Viaggiare con la testa e con il cuore nelle valigie

Una cartina geografica, un mappamondo, un atlante… ed ovviamente i suoi amati francobolli provenienti da tutto il mondo: era quello che occorreva allo zio Sergio per poter viaggiare. Nessuna valigia, nessun check-in da fare, nessuna coincidenza ferroviaria da rispettare.
 
Viaggi incredibili, aperti ad ogni modifica di percorso, senza meta e con il ritorno sempre “open”.

Viaggi immaginati solo con la fantasia, certo, ma quanti chilometri percorsi, quante città visitate… lo zio Sergio era un globe-trotter senza uguali, che parlava dell’Australia, della Cina, dell’Alaska come se ci fosse nato. Se dovevi andare a New York, o molto più banalmente a Bologna, sapeva spiegarti esattamente dove andare , cosa vedere… una vera guida di viaggio vivente, altro che la balia (preziosa…!) che oggi è internet!

Ci ripensavo questa mattina, mentre pianificavo l’ennesima gita fuori porta. Siamo un generazione che non si accontenta più di sapere, ma vuole avere, possedere, accumulare sempre di più. Anche le nostre vacanze, che per lo stesso significato del nome dovrebbero rappresentare un momento di distacco dalla routine, sono ormai una gara a chi va più lontano, a chi si imbarca con più frequenza sugli aerei. Ormai quantifichiamo la nostra conoscenza del mondo in base alle miglia percorse.

E se una volta ogni tanto rimanessimo fermi, viaggiando solo con l’immaginazione?  
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

3 Commenti

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    shanta settembre 12, 2011

    @lallabel: per me è proprio questo il significato di viaggiare… conoscere, entrare nelle realtà diverse dalla nostra, assorbirne gli usi, la mentalità, le tradizioni per poi rielaborale e farle nostre… in un percorso senza fine

    @ gua-sta: è vero, anche il tuo è un post sul tema… mi chiedo cosa avrebbe potuto raccontare lo zio Sergio se avesse avuto Google Earth!
    P.S.: anche a me piace girovagare senza meta (e senza costi)con lo street view… anche se talvolta ho l’impressione di essere poco discreta…ehm, si entra letteralmete nella quotidianità altrui…

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    lallabel settembre 11, 2011

    Mi vengono in mente Jules Verne e emilio Salgari, che hanno scritto di posti meravigliosi e lontani (immaginari e non) senza essersi mai mossi da casa!!!
    Io amo viaggiare, anche se non viaggio molto per questioni economiche, ma nei pochi viaggi che ho fatto sono andata lontano, perchè magari era l’unica volta nella vita che potevo andare lì e la conoscenza di paesi, posti, persone usi e costimi diversi dai nostri è un bagaglio culturale preziosissimo! Ho macinato migliaia di km ma non per farlo… per arrivare e assorbire tutto quello che il posto mi poteva dare! :)))

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