Regioni e turismo al BIT di Milano

Dopo l’esperienza della BIT (la Borsa internazionale del turismo che si tiene annualmente a Milano), oltre alle brochure, ai biglietti da visita ed ai contatti, è ora di riordinare le idee e fare qualche considerazione sulla manifestazione.
Sono onesta: pensavo di trovare molto di più. Le mie aspettative, piuttosto alte, sono state in gran parte ridimensionate nel corso delle ore trascorse a gironzolare tra i tanti (non tantissimi…) stand presenti.
Musicisti nello stand dell’Algeria
La stessa location dedicata all’evento (che si svolgeva in due padiglioni, uno riservato alle realtà italiane e l’altro al “resto del mondo”) non era così ampia quanto mi sarei immaginata. E, soprattutto, pochi espositori hanno sfruttato appieno le potenzialità che una manifestazione di settore poteva offrire. 
 
Nel tempo dei social media, del marketing che viaggia direttamente on line in formula B2B, in cui il digital divide si va lentamente ma inesorabilmente colmando, mi hanno lasciata perplessa tutti quegli espositori che, nonostante gli allestimenti faraonici, interagivano con i visitatori in modo poco proattivo, quasi in modalità “statica”, limitandosi ad una mera esposizione di cataloghi e depliant, spesso in modo disattento e totalmente privo di attrattiva, senza trasmettere l’amore per il proprio Paese né invogliare nuovi turisti a scoprire mete di viaggio diverse.
 
Ho notato questa caratteristica soprattutto nelle rappresentanze estere (a parte le eccezioni della Svizzera, dell’Austria e del Marocco, sembrava di sfogliare vecchio sussidiario delle elementari, con tanti luoghi comuni e poca sostanza: dove lo spirito da agenzia di viaggi prevaleva sulla missione di promoter della propria Nazione) e, ahimè, anche in diverse realtà regionali italiane.
intagliatore marocchimo
Gli stand italiani che mi sono piaciuti di più, per entusiasmo, capacità di coinvolgere e di “far sognare” (ah, quanto è importante far leva sull’immaginazione di chi ha voglia di partire… non si devono vendere luoghi, ma emozioni ed esperienze!) sono, nell’ordine: Puglia, quindi Marche, Umbria, Toscana a pari merito e, fuori concorso (essere Regione a statuto speciale ha i suoi vantaggi, anche in termini di disponibilità economiche da poter investire…), la Sardegna ed il Friuli Venezia Giulia.
 
La Puglia è sbarcata in BIT con una proposta “stellare” di eventi, un mega stand centrale e numerosi piccole postazioni satellite dedicate alle diverse zone turistiche della Regione. I ragazzi e gli addetti del team Puglia experience sono davvero in gamba! Anzi, innamorati della loro terra (ed è proprio questo che fa la differenza…). Indovinatissimo puntare sul coinvolgimento dei visitatori, farli entrare “dalla porta di casa” per conoscere e apprezzare l’ospitalità pugliese, geniale l’idea dell’open cooking show con le eccellenze gastronomiche pugliesi a far da protagoniste. 
 
Energia, capacità e innovazione: un tris vincente che rende la Puglia una delle Regioni più agguerrite nel marketing, lanciata verso un futuro in cui il turismo, la cultura, la promozione del territorio sono trainanti. Con un paragone forse azzardato, la Puglia è la Lombardia del sud, competente ed efficiente, una Regione dove la tradizione corre affiancata alla digitalizzazione ed i social media sono entrati nell’uso quotidiano.
Regione Puglia: la postazione dei  cooking show .
Protagoniste  le masserie con la loro produzione
Regione Puglia: le tipiche ceramiche
Regione Puglia: ed ora si assaggia il pancotto con le cime di rapa.
Piatto povero  ma saporitissimo!

Umbria: una postazione bella, scenografica (e cosa altro se non un olivo centenario poteva essere al centro del palco?), grande ospitalità (assaggi di cioccolato – anche fritto e spolverato nello zafferano! – , vino e finger food a base di tartufo, non so se mi spiego…), qualche iniziativa divertente ma ho l’impressione che si sia persa un’occasione ghiotta per fare il balzo di qualità (scarsa coordinazione tra i diversi settori, poco coinvolgimento degli addetti…)

cioccolato fritto con zafferano
Umbria is… social!


Marche: lo stand ha ancora un approccio in stile tradizionale ma la responsabile della comunicazione social della Regione è l’entusiasmo fatto persona. Le Marche sono sbarcate su Twitter e Facebook  da poco, ma hanno subito compreso che il futuro passa per la rete! Hanno tutte le potenzialità per diventare la nuova meta italiana del turismo internazionale: mare, montagna, città d’arte, buone infrastrutture, cultura ed eventi unici…  daranno filo da torcere a molte Regioni!

Toscana: può contare su una tradizione turistica consolidata, su opere d’arte uniche al mondo che “si promuovono da sé” e può oramai permettersi di rivolgere la sua attenzione al turismo di nicchia: più che la quantità, in Toscana è la qualità dell’offerta a far la differenza…

Decisamente, se lo può permettere…

Sardegna: il mare più azzurro del mondo e le tradizioni più antiche… raccontate tramite moderne postazioni multimediali. L’espressione di un popolo più immediatamente fruibile? Sicuramente le tradizioni artigiane!


lo stand della Regione Sardegna


Le maschere dei Mamutones prendono forma:
martello, scalpello e la sapienza dell’uomo
Friuli Venezia Giulia: allestimento da grandi eventi, decine di operatori ed addetti, gadget, materiale, organizzazione fantastica, ospiti di grido, dimostrazioni di arte musiva, perfino il team delle Frecce tricolori a fare da testimonial… e ovviamente cortesia a 1000!

 

FVG arte musiva

Essere regione a statuto speciale indubbiamente ha i suoi vantaggi, così come avere un territorio ricco di offerte, ma soprattutto è essenziale essere capaci di promuoverlo: ed il FVG lo è davvero parecchio!
Una menzione speciale la merita la Basilicata: sta crescendo come meta turistica e, anche se davanti ha ancora parecchia strada da percorrere, ha imboccato la via giusta: un corretto mix di tradizione ed innovazione da far correre in rete!

Basilicata: lo slogan
Claudia Boccini

3 Commenti

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    silvia ceriegi febbraio 19, 2013

    sei forte Claudia! sempre lucida e obiettiva… ecco, non c’ero ma un giretto me l’hai fatto fare te, come avrei voluto… thanks, bacio

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    Redazione febbraio 18, 2013

    Sono pienamente in accordo con te su molti punti, a partire dall’interazione statica di molti espositori per arrivare all’elogio delle regioni che hanno saputo coinvolgere i visitatori. La Puglia ha svolto un ottimo lavoro (e non lo dico per campanilismo)! Sul paragone con la Lombardia bhè, forse è davvero un po’ azzardato, ma i presupposti ci sono :D La Sardegna mi ha un po’ deluso, ma ad onor del vero, non le ho dedicato molto tempo. Quanto al resto del mondo, vi erano tanti grandi assenti e poca voglia di emozionare i visitatori … ho trovato disponibili Giordania, Israele e Polonia!

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    Lallabel febbraio 18, 2013

    Concordo con te sulla Puglia… tra l’altro, la lista di persone pugliesi a cui voglio un bene dell’anima è ricchissima.

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