Roma grande bellezza? Di più, una vera meraviglia!

Da qualche tempo sto riscoprendo il gusto di vivere la mia città natale. Di guardarla con occhi nuovi, diversi, con lo sguardo di chi la vede per la prima volta. Sebbene nel profondo mi sia sempre sentita poco romana e molto più toscana (da piccola a chi mi chiedeva di dove fossi, rispondevo senza esitare “mezza romana e mezza toscana” e d’altronde, tra un babbo ed una nonna toscana, le vacanze estive tutte passate tra la terra di Siena e il mare di Maremma, l’accento morbido che arrotola le c e le g come fossero zucchero filato che riempiva le stanze di casa, era difficile non sentirsi toscani nel profondo!).
Complice la bella giornata, domenica ho costretto Francesco ad abbandonare il suo amato scooter ed a fare come i comuni mortali, ovvero ad utilizzare i tanto vituperati mezzi pubblici dell’ATAC. In meno di venti minuti il bus ci ha portati in centro e da Santa Maria Maggiore abbiamo iniziato una lunghissima passeggiata che ci ha portato, toccando i luoghi più famosi e cari ai turisti, fino a San Pietro.
Camminando lungo Via Cavour e lasciando a sinistra la scalinata che porta alla basilica eudossiana di San Pietro in Vincoli, dove si trova la tomba di Papa Giulio II con la famosa statua del Mosè opera di Michelangelo, si arriva a Via dei Fori imperiali. Se durante la settimana il traffico, seppur molto ridotto per recenti disposizioni comunali (si va a 30 all’ora, solo taxi e bus) rende fastidioso guardarsi attorno, di domenica il panorama è grandioso: a sinistra il Colosseo, davanti il Foro Romano, a destra l’Altare della Patria, Piazza Venezia ed il Foro di Traiano. Secoli di storia raccolti in poche centinaia di metri, che oggi come duemila e passa anni fa accolgono i moderni pellegrini. Armati di cineprese, smartphone, tablet ma con gli stessi sguardi sognanti di chi li ha preceduti nel corso del tempo.
Da Piazza Venezia (a proposito, sapete che nel corso dei lavori di scavo per la nuova linea metropolitana è stato rinvenuto un grande complesso del 123 d.C., l’Auditorium di Adriano? I lavori di scavo dureranno ancora tre anni per riportarlo alla luce, renderlo fruibile e valorizzarlo) ci siamo incamminati lungo via del Plebiscito e quindi abbiamo raggiunto Piazza Argentina. Una sosta da Feltrinelli per curiosare tra le ultime novità editoriali, due passi tra i vicoli che portano verso il Pantheon e poi di nuovo lungo Corso Vittorio Emanuele, una delle vie più belle della città, dove chiese barocche e palazzi rinascimentali sono le quinte scenografiche di uno spettacolo che si rinnova ogni giorno.
Da Largo del Teatro Valle (volendo, con una piccola deviazione a destra si arriva a Piazza Navona) ci siamo incamminati lungo Via della Pollarola e siamo sbucati in pieno Campo de’ Fiori. La statua ieratica di Giordano Bruno era attorniata da decine di bancarelle con spezie e prodotti alimentari, ragazzi vocianti provenienti da ogni parte del mondo assaggiavano curiosi spremute fresche di melagrana mentre i richiami dei camerieri dei bar e dei ristoranti invitavano a provare “il sapore di Roma”.
Da Campo de’ Fiori inizia Via del Pellegrino, famosa per le sue librerie (peccato, la libreria del viaggiatore la domenica ed il lunedì mattina è sempre chiusa!), per gli artigiani e per i negozi di antiquariato e bric à brac. A poche centinaia di metri, grazie all’intuizione di Francesco, una sorpresa da farci restare senza fiato: un angolo di Roma sparita che avrebbe fatto la gioia del Piranesi!
Proseguendo lungo Via dei Banchi Vecchi arrivare sul Lungotevere è un attimo: il cielo azzurro, il Tevere (assolutamente NON azzurro!), la sequenza di ponti, la mole massiccia di Castel Sant’Angelo, alle spalle il Cupolone che domina ogni cosa… questa è davvero la grande bellezza di Roma, la meraviglia che lascia attoniti i suoi visitatori!
A pochi passi, superato il fiume ed il Passetto, il corridoio segreto che consentiva ai Papi di fuggire in caso di necessità (corre proprio sopra gli archi di Porta Castello ed è tornato al suo originario splendore grazie ai recenti interventi di restauro) inizia la zona di Borgo Pio: stradine strette, case, vecchi e nuovi negozi e tanti locali che di sera si animano (da segnalare in zona, anche per un brunch: a Borgo Pio la tavola calda-enoteca che propone ricette pugliesi incluso il mitico pasticciotto e a Via di Porta Castello la strepitosa pasticceria di Attilio Servi, il re del panettone e della colomba artigianale). Man mano che si va verso Città del Vaticano, gli esercizi commerciali diventano sempre più turistici e cambia l’atmosfera magica che avvolge tutto il rione. 
Mancano poche centinaia di metri a Piazza Risorgimento, che affrontiamo con coraggio mentre una massa indistinta di turisti (migliaia? centinaia di migliaia? Non oso pensare quel che accadrà il 27 aprile prossimo, in occasione della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II!) si affrettano a raggiungere Piazza San Pietro per ascoltare l’Angelus e le parole di papa Francesco. Per fortuna le strade laterali che portano a Via Ottaviano sono poco note a chi non è di Roma e riusciamo a raggiungere, stanchi ma contenti, la metropolitana che ci riporterà verso casa.
No, non pensate che sia un percorso troppo lungo, vi assicuro che passo dopo passo, tra una foto, una chiacchiera, una scoperta inattesa e una sosta per un caffè in uno dei tanti locali carini che si trovano lungo il percorso o, più semplicemente, un sorso d’acqua fresca dalle fontanelle con il “nasone” che ancora si trovano in città, le ore (ed i chilometri) trascorrono piacevolmente.
Immagino che dopo l’Oscar a “La Grande Bellezzza”, che al di là della trama può contare su delle foto spaventosamente emozionanti, Roma diverrà ancor più meta ambita dai turisti stranieri. E’ una città capace di diventare magica, di scatenare grandi meraviglie, di trasformarsi con il variare della luce. Ciò che sembra buio, dimesso, diviene brillante e meraviglioso al comparire di un raggio di sole, riesce a far sembrare bello anche ciò che altrove sarebbe trascuratezza. E quelle che paiono solo immagini ritagliate da una cartolina, sono un piccolo assaggio di quel che Roma è capace di donare a chi sa osservarla ed accettarla per quel che è, una vecchia signora trafelata e un po’ in affanno, ma di grande fascino.

