Arezzo, la Chimera e l’antiquariato

Quando siamo in Toscana e ci fermiamo per qualche giorno a Buonconvento, è facile che decidiamo all’ultimo momento di andare a fare una rapida puntata in una delle grandi città d’arte toscane: Siena è praticamente dietro l’angolo, Firenze è più o meno 100 km. e anche Pisa è poco più in là. Tuttavia  la meta in assoluto più gettonata è la bella città di Arezzo, che apprezziamo molto per la concentrazione di negozi interessanti, locande che offrono piatti del territorio e perché ospita, nel primo fine settimana di ogni mese, la grande Fiera Antiquaria che invade con banchi e stand di espositori provenienti da tutta Italia e talvolta dall’estero Piazza Grande (famosa per le Logge del Vasari) e le principali vie del centro.
Il centro della città di Arezzo è un salotto elegante dove gli arredi sono palazzi nobiliari, chiese che dominano dall’alto, piazze ampie dove i giochi prospettici fanno immediatamente venire in mente il Rinascimento, con tanti bei negozi e un Corso cittadino che è un piacere percorrere nel rito dello struscio pomeridiano. Intorno alla città, fabbriche e officine operose si mescolano a campagne coltivate e belle ville.
Etrusca ancor prima che romana, tra i nomi illustri che hanno avuto i natali ad Arezzo, la città della Chimera (una statua etrusca che rappresenta un mostro mitologico che ha tre teste: una di leone, una di capra ed una di serpente, diventata un po’ il simbolo della città) o nella sua provincia, troviamo Michelangelo, Masaccio ed il grande Francesco Petrarca, che ho ritrovato, con le sue “chiare fresche e dolci acque”, anche in Provenza.
Di notevole da visitare nella città c’è anche “La leggenda della vera croce” di Piero della Francesca, affresco conservato nella chiesa di S. Francesco (facile da trovare, è in una piazza laterale del Corso Italia), la casa del Vasari, l’anfiteatro romano e un’innumerevole quantità di chiese, cappelle e palazzi nobili, tra cui il Palazzo dei Priori ed il Palazzo Pretorio, ora utilizzati come rispettivamente come sede del Municipio di Arezzo e della Biblioteca.
Credo tuttavia che il modo più giusto per scoprire la città sia di lasciarsi trasportare dall’istinto, seguendo il Corso, deviando nelle stradine laterali per poi riprendere il rettifilo che collega la parte bassa con quella alta della città fino a raggiungere la Cattedrale, per poi ridiscendere lungo via Andrea Cesalpino costeggiando le medievali case dai mattoni rossi. E mentre passeggiate, annusate l’aria: Arezzo è famosa per le torrefazioni di caffè. Difficile resistere alla tentazione di entrare in uno dei tanti bar per sorseggiare una bella (e buona!) tazza di caffè, accompagnandola con un dolcetto o un cioccolatino.
Per visitare bene il centro di Arezzo dovete calcolare almeno una giornata e se ad una certa ora lo stomaco inizia a brontolare… uno dei punti saldi delle nostre “girate” nella città è l’Antica Osteria Agania, un piccolo locale storico che serve, a costi non impossibili, ottimi antipasti ed i piatti di una volta, quando la cucina era povera ed utilizzava anche le parti meno pregiate degli animali, come le guance del vitello, qui definite “grifi“. Mi raccomando prenotate, perché in genere è sempre affollata.
In più, un’altro motivo per visitare Arezzo: è ottimamente connessa sia con il Nord che con il Sud d’Italia sia in auto (è a breve distanza dall’Autostrada A1) che in treno, in quanto è sulla linea ferroviaria che collega Firenze con Roma.
Claudia Boccini

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