L’ Argentina inizia da Buenos Aires

Oggi c’è una gran bella sorpresa: non sarò io a scrivere il post ma lascerò la “penna” alla mia collega Aida,  supporter affezionata della Bussola e il Diario, che questa estate ha avuto l’opportunità di fare un viaggio meraviglioso in Argentina insieme alla sua famiglia. Leggere le sue impressioni e le sue descrizioni è stata per me emozione pura e seguendo le parole mi sono ritrovata all’improvviso a Buenos Aires, la capitale dalle mille contraddizioni e dai tanti colori. 
A voi la prima puntata e… buona lettura!Porta d’ingresso per ogni viaggio alla scoperta dell’Argentina, Buenos Aires è una città enorme, densa e stratificata in cui vive più di un terzo degli argentini.

La prima cosa che ti colpisce entrando nella “Grande Buenos Aires” è la povertà delle sue periferie, del tutto differente da quanto vediamo nelle nostre città e per questo difficile da spiegare ma chiara ai nostri occhi. Poi improvvisamente lo scenario cambia e senza il tempo di rendersene conto i palazzi sono puliti, le strade in ordine, la città si trasforma: botteghe, bar, gallerie d’arte, ristoranti e tanto colore.
Nel pomeriggio primo assaggio della città cominciando dal Cementerio della Recoleta, uno dei simboli della città nella sua parte più antica, è un piccolo concentrato di bellezze quasi una quartiere a sé. Da lì ci spostiamo a la Boca, per vedere il Caminito povero e coloratissimo con le sue case di cartone, è come uno schiaffo che ci fa subito cogliere le contraddizioni di questa terra capace di far vivere nel lusso pochissimi anche da morti lasciando le briciole ai più.
Il centro di Buenos Aires ricorda quello di una capitale europea un po’ decadente, boulevard ed eleganti piazze fanno da cornice ai palazzi del potere: il Palacio del Congreso stile Casa Bianca ma con una coloratissima cupola verde, il Teatro Colon, l’obelisco diventato uno dei simboli da cartolina, la Casa Rosada e la mitica Plaza de Mayo, tristemente famosa perché teatro delle proteste delle madri dei desaparecido ferita ancora aperta di un passato troppo recente di oppressione e dittatura militare.
Piccola sosta alle Galerias Pacifico, un centro commerciale di fine ottocento decorato splendidamente negli anni ’50 da artisti sudamericani per poi trasferirci nell’attiguo quartiere degli artisti, San Telmo. Bastano pochi passi per lasciare alle nostre spalle traffico, rumori, folla e ritrovarci in uno scenario completamente differente tra vicoli stretti, botteghe di ogni tipo, gallerie d’arte e negozi d’antiquariato. Passiamo da un improbabile mercato coperto di cianfrusaglie al cuore di questo affascinante quartiere, Plaza Dorrego, una piazza piena di charme che non sfigurerebbe a Montmartre.
Lasciamo San Telmo per spostarci a Puerto Madero, il quartiere più nuovo di Buenos Aires ,davvero una bella riqualificazione della ex zona portuale ora piacevolissima passeggiata lungo fiume con tantissimi bar e ristoranti, ma questa ormai abbiamo capito è una costante di ogni quartiere, tra vecchi docks riconvertiti e moderni grattacieli e il bianco del Puente de la Mujer disegnato da Santiago Calatrava.
A fine giornata attraversiamo in taxi i viali e le splendide ville stile British di Palermo Chico, il quartiere più esclusivo, per concludere la serata a cena in un fantastico ristorante con cucina e servizio davvero di alto livello a prezzi per noi da osteria, altra piacevole costante di questa nostra esperienza Argentina.
Buenos Aires è davvero difficile da decifrare, tanto è varia e contraddittoria questa sterminata metropoli ai confini del mondo, ma che ti rimane dentro per i suoi colori e il suo ritmo. A metà tra un passato glorioso, reso evidente non solo dalla maestosità dei palazzi e delle strade ma soprattutto da piccole significative abitudini quotidiane quali il doppio ingresso in ogni palazzo del centro riservato alla servitù, e le visibili conseguenze di un passato militare e della devastante crisi economica che fa ad esempio vendere a rate anche i biglietti aerei, mezzo di trasporto necessario date le dimensioni del Paese, è una tappa necessaria non solo per ammirare ma anche per conoscere e provare a capire questa parte di mondo.
Claudia Boccini

1 Commento

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    Lallabel marzo 25, 2014

    Bellissima Buenos Aires, purtroppo ci sono stata un solo giorno e praticamente non ho visto nulla ma ho ancora il colpo d’occhio della sua estensione quando l’aereo la sorvolava. Credo che tu l’abbia descritta molto bene, secondo me è una città che va visitata e “respirata” a fondo.
    Spero di tornare presto nella “mia” Argentina, ciao Aida!

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