A Roma a passeggio per il Ghetto

Mettete insieme una mattinata libera, una giornata di sole e di cielo azzurro, la voglia di riprendere possesso della “mia” città: mescolate bene, aggiungete un bel paio di scarpe comode e ne verrà fuori una bella passeggiata romana alla scoperta di una zona della città dove la storia e la memoria sono protagoniste assolute.
Siamo al Portico di Ottavia, il Ghetto ebraico di Roma, zona delimitata da Lungotevere dei Cenci, Via Arenula, Via delle Botteghe Oscure e Via del Teatro di Marcello. Un pugno di case e di strade strette che hanno visto i momenti più bui della storia d’Italia. E guardando bene a terra, lungo i marciapiedi del Ghetto e delle vie circostanti, troverete la memoria  dell’orrore: piccole mattonelle dorate con incisi i nomi di uomini, donne, bambini ed anziani che catturati durante i rastrellamenti dei nazisti hanno lasciato la città su un treno piombato, per non farvi più ritorno. 
Per le strade e le piazze si sente forte l’accento romano, la “caciara” si mescola spesso alla lingua ebraica. Uomini ed adolescenti indossano la kippah, il classico zucchetto che viene indossato dagli ebrei osservanti anche nella vita quotidiana.
Qui ogni cosa parla di orgogliosa appartenenza ad un credo religioso: le scuole ebraiche, la grande Sinagoga che affaccia sul Tevere, i negozi di alimenti kasher. Perfino le scuole dell’obbligo ed il liceo sono gestite dalla Comunità, una delle più grandi d’Italia, in accordo con i programmi del Ministero dell’istruzione: si insegna l’ebraico e si festeggiano le ricorrenze religiose ebraiche, nel dialogo con le altre realtà sociali e religiose.
Si racconta che gli ebrei siano i veri romani, perché radicati nel territorio fin dai tempi dell’antica Roma e ancor più dopo il 1555, quando il Papa Paolo IV emanò la bolla “Cum nimis absurdum” che toglieva i diritti agli ebrei e li costringeva ad abitare nel Ghetto.
Si dice anche che la migliore cucina romana sia quella che si trova qui, tra queste vie, e forse è vero: gli alimenti, grazie ai dettami kosher, sono sani e genuini, i locali non mancano (dal fast food jewish style alla trattoria alla buona fino ad arrivare al ristorante elegante) e c’è una sola grande certezza: potete trovare i migliori carciofi “alla giudia” di Roma, senza dimenticare gli aliciotti con l’indivia, il pesce freschissimo e la carne saporita perché macellata secondo i dettami kosher, i filetti di baccalà e i fiori di zucca fritti, le puntarelle alle acciughe, la concia di zucchine… 
I negozi hanno un fascino antico, grandi spacci e piccole botteghe specializzate in stoviglieria di alta gamma (famoso il negozio di Leone Limentani: se vi serve un servizio di piatti per 100 coperti, qui c’è!), ingrosso di abbigliamento, mercerie specializzate e soprattutto pasticcerie che rendono la visita al Ghetto di Roma una meta golosissima!
Mitico il forno all’angolo tra Via del Portico d’Ottavia e Via della Reginella: non c’è insegna ma non vi sarà difficile individuarlo: andate diretti dove vedete una lunga fila di persone in attesa! Qui potrete acquistare i dolci tipici ebraici, i semi di zucca tostati al forno e salati, le torte di ricotta e visciole o ricotta e cioccolato.
E dopo aver camminato sulla storia, aver assaggiato delizie e respirato l’aria del rione più “verace” della città, gli scorci aperti sul Teatro di Marcello e sulle rovine del Portico d’Ottavia vi faranno volare con la fantasia fino a ritrovare le immagini della vecchia Roma, le stesse rese immortali nelle incisioni del Piranesi.
Claudia Boccini

4 Commenti

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    Laura Saleggia maggio 20, 2014

    bellissimo Claudia …mi ripeto ma è da un po che sogno di poterlo visitare, esattamente come hai fatto tu..respirando la storia e la vita…un abbraccio forte….

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    Annalisa Guarelli maggio 15, 2014

    Che bellezza! Questo post mi era sfuggito. Nel film ” La finestra di fronte” si vedeva il ghetto e se ne raccontava in parte la storia. E che fame mi hai fatto venire!

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    angypet febbraio 12, 2014

    Sono di Roma e ho trovato il tuo articolo molto bello. Adoro gli scatti di vita quotidiana e soprattutto adoro la mia città (infatti anch’io le ho dedicato un articolo sul mio blog). E’ sempre bello vedere quanta storia c’è tra le mura di Roma :)

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    Antonella Piemonte febbraio 12, 2014

    Uno dei tour che vorrei fare la prossima volta che sarò a Roma…me lo riprometto ogni volta, ma non ci riesco mai! Lo devo fare in onore della mia amica e di tutto ciò che ha dovuto subire la sua famiglia. Grazie Claudia!

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