Provenza e': il rosso delle ocre del Roussillon – parte 1

 La Provenza è tra le vostre mete? Volete scoprire una Regione d’Oltralpe ricca di suggestioni tanto quanto una Nazione? Siete alla ricerca di emozioni da riportare a casa come souvenir preziosi?

Allora non potete perdervi il percorso delle Ocre di Roussillon, che unisce attività didattica, museale e naturalistica. In un ambiente piacevole e visivamente stimolante.
A circa due chilometri dal paese di  Roussillon, che da solo merita una deviazione ed una passeggiata, dovete assolutamente visitare Le conservatoire des Ocres et de la couleur, una struttura aperta in quella che era la vecchia Usine Matthieu, la “fabbrica” dei pigmenti coloranti estratti dalle terre rosse della zona.
Piacevolmente immersa nella pineta e nelle sabbie rosse delle ocre del Roussillon, il Conservatoire (sì, proprio come il conservatorio musicale, è luogo di studio e di divulgazione) offre al visitatore molte suggestioni ed attività.
Per cominciare, lasciate la macchina al parcheggio, entrate nel bell’edificio con le porte colorate e guardatevi attorno: troverete un bookshop, un negozio di souvenir, una piccola caffetteria che serve prodotti bio e ovunque… colore!!!
Acquistate il vostro biglietto per la visita della vecchia Usine (nel 2013 6€, ma con 7€ acquistate il biglietto cumulativo con incluso anche il sentiero delle ocre di Roussillon e risparmiate euro ed evitate le file. Comunque per i bambini minori di 10 anni è gratuito) e scendete le scale.
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La visita, seppur breve (non più di un’ora e mezza, a voler leggere proprio tutte le spiegazioni) vi porterà alla scoperta di una realtà produttiva sconosciuta ai più attraverso le parole virtuali di un vecchio lavorante dell’Usine, Monsieur Elie Icard.
Dalle rocce rosse e dalle ocre del Roussillon si estraevano pigmenti preziosi che si trasformavano in colori: un lavoro quasi totalmente manuale, duro e pericoloso per la presenza di polveri sottili che andavano ad annidarsi nei polmoni degli operai. I setacci erano meccanici ma la presenza dell’uomo, il controllo, era costante, così come la selezione del materiale era affidata alla capacità di lavoranti esperti.
Dalla cernita delle pietre, al loro lavaggio, alla decantazione, al recupero delle sabbie colorate e quindi alla loro setacciatura per ottenerne pigmenti puri fino ad arrivare all’imballo ed alla spedizione (negli anni ’60 esportava in tutto il mondo), gli operai erano coinvolti in attività senza sosta.

Nel corso della visita, tutti i passaggi tecnici e produttivi sono ben spiegati grazie a cartelli illustrati in francese ed alla cassa, prima di iniziare il percorso, vi daranno anche una cartellina con la traduzione in italiano: ed è davvero necessaria perché vengono usati termini tecnici che altrimenti sarebbero difficilmente comprensibili.
Un percorso nel colore ed attraverso il colore, adatto a tutte le età. Per i bambini sono anche previsti dei quaderni di ricerca, peccato solo in francese, con attività e giochi da fare durante il percorso.

Qui nell’Usine la polvere sabbiosa rossa è la padrona assoluta: ricopre ogni cosa, attrezzo, strumento o pavimento (mettete nel conto di dover rilavare i vestiti che indossate…)!

Oltre al percorso museale e divulgativo, presso il Conservatoire è attiva una biblioteca ed una “materioteca”, con campionari di pigmenti estratti dalle ocre del Roussillon. Vengono inoltre organizzati stage di pittura ed utilizzo del colore e c’è un affascinante shop dove trovare tutto, ma proprio tutto, ha a che fare con l’ocra ed il colore. Questo posto vi ha incuriosito? Volete altre informazioni? Nella pagina web di Okhra, la cooperativa che gestisce l’Usine, trovate orari e dettagli.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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