Valencia, il mare e le spiagge infinite

Sto riordinando le foto che abbiamo scattato a Valencia nel corso del nostro viaggio di febbraio: le spiagge, seppur deserte, già invitavano a fermarsi per stendersi sotto il sole o ad impegnarsi in lunghe passeggiare (lunghissime, direi, perché a Valencia le spiagge sembrano non finire mai!), a tornare bambini e fermarsi a guardare con stupore i grandi castelli di sabbia costruiti da chi ne ricava poi qualche moneta e a cercare di ascoltare, lontanissimo come neppure potete immaginare vista l’ampiezza della distesa di rena, il rumore del mare.
Liberi di contraddirmi, ma credo che spiagge così grandi non ci siano nemmeno a Rimini, la città romagnola famosa per le sue grandi e lunghe spiagge!
Nonostante sia lo stesso Mediterraneo che bagna le nostre coste, a Valencia ho trovato un mare ben diverso da quello che siamo abituati a vedere qui da noi. Saranno state le palme solitarie o le dune di sabbia, il clima piacevole mentre in Italia la neve era ancora abbondante sui monti, il silenzio che la moltitudine di persone che passeggiava sul lungomare non riusciva a scalfire ma in alcuni momenti ho avuto la sensazione di trovarmi più vicina all’Africa che non all’Europa!
A Valencia è poi facile spostarsi da una parte all’altra della città e lo è anche andare al mare: un autobus urbano, il n. 19, collega in poche decine di minuti il centro della città con la spiaggia urbana di Marina Real. Man mano che procede attraverso al città, è interessante notare come cambia l’ambiente cittadino: le grandi vie delimitate dai palazzi novecenteschi o dalle recenti costruzioni moderne lasciano spazio repentinamente ad agglomerati popolari e poi alle piccole case che una volta erano dimora dei pescatori, ora spesso trasformate in locali dove trascorrere la serata. Non è neppure difficile vedere, seduti fuori dall’uscio, anziani che giocano a carte e parlano tra loro in un valenciano stretto inaspettatamente comprensibile a chi non conosce le regole e la grammatica del castillano.
Poco distante da Marina Real (zona riqualificata e diventata famosa in occasione della sfida dell’America’s Cup di vela) il lungomare Passeig de Neptun è pieno di piccoli ristoranti, la gran parte turistici, che servono paella e piatti caratteristici valenciani a base di pesce, qualche bar, alcuni negozi. Da qui parte la spiaggia della Malvarrosa, caratterizzata da ampi spazi, chioschi o chiriguitos dove fermarsi a bere un caffè, una birra o un aperitivo.
Alle spalle della spiaggia, nel quartiere della Malvarrosa, negozi e forni dove acquistare la merenda o il pranzo al sacco da portare sulla spiaggia. Quando sarete stanchi di mare, sole e salsedine, sarà sufficiente riprendere l’autobus (sono frequenti, circa uno ogni dieci minuti) e rientrare nel nel vostro albergo per fare una doccia e poi via, di nuovo pronti per partire alla conquista del centro della città tra Plaza de l’Ajuntamento, Plaza de la Rejna e Torres de Serrano, nel cuore della movida serale (i negozi chiudono molto tardi e se vorrete anche alle 21.30 potrete dedicarvi allo shopping!).
Altre spiagge meravigliose, a poca distanza da Valencia e inserite nel parco naturale dell’Albufera (meno facili da raggiungere e proprio per questo più selvagge, meno turistiche) si trovano nella zona costiera che va da Pinedo (dove sembra che si possa mangiare la migliore paella della zona) fino a El Perellon.
Considerati i costi abbordabili della città, le temperature estremamente estive sin da aprile, la facilità di muoversi e la cordialità di chi vi abita, mi sento di suggerire Valencia come meta ideale da raggiungere approfittando dei prossimi ponti di primavera: forse i voli non saranno più così economici di quando ci siamo andati noi, ma comunque competitivi rispetto a tante altre destinazioni.
Claudia Boccini

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