Tradizioni di Pasqua tra Lazio e Toscana

Per chi è credente  la festa di Pasqua è il momento più sentito della liturgia cattolica, in cui Cristo risorge sconfiggendo le tenebre e la morte e diventa promessa di speranza per tutti gli uomini. In ogni caso, il giorno è l’occasione riscoprire le tradizioni di Pasqua e per festeggiare la buona stagione che sta per arrivare. Grazie al lunedì festivo che lo accompagna, Pasqua diventa l’occasione per interrompere la routine quotidiana, soprattutto se si sceglie di trascorrerla lontano dalla città magari all’aria aperta (ehm, condizioni atmosferiche permettendo).
Nella mia famiglia la festa di Pasqua è sempre stata un’occasione di convivialità, da condividere con amici e parenti. Tradotto: convivialità=si mangia!!!!
Le tradizioni di Pasqua  della parte toscana della famiglia si mescolavano (scontravano?) con quelle della parte laziale, dando vita ad un melting-pot gastronomico gustoso.
E se per mia mamma era imprescindibile iniziare la giornata di festa con la colazione pasquale (occhio, che a Roma far colazione il giorno di Pasqua è una cosa terribilmente seria: la tavola si prepara dalla sera prima, con la tovaglia più bella, le stoviglie più eleganti, un vaso pieno di viole di Pasqua per decorare e poi… torta di formaggio, fette di salame tipo “corallina”, uova sode, coratella di abbacchio con i carciofi, pizza cresciuta dolce, uova di cioccolato, ovviamente caffè e latte…), per mio padre dover partecipare a questo esagerato brunch ante litteram era qualcosa di estraneo alla sua tradizione toscana, che invece prevedeva una sobria colazione per riservare al solo pasto del mezzogiorno i festeggiamenti e le libagioni (uova sode rigorosamente benedette durante la messa di mezzanotte, salumi, crostini di fegatini, pici o fettuccine con il sugo di cacciagione, arista di maiale arrosto, sformati di verdure e per finire un “corollo”, un dolce tipico della zona di Siena a forma di ciambella).
Il vero problema del nostro menù di Pasqua era l’abbacchio (o agnello): mio padre non lo avrebbe assaggiato nemmeno se fosse stato l’ultimo cibo sulla terra mentre mia mamma, da brava romana, era pro-costolette… insomma, il rischio di incomprensioni era davvero dietro l’angolo. Per fortuna, Pasqua viene una sola volta l’anno!
 
Come sempre in questi casi, per quieto vivere, si finiva per assecondare entrambe le tradizioni di Pasqua. Il risultato? Un’incredibile abbuffata che si protraeva per tutta la giornata, con pericolosa impennata dei livelli di colesterolo e di glicemia di tutta la famiglia e la conseguente necessità di adottare una dieta a base di brodino vegetale nei giorni successivi! Elemento comune di quasi tutte le tradizioni gastronomiche pasquali è, infatti, il grande utilizzo di uova (nella pastiera napoletana ce ne vanno oltre 12!) che simboleggiano la nuova vita che nasce, così come abbonda l’uso del lievito e della farina, necessari per preparare pizze e torte.
Ogni regione, ogni comune ha la sua torta e le sue tradizioni di Pasqua da preservare. Solo per ricordarne alcune del centro Italia: la torta di Terni, la schiaccia toscana, la pizza cresciuta di Civitavecchia con la ricotta (buona!!!), la pizza lievita di formaggio umbra, il corollo e la schiaccia di tradizione toscana. Senza dimenticare la già citata pastiera ed il casatiello (sorta di ciambella salata in pasta lievitata ripiena di salumi e formaggio) originari di Napoli e dintorni e la torta pasqualina ligure (in tutte le sue versioni, con carciofi o erbette).
Io ho preparato per la festa di Pasqua una pseudo pasqualina con brisée, spinaci, ricotta, uova (8!), formaggio e noce moscata.
E voi, cosa state preparando di buono? Quali sono i piatti tipici di Pasqua della vostra tradizione?
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

3 Commenti

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    Lallabel marzo 30, 2013

    Ah care le mie donne… io a questa festività ho deposto il grembiule e vado fuori a pranzo, al ristorante come fanno i ricchi! :P
    Andremo a Forte dei Marmi coi miei genitori (pare che ci sarà il sole!!!) a mangiare il pesce, tiè alle tradizioni!
    vi abbraccio forte forte e passate una Buona Pasqua!

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    Shanta marzo 30, 2013

    un pranzo nuziale, altro che pranzo di Pasqua!!! Credo proprio che ti copierò il dolce. Ho tutto: colomba, frutti di bosco e panna… qualcosa intruglio!

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    Gua-sta Blog marzo 30, 2013

    Mamma mia che elenco di prelibatezze tremende! A casa mia nessuna tradizione. Squallore totale… Sì e no che c’era la Colomba e un uovo di cioccolato per me.
    Io oggi ho preparato un pasticcio di lasagne alle biete e noci, così domani devo solo riscaldarlo. Domattina farò un arrosto farcito con pomodorini secchi e olive e poi assemblerò un dolce con pezzi di colomba, crema vaniglia e frutti di bosco macerati nel liquore. Uovo di cioccolato fondente e caffè con poco zucchero. Anche troppa roba viste le ultime analisi del sangue!

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