La madeleine, Proust e il decluttering.

Faccio parte degli accumulatori compulsivi… sono legata a tutti gli oggetti, libri, quadri, soprattutto a quelli che mi riportano all’infanzia o che mi parlano dei miei genitori, dei miei nonni, delle mie radici, insomma… e se proprio debbo liberarmene, cerco di regalarli, in modo da consentire loro un’altra vita… e non potrei mai cederli per denaro… perché mi sembrerebbe di svendere la mia storia.
Anche quando abbiamo svuotato la casa dove avevano abitato i miei, per procedere alla sua ristrutturazione (sarebbe stata l’occasione perfetta per sgomberare o fare decluttering, come si dice ora), nonostante abbia regalato parecchi mobili, ho conservato buona parte degli arredi e delle suppellettili, dando origine a tutta una serie di problemi di “stivaggio”,  per fortuna c’è  la casa in campagna che ancora accoglie e conserva…
Quando ero bambina, la frase che sentivo pronunciare più spesso da nonna Paolina era: “in casa Boccini ‘un si butta nulla” e credo di aver appreso proprio bene la lezione!
Franz mi prende in giro perché conservo di tutto, ma ogni oggetto, anche il più insignificante cucchiaino, posiede una sua anima, trasmette l’energia di chi l’ha utilizzato in precedenza e, soprattutto, può essere riutilizzato regalandogli una nuova vita.

Di fondo c’è sicuramente anche una sorta di insicurezza personale, che viene alleviata dal “possesso” di oggetti con particolare valore affettivo, certo è che difficilmente riesco a gettare via le mie cose, se non dopo travagliate meditazioni…

Gli oggetti in “forse” stazionano nell’ingresso di casa per mesi, in attesa di trovare il coraggio di gettarli (e di prendere – finalmente – coscienza che proprio non mi servono!). E’ un distacco difficile, che richiede tempo.
Solo per i vestiti sono meno “conservatrice”, ma non riesco comunque a dare via gli abiti che mi aveva cucito mamma (era una sarta davvero prodigiosa) anche se non mi stanno più e sono fuori moda. Sono lì, appesi nell’armadio, ed ogni volta che li tocco mi sembra di ritrovare le sue carezze e rivederla mentre li creava.
Vabbè… queste considerazioni stanno avendo l’effetto della madeleine di Proust… rischio il lacrimevole….
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

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    Gua-sta Blog novembre 21, 2011

    Come ti capisco! Io sono come te ed in più ho sposato un uomo che è peggio di me ed in più collezionista compulsivo. Il problema principale è spolverare e stivare. Io tengo tutto, anche i biglietti dei musei e degli spettacoli. Ogni cosa conserva un ricordo o almeno può “tornar buona”. Ci vorrebbe un bravo psicanalista!

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    Lallabel novembre 21, 2011

    Non ho niente da aggiungere perchè mi vedo pienamente nelle tue parole.. i cosiddetto decluttering non è un’attività consona alla mia persona.. è una tortura!
    Ogni tanto ci provo ma è una sfida stile Guinness dei Primati!
    :(

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