Enea Silvio, finestre e cacio

Si va a Pienza per immergersi nel cuore della Val d’Orcia ma soprattutto per amore dell’arte, per scoprire le perfette, armoniose architetture nate dalla mente del Rossellino, moderno architetto quattrocentesco che da un progetto ideale ha creato una città reale, dove la prospettiva e l’equilibrio diventano metodo per definire la città ideale di Enea Silvio Piccolomini, salito al soglio pontificio come Pio II.
Ci si ferma a Pienza per passeggiare lentamente sull’acciottolato rosso dei  vicoli dai nomi insoliti:  la via del bacio, la via della buca, via pia, via torta, la via dell’amore. Un Monopoli fatto di vie medievali, in cui le pedine sono turisti increduli da tanta bellezza raccolta in un solo posto.
 

Sulle mura, sulle pietre dei palazzi ancora le tracce delle abitudini antiche, ferri curvati con maestria per sostenere torce e stendardi, anelli per assicurare cavalli, sedili in pietra che una volta – fio a non troppi anni fa – accoglievano il chiacchiericcio fitto delle donne impegnate al meriggio a ricamare e lavorare all’uncinetto.

 
Ovunque casuali segni di  vita contemporanea si mescolano con ricordi del passato, in un tutto simmetrico che rende la visita di Pienza un dono innanzitutto per se stessi. Lasciatevi il caos delle via principale alle spalle e cercate gli angoli nascosti dove le edere si arrampicano sugli archi e le imposte delle finestre sono aperte, proprio come occhi sgranati.
 
Non sarà difficile scoprire piccoli capolavori fatti di fili lavorati da mani sapienti, intrecci di cotone che diventano insolite trine e preziose tende per sottolineare le finestre intagliate nelle pietre, così come piccoli giardini creati dall’unione casuale di piante, vasi e fiori.
 

Se non amate il formaggio, Pienza non fa per voi: l’aroma forte del cacio invade le strade di Pienza, centinaia di forme rotonde nei colori del sole si offrono in un assaggio goloso: saporito, stagionato, maturato nella cenere o avvolto nelle foglie di noce, sono un invito a cadere in tentazione ed invogliano anche i più restii a portarne a casa una spicchio da condividere con gli amici!

 
A Pienza il cacio pecorino (produzione tradizionale destinata ad essere persa se negli anni ’60 non fossero giunti i pastori dalla Sardegna con i loro armenti: è grazie a loro se è stata rivitalizzata la produzione) è ovunque e nella sfida del Cacio al Fuso (si svolge la prima domenica di settembre) si trasforma in gioco collettivo
 
E per finire, una ricetta velocissima per gustare il cacio di Pienza:
  • fette di pane toscano “sciocco” (senza sale)
  • fettine di pecorino di Pienza non troppo stagionato
  • gherigli di noci in abbondanza
  • fettine di pera
  • un paio di cucchiai di olio e.v.o
Prendere le fettine di pane, porle su un a teglia rivestita di carta forno ed ungerle leggermente con olio e.v., sovrapporre le pere, il formaggio ed i gherigli di noce sbriciolati, tranne alcuni lasciati interi. Mettere in forno finché il formaggio non fonde.
(Buon appetito!)

 Qualche informazione utile:

 Gli eventi nel corso dell’anno:
Come arrivare:
  • Autostrada MI-NA uscita Chiusi Chianciano, da Chianciano seguire la strada provinciale per Montepulciano-Pienza.
  • da Roma è  possibile percorrere un itinerario slow ma ricco di suggestioni. Seguire la via Cassia fino a S. Quirico d’Orcia, quindi girare per Pienza, dove la provinciale corre sul crinale delle colline, lo sguardo può arrivare fino all’appennino mentre i cipressi punteggiano i campi coltivati a grano.
Claudia Boccini

3 Commenti

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    Cri luglio 15, 2012

    Che meraviglia le tue foto! E che bella e “buona” la Toscana, è una delle mie mete preferite!

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    Lallabel maggio 21, 2012

    Mi sembrava di camminare per quelle viuzze… e poi che dire di quei crostini con pecorino che suggerisci?
    Devo fermarmi a comprare gli ingredienti… uffa la dieta!

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    Raffa maggio 20, 2012

    E lo dico io che mi fai viaggiare ogni volta! :D

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