Arredo + design + Milano: Fuorisalone 2014

Che nel nostro Paese stia lentamente tornando la voglia di investire e di credere, seppur con tanta titubanza, nel futuro, l’ho percepito nettamente nei due giorni in cui sono stata a Milano in occasione della 53^ edizione del Salone del Mobile: appena scesa dal treno, complice la giornata piena di sole, sono stata favorevolmente avvolta dall’aria carica di energia e sorpresa per la presenza di numerose delegazioni di contractor stranieri (russo, cinese, arabo e tedesco le lingue più diffuse) che giravano per la città alla scoperta degli infiniti eventi organizzati per promuovere la filiera del mobile e del design.
L’evento internazionale è la piattaforma di osservazione privilegiata per fare il punto sul cosiddetto “sistema Italia”, valutarne gli sviluppi, le potenzialità e testare la risposta dei mercati esteri. Investire in promozione ma soprattutto in competenze, trasformare l’effimero in concretezza e valore. Se l’atmosfera di Milano è anche solo indicativa, possiamo davvero iniziare a scommettere sulla ripresa economica!
 
Il Salone del Mobile, che si svolge nella sede di Rho-Pero della Fiera di Milano, rappresenta il lato più commerciale, formale ed “istituzionale” dell’evento milanese mentre il Fuori Salone (l’insieme di feste, appuntamenti, installazioni ed esposizioni open) è una grande centrifuga in cui idee, sperimentazioni, prototipi e concetti vengono inseriti nel contesto urbano e resi fruibili a tutti. Cadono le barriere tra “addetti ai lavori” e semplici visitatori, ci si scambiano dritte su dove/cosa/quando andare, si scoprono cortili abbandonati tornati a nuova vita per ospitare capsule collection e si va alla ricerca delle location che ospitano le temporary gallery.
C’è l’ansia di vedere, di esserci, di scoprire, di raccontare, in una mega festa open che coinvolge e rende frenetica Milano. Tra tutti predomina la categoria professionale degli architetti e degli interior designer: si riconoscono da lontano per la capacità unica di saper abbinare colori ed accessori che, se messi insieme da chi del mestiere non è, potrebbero dar vita ad un guazzabuglio bizzarro. Lo stile di chi il design lo fa, lo usa, lo crea – e non solo lo acquista – è inimitabile. Insomma, la classe non è acqua!
Divertente passeggiare lungo le vie dei Distretti (tra cui Brera, Porta Venezia, Tortona, Ventura-Lambrate, La Triennale, Paolo Sarpi, Le 5 Vie) del Fuori Salone, ascoltando commenti estasiati, entrare nelle sale espositive, fermarsi ad osservare arredi innovativi e sperimentali. 
Denominatore comune a tutti i visitatori: uno smartphone (o un tablet) in mano per essere sempre pronti a riprendere e condividere dettagli e curiosità. Credo che in questi giorni il flusso di condivisioni su Instagram con l’hashtag #fuorisalone abbia raggiunto picchi elevatissimi!
Praticamente impossibile fare un report esauriente di tutto ciò che ho visto: per oggi vi lascio con una selezione di complementi che mi hanno particolarmente entusiasmato, raggruppati per settori.
Partendo dall’altro trovate: 
1) Le sedute. Dissacranti, leggere, inaspettate, portano nelle case un tocco di diversità e di colore. 
2) Il marmo: ho rivalutato l’uso di questo materiale prezioso, naturale e dalle sfumature infinite. Lavorato come se fosse legno crea strutture incredibilmente leggere, le venature ed i chiaro-scuri della pietra si sostituiscono alle stoffe preziose e si trasformano in paralumi che filtrano la luce donandole colori sfumati. 
3) Il design customizzato. Mi sono innamorata delle sedie, degli sgabelli e dei tavoli di TOG, il nuovo brand brasiliano che mette insieme spiriti creativi come Philippe Starck e Sebastian Bergne, per dar vita ad oltre 50 prodotti che si possono personalizzare con spaghi, corde, “abiti” lavorati a crochet che creano totem antropomorfi. Ma avete visto che meraviglia il tavolo e lo sgabello per bambini che una volta rovesciato crea un castello? Ed il cappello-sgabello che all’interno può ospitare piccoli tesori? 
4) I giochi ed i colori: il design è sperimentazione creativa e attraverso il colore ed i materiali rompe i vincoli, ponendosi al centro dell’attenzione. Se la stoffa inventa un giardino di cactus, il feltro ed il cartone danno vita a macchie di colore che ricordano suk mediorientali mentre semplici mattoncini Lego improvvisano un’installazione minima che ribadisce la ludicità insita nel creare.
Claudia Boccini

2 Commenti

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    Anna aprile 14, 2014

    eeeh la Bussola non poteva non esserci! brava Claudia, so che ci hai raccontato solo un po’ di tutto quel che c’era, ma quel po’ me l’hai proprio spiegato bene!

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  2. Avatar
    Claudia aprile 14, 2014

    quest’anno me lo sono perso, ma la prossima volta ci devo essere!!! Spero che continuerai a pubblicare articoli sull’argomento e a dare gioia ai miei occhi :)

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