BITAC 2 Gli itinerari culturali

Come ho già anticipato nel post precedente, sabato scorso sono stata invitata nella veste di travel blogger alla presentazione degli itinerari culturali cooperativi, convegno di apertura della Borsa italiana per il turismo cooperativo – BITAC.
L’ingresso del Palagio di Parte Guelfa – Bitac work in progress

Da sottolineare la particolarità della sede del Convegno, il Palagio di Parte Guelfa, non distante dal Mercato del Porcellino, struttura medievale dai soffitti altissimi dove una stanza dalle pareti dipinte con drappi tromp-l’oeil (non per nulla si chiama “Sala dei Drappi”!) introduce nella grande sala Brunelleschi.

BITAC – Palagio di parte Guelfa: e dietro lo sportello… una sorpresa del ‘400!

Una curiosità:  sulla parete della Sala dei Drappi ci sono delle ante di legno – delle porticine in pratica –  che nascondono affreschi e dipinti del 400! 

BITAC – il Palagio di Parte Guelfa non finisce più di stupire…

Superato rapidamente il momento della registrazione e del coffee break di benvenuto (dopo il briefing lunch all’Osteria del Porcellino, impensabile assaggiare altro), noi blogger ci siamo seduti lungo le pareti della sala, in una sorta di separazione anche fisica, in modo da poter avere – se necessario – una visione critica dell’evento. 

I travel blogger “socialize”

Come in quasi tutti i convegni di associazioni e confederazioni cui ho avuto modo di assistere, una parte non indifferente degli interventi di presentazione è stata “un tantino”, come dire…  autorefenziale (come siamo bravi, come siamo belli, quanto abbiamo lavorato bene…)!

Fortunatamente le chiacchiere dei relatori “istituzionali” hanno lasciato  rapidamente spazio alla concretezza e siamo entrati nel cuore dell’argomento “itinerario“.
BITAC – Convegno sugli itinerari culturali cooperativi: il pubblico ascolta

Le parole chiave per comprendere il progetto “Itinerari culturali cooperativi sono cammino, viaggio, scoperta.
Coinvolti ostelli, alberghi, musei, teatri, complessi produttibi italiani ed europei, tutti caratterizzati dalla gestione in forma cooperativa.

Va subito chiarito che l’idea di un turismo sociale e consapevole che abbia come fil-rouge la cultura cooperativa –  pur non essendo più allo stato di semplice proposta – ancora non è compiutamente realizzata. E quindi non vi aspettate domani di andare in agenzia di vaggi e chiedere “mi dà un percorso culturale cooperativo?”. No,  ci vorrà ancora del tempo prima che diventi una realtà da lanciare sul mercato. Come tutte le iniziative sotto l’egida del Consiglio d’Europa, il progetto è soggetto ad un lungo periodo di “scouting”, ovvero di osservazione, prima di essere reso fruibile a tutti.

Tuttavia è bene che se ne parli fin da ora, perché è un progetto di ampio respiro che coinvolge parecchi Pesi europei e che ha in sé grandi possibilità di crescita e di sviluppo, tessendo una fitta rete di interscambio e di relazioni a livello transnazionale (ad oggi sono 18 i partner di 12 Stati che partecipano alla “costruzione” dell’Itinerario).

L’itinerario si snoderà lungo il territorio italiano in un percorso “a stella”, coinvolgendo le realtà cooperative disponibili ad attività turistico-educative ed affiancandosi alle altre strade del turismo europeo, tra tutte il Cammino di Santiago e la Via Francigena, suggerendo un percorso al di fuori delle classiche rotte del turismo.

BITAC – La sala del Brunelleschi è davvero grande!

Alla base del progetto vi è la constatazione che sul territorio italiano diverse società  cooperative già aprono le porte delle loro strutture ai visitatori e mettono il loro sapere a disposizione delle giovani generazioni.

Gli itinerari prevederanno un vero e proprio percorso organizzato in cui sarà possibile incontrare i responsabili delle cooperative, conoscere da vicino il processo produttivo delle aziende – al convegno ho scoperto che anche il consorzio di produzione di Melinda, la mela del Trentino, è una coop, così come le aziende per il turismo di Rovereto, della Valsugana e il Consorzio Toscana, turismo e cultura! – e  vivere il territorio in cui la realtà  è collocata sotto il profilo culturale, ambientale, sociale. E di dormirà in hotel, ostelli e strutture agrituristiche rigorosamente gestiti da cooperative di lavoratori!
Insomma, davvero un bel progetto, capace – se ben supportato, di “smuovere” l’economia. 

 

E… chissà che i travel blogger non possano testarlo in anteprima?
Claudia Boccini

1 Commento

  1. Avatar
    Liz novembre 13, 2012

    Sembra davvero un bel progetto, speriamo che vengano smosse anche le risorse economiche :)

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