#Tour in 5 ore : Tallin raccontata da un amico ritrovato

Come tutti coloro che seguono il mondo social, mi capita spesso di incontrare virtualmente amici e compagni di scuola dispersi nell’oblio del tempo e di ritrovarli più simili a me di quanto non ricordassi.
Ragazze e ragazzi che hanno fatto parte della mia vita, con cui ho condiviso un tratto di strada, diventati uomini e donne con un bagaglio di esperienze e storie.
Tra i tanti con cui ho avuto l’opportunità di riprendere il dialogo, il mio ex compagno di liceo Maurizio ha quella “marcia in più” (per entusiasmo, volontà, creatività ed anche coraggio) che merita di essere raccontata con un post.
Nato in una tipica famiglia operaia alla fine del boom economico degli anni ’60 e cresciuto in un quartiere romano che, pur essendo già  città, aveva ancora i ritmi lenti del paese, Maurizio D’Agapito si è diplomato al Liceo classico per poi concludere i suoi studi con la Laurea in economia e commercio.
Diviso tra la passione per la musica e la professione di consulente aziendale, complice una lunga crisi professionale, giunto all’età di 48 anni Maurizio ha deciso di prendere la vita nelle sue  mani e iniziare a fare quello che più lo appassionava, cambiando le sue priorità di vita e di interessi, fino a trasferirsi a Tallin, la capitale dell’Estonia.
Qui ha preso carta e penna, anzi, come dice lui, un Mac ed una radio, ed ha scritto “I Palazzi mi guardano“, il suo primo romanzo autobiografico già in distribuzione presso i maggiori e-book store (Maurizio mi dice che a breve verrà anche stampato).
Il protagonista del romanzo è il suo alter ego Alessio, alle spalle una vita piena di scelte, a volte dettate dalla volontà altrui, non sempre felici e non sempre cercate, che decide di intraprendere un viaggio in un’altra città per scoprire definitivamente la propria essenza, le proprie emozioni. Una fedele panoramica di un uomo pronto a rimettersi in gioco, con la voglia di “prendersi la vita nelle proprie mani”.
Incuriosita dal libro, dalle esperienze vissute e dalla città del Nord Europa dove ora abita, ho chiesto a Maurizio di scrivere un guest-post per “La Bussola e il Diario” e di raccontare, con un #tour in 5 ore, la sua vita a Tallin, una città per me lontana e poco conosciuta eppure ricca di stimoli, di occasioni e proiettata verso il domani.
Lascio allora “la tastiera” a Maurizio, sperando che vi farà piacere ascoltare il suo reportage in diretta:
 “…svegliarsi la mattina, guardare il bianco panorama di questo paese del Nord Europa, è come sfogliare una antica cartolina di Natale. Un silenzio irreale, colori che appaiono mescolati ad un bianco puro, un bianco di un suono delicato. Questa è Tallinn al risveglio di un giorno come un altro.
Mi faccio una doccia calda, mi preparo ed esco alla conquista dei vicoli di una Old Town ricca di sfumature e di intrecci architettonici. La vita di un turista qui è differente da quella di un italiano che ha deciso di vivere la città come sua dimora abituale. Ma in entrambi i casi, quello che  subito colpisce è la porta d’entrata di questa piccola città. Come se entrassi in un luogo fuori dal tempo, inizio a camminare per Viru, l’arteria principale dove a destra e a sinistra si dispiegano gli esercizi commerciali che, a seconda della tipologia, mi ricordano che – anche qui –  sono nel ventunesimo secolo. Negozi artigianali dal profumo medievale, negozi tipicamente all’avanguardia del consumismo, una via costruita su misura per il turista. Spesso mi chiedo per quale motivo i colori naturali del tempo vengono deturpati dal turismo di massa.
Ma Tallinn, nonostante il commercio occidentale, rimane un posto atipico. Il tempo sembra fermarsi sulle pareti di palazzi architettonicamente diversi ma omogenei. Varie scuole di pensiero, varie culture e tradizioni sono riuscite a fondersi in un tema armonico che avvolge e riscalda, anche nel freddo di un clima tipicamente nordeuropeo. Anche qui, come in tutto il mondo, trovo ovunque ristoranti italiani. Da quelli con menù tipicamente turistico a quelli con una ricerca smodata del gusto, con la ovvia differenza di prezzo.
Cammino lungo questa strada, che mi accompagna magicamente nel cuore della città, Raekoja plats. Un ampia piazza dove tutta l’essenza di Tallinn prende forma. La linearità dei palazzi, i colori dei tetti, i ristoranti con i camerieri pronti, con il menù in mano, ad invitarti a mangiare alla luce dei tetti e delle forme di una fotografia di rara bellezza.
Questa è la capitale dell’Estonia. Questa è la città dove riescono a convivere due diverse etnie (russa e estone); questo è il Paese che è riuscito a darsi un economia stabile ed una organizzazione amministrativa di tutto rispetto. Regna sovrana l’idea dell’informatizzazione e non c’è luogo pubblico dove non puoi navigare in internet gratuitamente; riesco sempre a rimanere in contatto con il mondo, con il mio mondo, con le mie tradizioni, con tutti i sentimenti che prova…un italiano all’estero”.
Cos ne pensate? Voi avreste la stessa forza di cambiare e di rimettervi in gioco?
Claudia Boccini

6 Commenti

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      shanta novembre 02, 2012

      Condividerò il complimento con Maurizio…

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    Anonymous novembre 02, 2012

    Però l’apostrofo su “un altro” non si può vedere. La scrittura conservi ancora un minimo di grammatica per essere davvero apprezzata.
    Adele

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      shanta novembre 02, 2012

      Giusto! E gli errori, se scappano, vanno corretti… Grazie!

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    Gua-sta Blog novembre 02, 2012

    Stima e ammirazione. Da soli ci si può mettere in gioco…ma con una famiglia con figli è quasi impossibile. Troppi impegni, troppi legami che si incrociano. Io e mio marito ci siamo messi in gioco sui 35 anni, ci siamo sputtanati quasi tutto in un sogno che non si è realizzato e da terra ci siamo risollevati, ma a 50 anni e di questi tempi, sarebbe da irresponsabili.

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      shanta novembre 02, 2012

      io credo che – come diceva l’Ecclesiaste – c’è un tempo per ogni cosa… forse ci vuole uno stimolo (una crisi?) talmente forte per cui tutti i legami, i “già costruito”, passano in secondo piano…

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