Una ristrutturazione piuttosto travagliata…

In caso di ristrutturazioni edilizie, dovremmo sempre augurare agli sventurati che si imbarcano in una impresa di tale portata “in bocca al lupo” (o, meglio, in bocca ai muratori, agli elettricisti, ai falegnami e agli artigiani vari)! Noi ci siamo passati nel 2007, il progetto da realizzare la ristrutturazione globale dell’appartamento di famiglia.

Uno stress senza fine: preventivi, carta millimetrata, ipotesi di azione, studio approfondito di riviste del settore, consulti infuocati con parenti architetti e geometri. Insomma, in teoria e sulla carta tutto programmato nel più minimo dettaglio!

Tempo iniziale previsto: 3 mesi.

Tempo effettivo: 9 mesi (una gravidanza sarebbe stata meno comlicata, lo so!) e solo perché Francesco ha letteralmente buttato fuori di casa gli operai.
Risultato sperato: ovviamente, splendido.
Risultato effettivo: aiuto!
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CC0 Public Domain tramite Pixabay

E quindi, ora ci troviamo in questa situazione:
  • le pareti non sono del colore  richiesto (invece dell’avorio chiaro dorato, ora al rientro a casa ci accoglie un insipido bianco ghiaccio tendente al grigio tortora, insomma avete presente quei mescoloni di colori che si faceva da bambini?);
  • gli infissi hanno creato ben più di qualche problema – sostituita d’urgenza la porta blindata nuova perché gli operai l’avevano rotta (no, ditemi, ma come si fa?);
  • i pavimenti alla veneziana sono terribilmente opachi nonostante siano stati arrotati e lucidati – certo, se il lavoro di lucidatura viene stato fatto PRIMA che gli operai terminano i lavori murari  e l’innominabile capocantiere non pensa a coprirli cosa altro vuoi?
  • i costi lievitati a dismisura per imprevisti non previsti

però vuoi mettere l’entusiasmo di studiare la piantina, cercare le soluzioni migliori, girare per negozi e bricocenter per cercare mattonelle, lampadari, interruttori, vernici, modanature, sanitari, porte quindi sbizzarrirsi con tutto l’ambaradan degli arredi (ma sì, confesso, a parte lo stress della ristrutturazione, avere una intesa casa da arredare è proprio divertente!).

Ma ora quanto mi manca quel clima di “work in progress” che aleggiava nell’aria, quel senso di attesa, di voglia di fare , di vedere il lavoro finito! Quasi quasi, comincio una nuova ristrutturazione! :)
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

4 Commenti

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    shanta settembre 03, 2011

    Mille grazie a tutte voi per aver postato le vostre esperienze: il filo comune che emerge – e ditemi se sbaglio – sia tra gli addetti ai lavori che tra i “do-it-yourselfer”, è la tensione dell’attesa del risultato: metaforicamente, avviare (e portare a termine…) lavori di ristrutturazione è come veder crescere passo dopo passo un bambino, senza conoscere esattamente l’uomo o la donna che diventerà una volta grande!

    Un applauso particolare a Debora, per la sua capacità di fare sacrifici, “rimboccarsi le maniche” e letteralmente costruire il suo nido…

    (Cmq, per quanto mi riguarda… l’inesperienza si paga e se dovessi avviare un’altra ristrutturazione, dedicherei molta più attenzione alla scelta preventiva dell’impresa…!)

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    Debora settembre 03, 2011

    Io ed il mio ragazzo,un pò per mancanza di fondi, un pò perché non avevamo intenzione di chiedere un mutuo, abbiamo fatto tutto da soli (o quasi).
    In pratica abbiamo deciso di ampliare il portico posto nel retro della casa dei miei genitori e costruire una casa li.
    Quindi abbiamo investito i nostri risparmi (non molti visto che abbiamo 23 anni io e 26 lui) ed abolito cenette fuori, profumi e videogiochi per poter costruire quella che ora è la nostra casetta di 80 mq.
    Non è stato facile per 2 inesperti come noi, per fortuna mio padre ci ha dato una mano.
    Il risultato è molto soddisfacente sopratutto perchè sono venuti ben 3 muratori a dare un occhiata al tutto e non credevano che avessimo fatto quasi tutto da soli ^^

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    elena settembre 03, 2011

    il post è interessate…io da addetta ai lavori, mi eccito solo al pensiero, sia che sia mia che sia per un cliente. quello che dico è che quando si inizia a ristrutturare le tempistiche sono sempre più lunghe di quello che si pensa e che solo un buon professionista (ma buono davvero e non ce ne sono molti…) può aiutare e far si che tutto vada come deve andare (e si risolve lui i problemi….). Cmq ogni volta che in ufficio mi arriva qlc che mi chiede il progetto di una ristrutturazione è quasi meglio che progettare il nuovo…far risaltare la storia di quell’alloggio e contemporaneamente trasformarlo per adattarlo alle nuove esigenze di vita…veder rinascere e riprendere forma un alloggio è qlc di tanto soddisfacente come creare una scultura da un pezzo di marmo a mio avviso…

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    Gua-sta Blog settembre 03, 2011

    Sì, 10 anni fa abbiamo comprato questo appartamento del ’72 e in un solo mese abbiamo buttato giù 3 pareti, rifatto i bagni, trovato miracolosamente un fondo di magazzino delle stesse piastrelle, ridipinto tutto, messo il condizionamento. Quando c’è stato da inserire il lavabo da incasso nel piano di agglomerato di marmo la misura era sbagliata e così con il flessibile hanno limato fino a farlo entrare. La polverina era come talco che ha girato per casa mesi e mesi…
    Ce l’abbiamo fatta in poco tempo perchè lavoravano una ventina di persone contemporaneamente. Ma che spesa!
    Nonostante tutto fosse stato pianificato ci siamo accorti che le scale erano buie e due anni fa abbiamo fatto aprire un’apertura ad arco verso il salotto durante le vacanze di Natale.
    Polvere, calcinacci, schizzi di malta…
    Però sto già pensando a cos’altro potrei inventarmi!

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