Ciao, Befana! Itinerario a Roma tra dolci, presepi, carbone e scacciaguai

Quando arriva l’Epifania, tutte le feste si porta via…

Dopo due giorni di maltempo, che ci hanno costretti a rimanere fermi a casa nonostante avessimo mille idee su come riempire gli ultimi giorni di vacanza, complice una mattinata di sole splendente – di quelle che Roma è capace di regalare anche in gennaio, rendendo l’aria piacevolmente calda e illuminando i marmi antichi fino a renderli abbaglianti – per salutare il clima allegro e festoso delle festività natalizie (ma perché non provare a farlo durare per tutto l’anno?) oggi finalmente siamo riusciti a regalarci una delle nostre belle passeggiate romane, in attesa della festa della Befana.
La destinazione non poteva che essere, vista la giornata, Piazza Navona, il cuore barocco della capitale che dagli inizi di dicembre si trasforma nella casa della Befana e ospita un “mercatino” di Natale completamente dedicato alla vecchia signora scopamunita.
Il colpo d’occhio è unico: confusione, famiglie, bambini sul passeggino, palloncini colorati di tutte le forme e con mille soggetti (da Hello Kitty ai Minions passando per i personaggi Disney), banchi e chioschi che vendono presepi e statuine, oggettistica, giocattoli da poco, dolciumi di ogni sapore (non manca certo il “carbone dolce”), mega ciambelle zuccherate e cioccolato a forma di salume e poi lei, la mitica Befana, trasformata in portafortuna da acquistare per pochi euro, assieme alle “scopette” di paglia scaccia-guai.
Se per il 6 gennaio Piazza Navona è travolta dal caos (allegro, ma sempre caos è) per la festa della Befana, nel resto dell’anno torna ad essere una delle piazze più eleganti della città: sedersi ad uno dei tavolini dei bar che affacciano sulla piazza (sappiatelo, sono cari), guardando il via vai delle persone, i ritrattisti ed i pittori che vendono i loro quadri, è un buon modo per entrare nello spirito della città. Tra i must da non perdere dovete assolutamente provare il Tartufo del bar I Tre Scalini (venduto anche take away a 5 euro), che per il 6 gennaio era proposto in versione con aggiunta di pezzetti di carbone.
Ma torniamo alla nostra passeggiata di Epifania: superata Via di Tor Millina con i suoi locali per il brunch, ci aspettava Via dei Coronari: più tranquilla, meno caotica e decisamente signorile. Molto piacevole passeggiare, fermarsi di tanto in tanto a curiosare dentro le botteghe di antiquariato da “guardare ma non toccare”, ascoltare la musica jazz che proveniva dalle gallerie d’arte.
Da qui, arrivare al Lungotevere è velocissimo e dinanzi appare massiccia la sagoma imponente del Mausoleo di Adriano, Castel Sant’Angelo, con il famoso ponte decorato da statue di angeli che si stagliavano nell’azzurro intenso (le foto che vedete non sono state ritoccate: il colore è proprio quello che oggi mostrava il cielo di Roma!).
In sottofondo il rumore dei tamburi e delle trombe e grande folla: il 6 gennaio è ormai tradizione che una processione di figuranti e bande musicali, in rappresentanza di paesi e cittadine del Lazio (quest’anno il paese prescelto era Leonessa, in provincia di Rieti) sfilino in processione da Castel Sant’Angelo fino a Piazza San Pietro, percorrendo via della Conciliazione, per festeggiare l’Epifania e ascoltare l’Angelus del Papa.
Da Piazza San Pietro la nostra “passeggiata romana” ha avuto come meta il Presepe dei Netturbini di Via dei Cavalleggeri: un’opera creata nel lontano 1972 da Giuseppe Ianni assieme ai colleghi netturbini e diventato, anno dopo anno, una meta conosciuta anche da molti turisti stranieri. Collocato in un grande locale al centro di un caseggiato popolare dove hanno sede alcuni uffici dell’AMA, la società che si occupa di igiene e ambiente a Roma, il Presepe commuove per la sua semplicità, per la sua accuratezza e per essere simbolo di fede profonda (per trovarlo vi conviene seguire le indicazioni che si trovano su Via di Porta Cavalleggeri).  L’ingresso è gratuito, non si paga in moneta ma in preghiere per la pace e, al momento di andar via, vi verrà dato anche un piccolo dono: una fascina dorata benedetta realizzata con frammenti di erica scoparia, l’erba tipica della macchia mediterranea con cui vengono ancora fatte le scope dei netturbini.
Ancora non sazi di godere delle bellezze di Roma, di inebriarci con infinita meraviglia dei suoi scorci, delle sue strade acciottolate e delle sue Chiese maestose, siamo tornati indietro passando per la magnifica Via Giulia (qui ci sono alcune dei più bei palazzi nobili della città) e quindi per Corso Vittorio fino ad una viuzza accanto a Campo dei Fiori, dove avevamo lasciato lo scooter. un bel modo di vivere la festa dellaBefanaa Roma, non siete d’accordo?
Ciao Befana, grazie per questa bella giornata!
Io ti auguro un buon viaggio di ritorno e… tranquilla, io la tua scopetta l’ho già appesa!
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

1 Commento

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    Claudia gennaio 06, 2014

    Bel reportage di una piacevolissima giornata! …e domani si ricomincia…

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