Portoroz

 

Un nastro continuo di asfalto, 720 km.
Poco più, poco meno. 

Percorsi veloci come se, davanti, alla fine, ci fosse la strada per la libertà, nel mezzo quattro soste rapide in autogrill uno uguale all’altro per pipì caffè e rimettere in funzione le gambe intorpidite dalla guida. 

Il cielo che cambia i suoi colori fino a diventare buio come la pece, il navigatore che si trasforma in uno strumento inutile e senza motivo di esistere. Provvidenziale il recupero delle care, vecchie, affidabili cartine geografiche della guida Michelin.

Trovarsi improvvisamente in Slovenia senza nulla, ne’ una bandiera, un cartello, a segnare la demarcazione con la mia Italia (non mi abituerò mai a questa Europa stradale totalmente senza frontiere, dove nel raggio di un baleno, cambiano lingua, architettura e il sapore del caffè), ed alla fine un ringraziamento muto agli dei che sono in cielo, terra e acqua, per essere finalmente arrivati.
Roma-Portorose per fare la blogger di viaggio?
Per usufruire delle famose Spa talassoterapiche che caratterizzano la cittadina slovena?
Oppure, per cadere nella perdizione e giocare al Casino’ ?
 
Assolutamente nulla di tutto cio': nel porto delle rose si tiene il primo campionato mondiale di karate riservato a seniores e veterani… non vorrete mica che mandi solo Francesco, vero?
Che se poi ci scappa anche il tempo per qualche foto e per qualche giro cultural-istruttivo, come visitare Pirano o Isola o le Saline di Sicciole, perche’ no?
Claudia Boccini

1 Commento

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    Liz giugno 07, 2013

    Per noi che ci abitiamo così vicino è una splendida chicca domenicale in cui mangiare dell’ottimo pesce.

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