L’Abbazia di San Galgano e la Cappella di Montesiepi

Appare da lontano come una antica nave arenata nella pianura. Soltanto una fila di cipressi ancora la collega ai nostri giorni frenetici.Le vestigia antiche emergono dalla terra rivestite dai segni del tempo e dell’abbandono: la natura ha vinto facilmente la sua battaglia contro la scienza e la conoscenza effimera degli uomini, la terra ha velato, come una soffice coperta, i pavimenti di marmo e le colonne sono divenute sostegno a piante invadenti.
La forza dell’Energia creatrice è tuttavia ancora percepibile e forte, siamo in un luogo mistico e sacro nonostante non vi siano più altari dove onorare il Dio delle genti. Tappa e meta di turisti, curiosi e visitatori, non appena si varca l’accesso alla navata lo sguardo corre immediato verso l’alto, dove il tetto che ha lasciato spazio al cielo e ad all’infinito.
Siamo all’Abbazia di San Galgano, la Chiesa dove il Medioevo ed il 21° secolo si incontrano e si abbracciano, dove decine di colonne hanno sfidato le intemperie e le ingiurie del tempo e dove la frase “per tetto un manto di stelle” trova la sua vera ragione di essere…
Edificata secondo la leggenda da un giovane cavaliere di Chiusdino, Galgano Guidotti, che, orripilato e disgustato dalla violenza e dalla sopraffazione che pervadevano i secoli bui del Medioevo, decise di abbandonare i beni e la vita agiata per dedicarsi alla preghiera ed all’eremitaggio presso la vicina cappella di Montesiepi (qui avrebbe infisso con forza nella roccia la sua spada, trasformandone l’elsa in croce) l’Abbazia di San Galgano è costruita seguendo lo schema classico cistercense con pianta a croce latina e tre navate.
Ugualmente tipica è la collocazione del complesso monastico in un luoghi isolati, possibilmente pianeggianti e non troppo distanti da corsi d’acqua (simile nell’impianto è l’Abbazia di Fossanova, che si eleva nel mezzo della pianura pontina).
Ma quel che più sconvolge il cuore fino a farlo battere furiosamente per l’emozione è la luce che pervade la struttura: cambia con il trascorrere delle ore, si insinua tra i mattoni, mette in rilievo le colonne e illumina i capitelli scolpiti.
Per innamorarsi dell’Abbazia di S. Galgano basta poco, ma trascorrere qualche ora al suo interno, all’alba o al tramonto, può far scatenare una passione senza limiti. E se ne avete la possibilità, fate scendere la sera ed ammiratela illuminata da un sapiente gioco di luci che evidenziano le linee austere e solenni.
Se amate fare fotografie non riuscirete a contenervi: migliaia di scatti non saranno sufficienti a saziarvi e vorrete continuare, tornare, farvi nuovamente prendere dalla magia infinita di questa Chiesa che – seppur  i canti salmodianti dei monaci si elevino solo nelle casse armoniche della fantasia e la liturgia officiata sia unicamente laica – continua a farsi portavoce del Divino.
Informazioni utili:
  • l’Abbazia di S. Galgano e la vicina Cappella di Montesiepi, conosciuta per essere la chiesa della “Spada nella Roccia”, si trovano nella pianura tra Monticiano e Chiusdino, a circa 30 km. da Siena, nel mezzo della Val di Merse e quasi al confine con la provincia di Grosseto;
  • da Siena si arriva prendendo la strada provinciale n. 73 dall’uscita della tangenziale “San Marco” e proseguendo seguendo le indicazioni per Monticiano;
  • San Galgano è una chiesa sconsacrata, molto spesso utilizzata per concerti e rappresentazioni che godono dello splendido contesto architettonico, mentre presso la Cappella di Montesiepi si svolge ancora attività liturgica (ogni domenica alle 11.30);
  • l’ingresso all’Abbazia di San Galgano, aperta in estate tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00 e nel periodo novembre-marzo dalle 9.30 alle 17.30, ha un costo di 2€ che, secondo quanto riportato sui cartelli affissi, vengono utilizzati per migliorìe e restauri del complesso;
  • l’ingresso all’a Cappella di Montesiepi è gratuito
  • alla fine del viale di cipressi c’è un vecchio podere trasformato in agriturismo con ristorante e bar annessi.
Nota: tutte le foto sono state scattate da Claudia Boccini e da Francesco Iaccio 
Claudia Boccini

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