Chissà cosa pensano i tanti turisti che arrivano da ogni parte del mondo una volta che si trovano dinanzi allo spettacolo di via dei Fori imperiali? Che emozioni provano a passeggiare lungo le antiche vie in basolato? O a vedere le mille fontane che zampillano e rendono lieto il passeggiare qui a Roma? Le cupole, le torri, i palazzi austeri sembreranno loro dei miraggi? Le statue indomite che sopportano lo scorrere del tempo sono per loro solo marmo o lo scrigno inespugnabile che contiene l’anima della città? Resteranno forse sconvolti dal caos che qui regna sovrano, schifati dalla sporcizia, dalla cattiva manutenzione, dagli innumerevoli cantieri aperti e mai terminati? Sembrerà loro una città di immensa grandezza e di infinita bellezza o un palcoscenico dove teatranti e saltimbanchi mettono in scena l’ultima commedia prima della chiusura definitiva del teatro?

Claudia Boccini

2 Commenti

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    "di cuore" maggio 20, 2014

    grazie di questo bellissimo e inedito tour,
    devo ripercorrere i tuoi passi so già
    che mi piacerà farlo!

    G.

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  2. Avatar
    Lallabel maggio 19, 2014

    Poi è ovvio che quando vieni a Parma ti sembra che non ci sia niente da vedere ;)

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