Calci, provincia di Pisa (o di Chartreuse?)

Siete in Toscana, magari in vacanza, e casualmente in zona Pisa-Livorno-Lucca?
In terra pisana, a pochissima distanza dalla città della Torre più famosa nel mondo (sono circa 10 km.),  sulle pendici del Monte Pisano appare come un miraggio bianco immerso tra gli olivi la Certosa di Calci, gioiello barocco misconosciuto dalle torme di turisti che affollano Piazza dei Miracoli per vedere la Torre.
Forse meno imponente della Certosa di Padula, ma ugualmente affascinante, è ancora colma della spiritualità che, fino a non molti decenni fa, riempiva i suoi chiostri e le  decine di celle monastiche.
L’ordine certosino, che ha una rigida disciplina, separa nettamente i ruoli monastici fra padri (detti anche “monaci del Chiostro”, dediti alla clausura, allo studio, alla vita contemplativa ed alla preghiera) e conversi (i fratelli impegnati nel lavoro, nella produzione e nelle attività quotidiane di gestione della struttura, che deve essere autosufficiente). Questa suddivisione si ritrova nella struttura della Certosa, dove il chiostro rappresenta il centro della spiritualità ed era riservato alle celle dei padri.
Le Certose sono complessi monastici piuttosto diffusi in Italia ed  in Europa e, da non molto, anche negli Stati Uniti ed in Sud America. Sono la “casa” dell’ordine dei certosini, fondato in Francia nell’anno 1000 da San Bruno. Molte delle antiche strutture delle Certose tuttavia sono state incamerate dal patrimonio del demanio statale, come appunto è avvenuto per le Certose di Calci e quella di Padula.
Fondata intorno al 1300 e successivamente rimaneggiata in forme architettoniche barocche, la  grande Certosa di Calci (conosciuta anche come Certosa di Pisa), pur  conservando nei suo spazi i ritmi calmi e solenni dei monaci che l’avevano abitata per secoli, è ora un sito d’arte sotto la tutela del Ministero dei Beni culturali e sede del Museo di storia naturale e del territorio dell’Università di Pisa. E’ possibile vistare le parti “nobili” della Certosa con una visita accompagnata, che porterà a scoprire la ricca chiesa barocca con la sagrestia rivestita di pannelli lignei e le numerose cappelle, i grandi cortili, le celle dei padri con gli orti ed i giardini privati, la farmacia, l’appartamento del Priore e la foresteria del Granduca di Toscana.
Nel chiostro grande vi è il consueto richiamo alla morte corporale caratteristico della regola certosina (la vita è effimera, solo un passaggio prima di arrivare al cospetto del Divino), le celle solitarie si rivelano essere piccoli appartamenti dove il mondo era lontano e irraggiungibile ma  dotati di comodità e piccoli agi.
E’ possibile visitare la Certosa durante tutta la settimana, con esclusione del lunedì, dalle 8.30 alle 18.30. La domenica ed i giorni festivi l’orario di accesso è ridotto dalle 8.30 alle 12.30. Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito della Certosa.
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

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    smilingischic agosto 24, 2012

    Che bel post… l’ho letto con piacere! Abito a Lucca, ma sono di Pisa e ben conosco la Certosa! Complimenti per il bell’articolo.!

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