Ma questa neve, arriva?????


Signori, ci siamo.

Tutta la città è pronta per resistere ed affrontare l’epica battaglia contro le avversità metereologiche: centri di coordinamento operativo pienamente attivi, migliaia di sacchi di sale, pale, catene da neve, gomme termiche, thè caldo e coperte, perfino i detenuti ed i rifugiati politici sono stati coinvolti come spalatori di neve e “salatori” di strade… 

I supermercati sono stati assaltati come da previsione (farina, latte, scatole di legumi i prodotti più gettonati), annunci radiofonici e televisivi da ultimo giorno prima della fine del mondo, mi raccomando restiamo tutti a casa perchè “nonsisamaiquelchepuòsuccedere”, le macchine e le moto desolatamente ferme (ma il nonno non aveva un paio di catene per la neve che usava per la Fiat 124?)… questa volta l’ondata di maltempo non ci troverà impreparati perché a noi… i siberiani ci fanno un baffo!

Altro che esquimesi o islandesi, volete mettere gli eroici abitanti di Roma che, per una nevicata solo più intensa del solito, hanno lottato senza tregua  contro tutti gli elementi della natura coalizzati tra loro. Ma, insomma!

Possibile che una città (teoricamente) evoluta come Roma non riesca a vivere senza drammi un’evento che, nel resto dell’Europa (per non dire del Nord Italia), rientra nella normalità? Che bastino 20-30 cm. di neve a far impazzire selvaggiamente il traffico, a far saltare ogni più semplice parvenza di buon senso?

Vero, non siamo abituati, la neve per noi è solo sinonimo di settimana bianca (ed allora la neve ci piace, oh, come ci piace!), ci mancano la cultura e gli strumenti per affrontarla (qui il sale lo utilizziamo soprattutto per cuocere la pasta…) ma, addirittura, farla diventare una tragedia? 

L’ordinanza del prefetto ha imposto a – quasi –  tutti i dipendenti pubblici di rimanere a casa per evitare conseguenze (quale sarebbe stato il vero problema? Il traffico impazzito? Scivoloni e cadute per arrivare al posto di lavoro? Troppe persone da gestire nella straordinarietà della situazione? O forse il rischio era di non riuscire a far tornare a casa migliaia di travet infreddoliti?)

Qualcuno sa spiegarmi perché il personale del Ministero della Giustizia che opera presso i Tribunali ha invece lavorato fino alle 14.00 di venerdì? Hanno forse frequentato tutti un corso di sci-alpinismo e quindi erano adeguatamente istruiti su come affrontare le terribili tormente di neve?

Vi sembrerà strano, ma io non mi sono mai vergognata tanto come oggi… a casa beata (e molto probabilmente anche pagata, o comunque in ferie obbligate) mentre la signora che si occupa delle pulizie del mio condominio era in piena attività nonostante il freddo gelido, così come il portiere, il calzolaio, il fruttivendolo, i commessi dei negozi, la figlia di Franz che fa uno stage sottopagato e quel poco che guadagna se ne va tutto in benzina..?

Certo, nell’hinterland di Roma i problemi ci sono stati e  sono tutt’ora pesanti (vogliamo parlare del collega che abita ai Castelli romani e da una settimana è bloccato a casa, senza luce, acqua o gas, sotto un metro e mezzo di neve?), ma ho l’impressione che questa volta, per utilizzare la saggezza dei proverbi, hanno fatto di tutta l’erba un fascio ed hanno chiuso la stalla dopo che i buoi sono scappati… 

Bisogna imparare a programmare la prevenzione, a individuare piani di azione in caso emergenza, coinvolgendo i cittadini, parlandone nelle scuole (proprio come si fa per le simulazioni antincendio o per le avvertenze in caso di terremoti), anzichè limitarsi ad intervenire a posteriori! 

E obbligare gli automobilisti (tutti!) ad investire nell’acquisto di catene da neve, da tenere rigorosamente a bordo in inverno… 

Per ora qui da me piove… ogni tanto qualche fiocco di neve si mischia con l’acqua…

P.S.: perdonate se, per questa volta, il mio commento sul blog esula dagli argomenti usuali e più “social” (ovvero cooking, DIY, home and travel)…
Claudia Boccini

2 Commenti

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    Lallabel febbraio 11, 2012

    Io devo ammettere che un pò sono d’accordo… più che altro vedere le immagini di Roma e poi quelle della provincia di Frosinone dove appunto ci sono 2 mt di neve un pochettino fa sorridere… ma anche qua a Parma la città va quasi in tilt con la neve.. in campagna invece siamo abituati, siamo nati pendolari e andiamo a lavorare lo stesso, ci alziamo alle 5.00 poi a piedi fino in stazione (con un paio di calzettoni asciutti nello zaino) e poi col treno per 1 ora e poi 2 autobus arrivando alle 12.00…

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    Gua-sta Blog febbraio 11, 2012

    Qui siamo al nord, ma non è che l’organizzazione sia perfetta… e poi bastano 3 cm di neve e tutti si imbranano e non sanno più guidare. Ma come faranno in quei posti del Nord America, Canada, Scandinavia dove la neve dura mesi?! Mah…

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