Parco Nazionale d’Abruzzo: neve, natura e sci (parte I)

Ve la consiglio davvero, una vacanza a contatto con la natura e con le tradizioni locali del Parco Nazionale d’Abruzzo: troverete calore, accoglienza, rispetto e potrete ammirare scenari che non hanno nulla da invidiare ai panorami alpini! Noi abbiamo scelto di trascorrervi un lungo fine settimana invernale, partendo il venerdì mattina presto per poter usufruire di quante più ore di luce possibile e rientrando la domenica dopo cena, per non perdere nemmeno un’ora di neve. O, meglio, questa era l’intenzione. Perché come sempre “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare“. Anche se in questo caso il mare era un oceano di nebbia, fitta e continua, che ci ha avvolti ad Avezzano e ci ha lasciati solo dopo decine di chilometri, quando oramai vagavamo senza direzione nella piana del Fucino e disperavamo di trovare la strada corretta (ed, ovviamente, anche il navigatore era out!).
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Non solo la nebbia, perché a creare fastidi ci si è messa anche la noiosissima pioggia mista a neve che ha caratterizzato il venerdì pomeriggio! Insomma, quello che sarebbe dovuto essere l’inizio di una vacanza totalmente dedicata allo sci, si è tramutata in un giorno obbligatoriamente speso alla scoperta dei paesi che sorgono all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo. Ed alla fine, quel che sembrava un’attività di  ripiego, ci ha riservato sorprese ed incontri incredibili, come ho già scritto nel post precedente.
Il Parco Nazionale d’Abruzzo non è eccessivamente distante da Roma (con l’autostrada A24/25 dei Parchi sono 160 km, circa due ore) ed uscendo al casello di Pescina si continua verso Gioia dei Marsi per poi salire con tornanti ripidi fino a 1400 metri, dove si incontra Gioia Vecchio, un borghetto di 10 case quasi del tutto abbandonato da cui si accede all’area protetta e dove, repentinamente, cambia il paesaggio.
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Neve. Tanta neve. Neve ovunque. Un manto bianco che ricopre tratturi, strade, capanne, alberi… e qui finalmente anche la nebbia ci abbandona per lasciare spazio al sole, che brilla alto nel cielo! La nostra meta è Pescasseroli, dove abbiamo prenotato una stanza all’hotel Bamby, individuato tramite una promozione sul web: in realtà più pensione che albergo, con arredamento e struttura fermi agli anni ’70 (il mio istinto “casafacilesco” già lo immaginava ristrutturato in stile shabby, con tocchi di rosso e di legno lasciato al naturale :) ), pasti poco più che passabili con menù in stile “mensa aziendale” e decine di bambini vocianti. Un albergo valido per famiglie e per chi non ha troppe esigenze (scordatevi la SPA, la piscina coperta, cene gourmet) ma poco adatto per chi cerca tranquillità! Solo dopo abbiamo scoperto che fa parte della stessa proprietà anche l’hotel Basel, più piccolo e raccolto, che probabilmente sarebbe stata la base ideale per il nostro soggiorno abruzzese.
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Centro nevralgico del Parco, Pescasseroli è anche il cuore amministrativo e commerciale della zona: qui si trova il comando della Forestale, il Centro visite e le organizzazioni di turismo montano (Ecotur e Wildlife Adventures) che propongono escursioni e ciaspolate, molti negozi piacevoli che offrono i prodotti caratteristici (non dimenticate di assaggiare i biscotti della Dolceria dell’Orso ed i formaggi locali!). Ovviamente tanti ristoranti e  bar, soluzioni di alloggio per tutte le tasche (dall’hotel 5 stelle – ex villa del filosofo Benedetto Croce –  al camping, passando per le locande e gli ostelli) e piste da sci ed impianti di risalita. Una meta di vacanza perfetta sia per l’estate che per l’inverno, sicuramente diversa dalle patinate località montane del nord che siamo abituati a frequentare: qui siamo in Abruzzo, non dimentichiamolo,  “ruspante e casareccio” ma con un plus difficilmente rinvenibile altrove grazie ai suoi abitanti, sempre cordiali e generosi e con un cuore davvero grande!
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Spostandovi di circa 5 km verso il centro del Parco Nazionale d’Abruzzo, poco prima di arrivare alla Camosciara (la zona di riserva biogenetica integrale, dove vivono gli orsi marsicani, i lupi ed i camosci, a cui ci si può avvicinare rigorosamente senza auto, seguendo un sentiero delimitato da staccionate), abbarbicato su uno sperone roccioso sorge Opi , un paesino che vale la pena di visitare per lo splendido panorama a 360°, per l’urbanistica caratteristica (occhio alla salita, spezza le gambe!) e per il museo del Camoscio, con alcuni elementi che si possono vedere in semilibertà.
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Per chi ama le attività sportive sulla neve,  all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo oltre a Pescasseroli (che può contare su 20 km di piste, di diverse difficoltà) c’è la possibilità di sciare a Passo Godi, a 10 km da Barrea nel comprensorio di Scanno. Qui, a 1630 mt. di altezza, supportati da chalet e rifugi montani dove potersi riscaldare e rifocillare, ci sono un paio di impianti di risalita con piste facili (perfette per imparare), piste per gli slittini e per i gommoni da neve (il c.d. snow tubing). A Passo Godi è anche possibile prenotare escursioni con le ciaspole lungo i sentieri che si snodano nella splendida Alta Valle del Sagittario, uno dei posti più incontaminati del Parco.
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Se invece (come noi!) “non avete più l’età” per gettarvi senza timore con gli sci lungo le piste da discesa ma non volete rinunciare alla bella sensazione di sciare, potete usufruire degli impianti di sci di fondo di Macchiarvana (1450 mt), una vallata cui si accede dalla strada statale che da Opi porta a Forca d’Acero. Piste ben battute, anelli perfettamente preparati, scuola di sci con maestri a disposizione per imparare (o migliorare), perfino una piccola baita spartana dove sostare per bere una cioccolata calda o prendere il sole sulle sdraio.
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Immersi nel paesaggio naturale e nel silenzio della natura, con l’altopiano della Macchiarvana è stato amore a prima vista: per raggiungere l’anello di fondo si deve scendere con gli sci o, come abbiamo fatto noi, camminare a piedi lungo un sentiero innevato per 700 mt., in mezzo a fitti  boschi di faggio, lasciando alle spalle, passo dopo passo, il caos e riprendendo ritmi “umani”. E a Macchiarvana, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, per non farci mancare nulla abbiamo noleggiato l’attrezzatura da fondo e ci siamo regalati una lezione di sci con il maestro!
P.S.:
Il Franz ha “fondato” per la prima volta in assoluta scioltezza e facilità  mentre io ho “testato” spesso e volentieri la… morbidezza della neve!
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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

4 Commenti

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    Gua-sta Blog gennaio 15, 2013

    Che bello e che belle piste! Pensa che noi in Trentino a Natale non siamo riusciti a fare fondo perchè non c’era abbastanza neve…

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    Lallabel gennaio 14, 2013

    Meraviglioso, anche se non amiamo lo sci ci immergeremmo nel paesaggio innevato e nelle escursioni alla ricerca di orsi e lupi!!

    Splendido il tocco di humor finale, che non guasta mai ! (VI IMMAGINO!!!)

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    Shanta gennaio 14, 2013

    si Marilucie, è davvero bello!

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