Piccole storie di Natale

Mentre la Festa per eccellenza è oramai praticamente finita, viene a far capolino la memoria dei miei Natali passati. Dickens è un grande autore che ammiro ed io non sono certo Scrooge, tuttavia non riesco a distogliere il pensiero da alcuni Natali che hanno segnato la mia vita, anche se di taluni ne avrei volentieri fatto a meno.
Babbo Natale (ma come mai porta gli stessi occhiali del mio babbo?) lasciava i giochi nel corridoio di casa, io tanto piccola che il lettino di ottone per la bambola sembrava il mio, le paperelle di legno correvano scodinzolando sulle ruote e agitavano il capo, il servizio di tazzine di porcellana per il tè degli orsacchiotti… questo è il primo Natale che ricordo, così lontano nel tempo ma ancora vivo nella mente.
Un album di foto, tutti assieme attorno alla tavola, il vestito bello della festa di velluto bordeaux, nonna Paolina con i capelli raccolti in una treccia arrotolata sul capo preparava i crostini di milza ed i cardi con il sugo, tanta confusione, zie, cugini, amici, vicini di casa, mamma ma Babbo Natale quando arriva?,
Bottiglie di spumante stappate “col botto” per brindare a noi tutti, babbo che deve scappare in ufficio perché le notizie girano anche se è festa. Tanti anni di allegria, di gioiosa confusione, zia Marina che bussa alla porta di casa accompagnata da un enorme pupazzo fatto di palloncini, vestito con maglioni e magliette destinate ad essere il nostro regalo!
Ragazzi, a mezzanotte ci vediamo in Chiesa, Natale è soprattutto il momento della condivisione fraterna per essere parte di un unico corpo, si canta e ci si ritrova per rinnovare la promessa di fare sempre del nostro meglio per aiutare gli altri, ma inaspettato diviene il tempo del primo palpito del cuore, un libro e 12 piccoli doni per ricordare ogni attimo condiviso, l’illusione di avere davanti una lunga strada da percorrere assieme, occhi spalancati per la meraviglia di scoprirsi innamorati, molta timidezza e tanto tenero romanticismo, un accordo in re minore a suggellare l’attimo.
Poco più di un giro d’orologio e siamo già grandi, cambiano le abitudini e le amicizie, come è giusto le strade si dividono, arriva il momento del confronto con la realtà della vita.
Feste di Natale di famiglia, siamo tanti, tantissimi, giovani, vecchi, anche i nuovi ospiti sono benvenuti, i doni sono troppi e sotto l’albero non ci stanno proprio più, allora mettiamoli per le scale… confusione, allegria, risate, rumore di bicchieri, tante chiacchiere davanti al camino e allora auguri, tanti auguri a tutti, 1000 di queste feste…
La foto congela l’attimo, nonostante tutto siamo ancora qui e siamo allegri, la vita non è sempre felicità sarà l’ultima volta che vivrò la gioia del Natale con papà, ora la festa è anche ricordo, tristezza e tanta malinconia…
Il tempo passa, in fretta, troppo in fretta, la vita nonostante tutto ti obbliga a sorridere e ti fa camminare di nuovo lungo una via che si chiama amore e che si incrocia con il sentiero dell’affetto e della serenità, un altro anno di regali, doni, luci, abeti luminosi e tavole apparecchiate, ma sono proprio io quella che vedo nello specchio, gli occhi raggianti di una luce che diffonde consapevolezza e responsabilità, una famiglia da accudire e una bimba esitante da amare come e più di una figlia?
Non può essere per sempre gioia, ancora dolore e disperazione, mamma mi saluta per sempre proprio alla vigilia di Natale, la casa è gelida, l’albero è spento, sono sospesa tra lo spazio ed il tempo. Il Signore della luce nasce ancora per salvare con il suo amore tutti gli uomini, ma quest’anno non certo per me.
Ed è ancora Natale, atteso, aspettato, ancora un giorno colmo di speranza di rinascita e di serenità, di tenerezza e di ricordi preziosi da conservare per i Natali futuri: ogni gesto restituisce momenti del passato ed ancora per una volta il cuore si riempie di felicità.
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

3 Commenti

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    Gua-sta Blog dicembre 27, 2011

    Come hai raccontato bene! Ti invidio i ricordi di infanzia e mi dispiace molto per la perdita di tua madre proprio vicino a una festa che dovrebbe solo essere allegra…ma che purtroppo dopo una certa età diventa solo l’ennesimo giorno dell’anno in cui si fanno bilanci e si ricorda chi non c’è più.

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    Marilia dicembre 26, 2011

    Ho letto con grande partecipazione emotiva il tuo “Racconto di Natale”, ho rivissuto un percorso che, oltre che essere solo tuo, appartiene ad una generazione di donne, la nostra, immagino, anche se non conosco la tua età, ho sentito dentro il nodo della nostalgia,il dolore della perdita di un genitore in occasione del Natale, ho provato la pienezza dei sentimenti del Natale in famiglia sia nel passato , sia nell’attualità di questo momento. Ti ringrazio per avermi “accompagnata” in questo viaggio.

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    Lallabel dicembre 26, 2011

    La vita è questa.. si muore nella vita, si rinasce nella fede.
    Siamo fortunati ad aver conosciuto l’Amore di una famiglia.

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