “ciucchi” ma sorpresi dal prezzo (circa 60€ in due, a Roma quasi nemmeno due pizze con supplì…) e dalle abbondantissime porzioni, con il sole ancora alto (farà notte quasi alle 23.00) decidiamo di incamminarci verso l’hotel Marriott seguendo la Spree e le vie del centro di Berlino, dalle vetrine illuminate. Nel tragitto, costeggiamo la Museum Insel: questa sarà la nostra meta l’indomani.
Claudia Boccini

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