Parco nazionale d’Abruzzo: verso Scanno tra orsi, capre e… lupi (parte II)

Ci siamo lasciati nel post precedente con le splendide immagini di Macchiarvana, l’altopiano all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo non lontano da Opi dove si trovano gli anelli per lo sci di fondo e dove la sottoscritta ed il Franz hanno provato l’inebriante sensazione di scivolare con passo alternato sulla neve (e vi ho confermato che la neve, quando è fresca, è davvero molto, molto morbida…!).
Praticare lo sci di fondo è davvero salutare ma è anche terribilmente impegnativo e faticoso: impensabile continuare a sciare anche nel pomeriggio! Qual’è il problema? Nel Parco Nazionale d’Abruzzo ci sono tante attività da poter fare… e noi, dopo aver mutato l’abito da sportivi, ci siamo rimessi i consueti abiti da turisti e siamo andati alla scoperta di Scanno, paese conosciuto anche per il suo lago, molto frequentato in estate.
 
Ripresa la strada Marsicana che da Pescasseroli porta fino a Barrea, abbiamo di nuovo raggiunto Passo Godi per poi proseguire lungo la strada provinciale per circa 20 km. 

La sera precedente aveva nevicato e – se fino a passo Godi la strada era pulita e agevole – superato l’hotel Paradiso è diventata un nastro di ghiaccio (la foto sopra è stata scattata dalla macchina). Piccolo problema: pur avendo le catene da neve a bordo, né io né Francesco le abbiamo mai montate! Con una buona dose di incoscienza, abbiamo ugualmente deciso di continuare e quindi, all’incredibile velocità di 20 km. orari, abbiamo percorso 6 km. tra gli alberi innevati, lungo una strada solitaria… con un po’ di timore mi aspettavo di veder comparire, da un momento all’altro, lupi e orsi affamati!

 

 

Orsi no, tuttavia scendendo dalla montagna vediamo da lontano tanti puntini colorati che si muovono sulle rocce che strapiombano nella Valle del Sagittario: solo grazie all’aiuto del teleobiettivo della macchina fotografica, siamo riusciti a distinguerle chiaramente… decine e decine di caprette, incredibilmente abbarbicate sulla roccia scoscesa! Qualcuno sa spiegarmi come fanno a restare così, in equilibrio tanto precario?
Passato lo stupore per le capre alpiniste (e non potrebbe che essere così… siamo in montagna, no?), Scanno compare all’improvviso al termine di una serie di tornanti mozzafiato. Uno dei “Borghi più belli d’Italia”, con antiche origini romane e che può vantare un caratteristico centro storico, viette che si arrotolano su se stesse, botteghine tipiche, fontane, balconi in ferro battuto… per orientarci decidiamo di seguire le numerose targhe affisse per segnalare i palazzi e le chiese più importanti, che ci permettono di creare un personale itinerario di visita.
Scanno – Santa Maria della Valle
Noi abbiamo iniziato dalla chiesa di Santa Maria della Valle, dall’interno barocco, per poi proseguire lungo Via Roma. Qui si aprono diverse botteghe orafe (Scanno, nonostante la posizione geografica isolata, è sempre stata una località benestante e colta, grazie ai proventi che derivavano dall’allevamento degli ovini ed al commercio della lana) con molti monili in filigrana in esposizione: molto belli gli anelli e le spille ma, nonostante il mio “manifesto e continuo interesse”, espresso anche tramite gridolini e ohhh! estatici, il Franz non ha recepito….
 
Località di villeggiatura molto frequentata in estate  (la sua altitudine è perfetta per non soffrire il caldo ed il vicino lago è la meta prediletta di molti romani) anche in inverno a Scanno non ci si annoia troppo: le piste di Colle Rotondo permettono di praticare gli sport invernali e nella cittadina, culturalmente vivace, vengono organizzate manifestazioni che richiamano i visitatori.
 
