Mercati di Roma: il Pigneto

I mercati di Roma sono lo specchio fedele dei rioni e dei quartieri che li ospitano: mercati popolari, storici, vip, di periferia; frequentati da casalinghe e massaie o da giovani professionisti attenti all’eco-green ed alla spesa a km. 0. Gli storici Trionfale, Testaccio, Campo de’ Fiori, il multietnico e multiculturale Piazza Vittorio, sono mercati che sono entrati di diritto nell’immaginario collettivo e che racchiudono l’essenza stessa della “romanità” più genuina, luoghi commerciali  e co-protagonisti di romanzi e  film neorealisti.Perdersi tra i banchi, immergersi nel vociare dei venditori, ammirare la perfezione cromatica della frutta e della verdura esposte, ascoltare le battute veraci dei clienti. Seguire un itinerario alla scoperta dei mercati cittadini può riservare piacevoli sorprese al turista che vuole scoprire un volto diverso e ancora genuino di Roma! Andate in giro per la città, entrate nei mercati, coglietene l’essenza… e davvero potrete dire di aver conosciuto la città!

Un mercato a cui io sono molto affezionata, pur se oggi tanti dei banchi fissi e degli ambulanti che una volta lo riempivano sono scomparsi travolti dall’aggressività commeriale dei grandi ipermercati, è il mercato del Pigneto. Siamo nel quartiere Prenestino, in Via del Pigneto, quartiere semicentrale edificato negli anni 30 e poi ancora  negli anni ’60 a seguito del boom economico italiano, assediato dalla ferrovia e dai binari della tramvia che corre lungo via Prenestina. Cooperative edilizie di impiegati, ferrovieri, tramvieri, un proletariato urbano che in molti casi per la prima volta diventa proprietario, un nucleo urbano dove i casermoni da centinaia di appartamenti si alternano alle casette costruite in economia ed alle piccole villette che costituiscono il complesso dei  cosiddetti “Villini dei Ferrovieri” (ed uno di loro è stato la “casa” dei Cesaroni televisivi!).

Una zona di Roma “popolare” in senso positivo, dove fino a qualche decennio fa ancora ci si salutava tutti per nome, più un paese che quartiere della città. Qui le massaie andavano a riempire le sporte della spesa e contrattavano al ribasso le verdure che avrebbero poi tramutato in zuppe saporite per sfamare famiglie numerose, i vecchi si ritrovavano al pomeriggio intorno ai tavolini delle osterie per la partita a carte ed il “quartino”, i ragazzini giocavano indisturbati lungo le strade.

I banchi di frutta vendevano a prezzo di favore le arance prive della scorza, destinata alle fabbriche artigianali di canditi, la torrefazione Sciubba riempiva con il profumo delle tostatura del caffè tutto il quartiere, l’industria Serono ed il molino Pantanella (salito alle cronache per essere stato rifugio e “città della gioia” di migliaia di extracomunitari) producevano farina, farmaci  e lavoro. Sono queste le vie ed i palazzi che si vedono in “Roma città aperta”,  in “Bellissima” o in “Fantozzi”, qui abitavano le comparse che Pier Paolo Pasolini immortalava nel suo “Accattone” e Pietro Germi ne “Il Ferroviere”.

Oggi al mercato del Pigneto sopravvivono ancora alcuni banchi di “vignaroli”, ovvero i coltivatori diretti che mettono in vendita la loro produzione, un paio di macellai storici (la casa del macellaio Civitenga, con le teste di toro a far da decorazione, è un esempio di abitazione-bottega), panifici che vendono rare ciriole romane, gli storici sfilatini che accompagnavano la gavetta con il pranzo degli operai, straordinari appena sfornati e farciti con la mortadella! E’ pura gioia per gli occhi ammirare le cataste di arance esposte sui banchi, il rosso dei pomodori disposti a piramide, i globi verdi e opulenti dei broccoli e dei cavolfiori!

Le case degli operai si sono riempite di ragazzi che frequentano l’Università La Sapienza, di extracomunitari, di giovani professionisti, vi hanno trovato spazio studi di architettura, di grafica e di design che trovano nel quartiere il clima e l’atmosfera adatte per creare.

Bar Necci

Tanti locali, vinerie e centri culturali  e sperimentali rendono vivace la zona e la sera le strade si riempiono di ragazzi e intellettuali che hanno come base il bar Necci, il ristorante Primo , il cinema Aquila sottratto alla mafia.

Per arrivare al mercato del Pigneto: dalla Stazione Termini con i tram 5, 14, con il bus 105 o con la metropolitana leggera che arriva fino a Grotte Celoni (circa 15 minuti di percorso). Oppure da Piazza Risorgimento/S. Pietro con il tram 19 o il bus 81 (circa un’ora).
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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