Il fiume Ombrone invade il Museo della Mezzadria Senese

In occasione di #invasionidigitali (vi ricordate? è stato un successo di partecipazione che si è svolto dal 20 al 28 aprile 2013 in tutta Italia) io mi ero occupata della “pacifica invasione” di Buonconvento, il mio paesino del cuore che chi mi segue oramai conosce per le tante storie e foto pubblicate.
Uno dei luoghi in cui si era svolta l’#invasionedigitale era il Museo della Mezzadria Senese, importante punto di conservazione della memoria storica, antropologica ed etnografica della figura del mezzadro, che fino alla metà degli anni ’50 del secolo scorso rivestiva un ruolo basilare per lo sviluppo, la coltivazione e la cura dei terreni agricoli toscani.
Se vi ricordate nel museo, allestito in un antico granaio del 1600 poi trasformato in una tinaia (ovvero un deposito del vino) che si trova accanto al Teatro dei Rinnovati ed alla scenografica Porta Senese, era suddiviso in due piani ed oltre ad una raccolta unica di attrezzi agricoli e di uso domestico (inclusa una grande trebbiatrice!), erano esposte collezioni di documenti, foto d’epoca, vestiti e arredi antichi che si integravano con i moderni pannelli multimediali che permettevano, ai tanti visitatori e soprattutto alle scolaresche, di scoprire un mondo oramai scomparsi di cui ancora (ma per quanto ancora?) vive nelle parole e nei racconti dei vecchi.
Ma… come mai stai parlando al passato?
Era, c’era, si trovava… cosa è successo al Museo della Mezzadria Senese?
Dovete sapere che tra il 20 ed il 21 ottobre 2013 il fiume Ombrone, che scorre proprio accanto al paese di Buonconvento, a causa delle fortissime piogge è uscito fuori dagli argini invadendo tutto il centro storico, allagando il bel Teatro da poco restaurato, le abitazioni private, gli esercizi commerciali, le chiese ed anche il Museo della Mezzadria. E con l’acqua il fango, che  ha ricoperto di melma putrida ogni cosa.
Talmente forte la furia delle acque che addirittura ha strappato un ponte che collegava Buonconvento con la piccola frazione di Bibbiano. Un vero disastro. 
 
Pensate che l’acqua entrata nel Museo della Mezzadria è arrivata a sfiorare oltre 1,5 metri di altezza, distruggendo lo spazio di accoglienza e il bookshop, gli arredi, gli impianti elettrici ed informatici. Anche al piano terra del Museo l’acqua ha portato distruzione, danneggiando macchinari d’epoca (che dovranno essere ripuliti e restaurati), le postazioni interattive (addio alle “figure parlanti” che raccontavano la vita del fattore, del mezzadro, del capoccia…).
 
Ad una prima stima i danni ammontano ad oltre 70.000 euro. Una cifra enorme per una realtà piccola come Buonconvento, che però non è restata ad aspettare: volontari si sono attivati per spalare il fango, fare una cernita del materiale che poteva essere recuperato (sulla pagina Facebook del Museo potete constatare l’impegno e l’entusiasmo di chi ne ha avuto a cuore la sorte). Dopo la pulizia è ora è importante ricostruire, riallestire velocemente il Museo e renderlo nuovamente fruibile dalle scuole, dai turisti, dagli studiosi, dai curiosi di sapere. 
 
Ma il momento è triste per tutti, la crisi si fa sentire soprattutto nel campo culturale e ci sono pochi fondi. Ed è per questo che Fondazione Musei Senesi, il Comune di Buonconvento e la Provincia di Siena, sostenuti dall’Associazione Nazionale Musei Locali ed Istituzionali, hanno proposto una raccolta di contributi aperta a tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno a cuore la propria storia e le proprie radici: anche solo 5 euro, praticamente una goccia nel mare delle necessità, sono importanti.
 
Per informazioni e donazioni potete andare sulla pagina internet dedicata oppure contattare la Fondazione Musei Senesi allo 0577.530164. Chiunque darà il suo contributo avrà diritto ad una citazione sulla pagina Facebook e, in caso di donazioni più cospicue (a partire da 50 euro) a due biglietti in omaggio per visitare il Museo una volta che avrà riaperto o anche ad un libro della Fondazione Musei Senesi.
 
Per finire vi rivolgo un  appello: se potete donate ma se non potete parlatene. Perché non c’è nulla di peggio del silenzio e del dimenticare. E il Museo della Mezzadria Senese ha bisogno del vostro aiuto e del vostro sostegno, così come Buonconvento.
Claudia Boccini

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