Una delle principali feste si tiene proprio il 17 gennaio, in occasione della festa di S. Antonio Abate, quando lungo le strade vengono allestiti grandi paioli fumanti, dove vengono lessate le “sagne” (ovvero, pasta fatta in casa) che verranno poi condite con la ricotta e distribuite ai presenti dopo la rituale benedizione del parroco.
 
Abbiamo poi proseguito ancora lungo le vie Silla, Tanturi ed Abrami, scoprendo bellissimi portali in pietra scolpita in stile barocco, palazzi nobiliari, archi, finestre a bifora e scale…

In una piccola chiesa abbiamo trovato una singolare collezione: grazie al Museo della Lana (dedicato a tramandare gli usi, le attività e le tradizioni della pastorizia) sono state riunite alcune statue di santi e martiri che giacevano abbandonate negli scantinati delle chiese per esporle in un insieme unico che tiene traccia della devozione popolare che ha contraddistinto Scanno nel corso dei secoli scorsi.

 

 

Tra le produzioni artistiche devo poi segnalare l’antica arte del pizzo a tombolo, che ancora le donne di Scanno continuano a tramandarsi, di generazione in generazione. 
Nei negozi specializzati sono esposti piccoli capolavori tessili e – soprattutto con la buona stagione – non è difficile osservarne la lavorazione, che spesso viene effettuata lungo la strada dinanzi all’uscio di casa. Come già accennato, la posizione geografica isolata di Scanno ha creato delle tradizioni autonome rispetto al resto della zona. Una delle caratteristiche “autoctone” è sicuramente il costume tradizionale femminile, che possiede un particolarissimo copricapo (detto Ju cappellitte) che ricorda un turbante.

 

 

credit
Il nostro è stato solo un assaggio rapido della cittadina abruzzese: non mancano tuttavia alberghi e ristoranti dove fermarsi per prolungare i piacere della scoperta, anche gastronomica! Già, perchè Scanno è famosa oltre che per i suoi dolci, tra tutti i mostaccioli (dolci di pan di spagna glassati con zucchero o cioccolato), il Pane dell’Orso, un dolce a forma di zuccotto molto goloso, preparato con farina di mandorle burro e miele e poi ricoperto con cioccolato fondente (se volete provare a cimentarvi con la ricetta, la potete trovare sul blog Il Pasticcione), anche per i formaggi, i saporiti piatti di pasta e l’immancabile agnello.

Alla fine della nostra gita pomeridiana, mentre stavamo per riprendere la macchina per affrontare il rientro a Pescasseroli prima che la strada di montagna diventasse totalmente impraticabile per il ghiaccio… grande sorpresa ed emozione! 
Un incontro da annotare nel libro delle esperienze meravigliose che ci riserva la vita: un cucciolo di lupo, trovato orfano nel bosco dopo che la mamma lupa era morta, veniva portato in braccio da un ragazzotto di Scanno. Il lupetto, tranquillo, si è anche fatto accarezzare ed è…. tenerissimo e morbidissimo!
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

5 Commenti

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    Lucia Basterebbe gennaio 19, 2013

    Ciao, ti ho scoperta veramente per caso, ma ho deciso immediatamente di diventare tua follower. Adoro questo blog e molti dei tuoi post. Valore aggiunto? Negli ultimi tre post hai parlato della mia regione, l’Abruzzo, alla quale sono molto legata.
    Se ti va passa da me, dolcissimamenthe.blogspot.it, mi farebbe davvero molto piacere.
    Un abbraccio…

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    Marilu gennaio 16, 2013

    … e l’emozione continua! Che dire di questo cucciolo poi? Adorabile!

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      Shanta gennaio 16, 2013

      due giorni che sono stati talmente intensi (di emozioni, di attività, di incontri) che mi hanno ricaricato come pochi altri viaggi… posti meravigliosi!

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    Raffa ella gennaio 16, 2013

    letto entrambe le puntate del tuo viaggio nel mio Abruzzo… credo che dovrò tornare dalle parti del Parco ;)

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      Shanta gennaio 16, 2013

      Si, vai, perché è davvero splendido!

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