5 idee per le vacanze estive per bambini e… qualche ricordo!

Le sensazioni di bambina che NON poteva andare in colonia perché figlia unica di famiglia “benestante” e con mamma casalinga – mi vien a ridere, papà era un dipendente pubblico, mica un magnate della finanza! – ritornano prepotenti nella mente ogni volta che mi ritrovo davanti quei grandi complessi oramai fatiscenti, obiettivamente più simili a caserme che a luoghi di svago dove centinaia di bambini trascorrevano le vacanze. Inutile che cerchi di resistere: vengo assalita da ricordi che sfiorano la nostalgia e colta dal magone…
Ero una bambina degli anni ’60, che in estate era afflitta dalla sindrome da “piccola fiammiferaia”: soffrivo come una disperata nel vedere le file compatte di bambini vestiti con la magliettina a righe bianca/blu ed i pantaloncini azzurri accompagnati dalle ferree educatrici in camice azzurro (l’alternativa erano le suore, che indossavano svolazzanti abiti candidi) in ordinata fila lungo la spiaggia per la consueta passeggiata mattutina. Ed io piangevo disperata perché non potevo stare con loro, essere come loro. Vedendomi sempre più triste, un’estate mia madre prese accordi con una delle assistenti affinché, almeno la mattina, potessi andare a spasso con loro.
E’ stata felicità pura, da non crederci! 
La svolta (meglio, il riscatto!) è avvenuto all’età di 10 anni quando finalmente ho scoperto gli scout. Loro mi hanno accolta “senza se e senza ma“, che mamma non lavorasse non era un problema – anzi, meglio, così poteva preparare torte e crostate per tutti e mettere a disposizione la sua abilità di sarta per cucire i vestiti degli spettacolini di Natale! – ed è stata gioia infinita partire con il mio grosso zaino per il primo campeggio estivo “da sola”.
Mentre scrivo ho una rivelazione improvvisa: le colonie da me tanto amate/odiate non esistono più… soppiantate da campi-scuola, case vacanza parrocchiali o centri estivi organizzati da privati. Far trascorrere ai bambini qualche giorno di vacanza lontani da mamma e papà non può far loro che bene: scopriranno l’autonomia, la capacità di autogestirsi, vivranno assieme a tanti altri bambini imparando a condividere esperienze.
Le possibilità sono davvero infinite: dai centri estivi urbani (chiedete informazioni al vostro Comune, alla segreteria scolatica o alla parrocchia) alla vacanza-studio passando per le settimane natura o di perfezionamento sportivo.
Qualche idea per organizzare le vacanze dei bambini? 
1) Da oltre 35 anni un classico sono i campi avventura del WWF, con attività a partire dai 6 anni di età: tra le tante proposte potranno andare in barca a vela alla scoperta dei cetacei nel mare ligure, giocare a calcio immersi nel Parco nazionale d’Abruzzo, imparare ad andare a cavallo vicino al Lago di Penne o diventare esploratori in Valle Aurina;
2) Legambiente propone agli adolescenti tra i 15 ed i 17 anni di età i suoi campi di volontariato in Italia mirati a sostenere progetti naturalistici locali.
3) la Lipu organizza vacanze estive differenziate per età (a partire dagli alunni della scuola dell’obbligo) in Piemonte, Lombardia, Toscana, Sardegna e Sicilia che uniscono la conoscenza del territorio all’educazione ambientale, per sviluppare l’attenzione alla biodiversità;
4) la Federazione Italiana Tennis da parecchi decenni tiene i suoi campi estivi sportivi a Brallo (PV), Castel di Sangro (AQ), Serramazzoni (MO), Terrasini (PA) e Cardiff (Galles). L’età minima per parteciparvi è 12 anni;
5) il Centro Velico di Caprera, prestigiosa base nautica che da quasi 50 anni insegna i segreti della deriva, ha un settore di corsi quindicinali mirati per i ragazzini tra i 12 ed i 14 anni.
Claudia Boccini

3 Commenti

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    acasadiclara maggio 30, 2014

    anche io ho sofferto a stare a casa con la mamma nelle mie estati da bambino. e pensa che non andavo nemmeno al mare, ero l’unica che stava in città. una tristezza unica, nemmeno la colonia sarebbe stato peggio e più noioso di così. non chiedermi perchè restavamo in città, non l’ho mai capito e a domanda i miei sostanzialmente non rispondono. il risultato è che io invece trascino i miei figli in giro per l’europa senza ritegno, dopo che sono stati all’oratorio estivo, alla colonia, e al campo scout e poi andranno anche al campus giornaliero al museo (d’altra parte in casa lavoriamo sia io che mio marito, non c’è comunque altra soluzione, visto che i suddetti nonni non portano in vacanza nemmeno i loro nipoti). pensa che nelle mie tre settimane di ferie non sto mai a casa. torno l’ultimo giorno al pomeriggio e il giorno dopo sono in ufficio. E per quanto riguarda i miei figli, loro sono proprio felici di partire. sia con noi che da soli. w i campi estivi!!!!

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    Annalisa Guarelli maggio 29, 2014

    Guarda, io sono stata in colonia una sola volta perché quell’anno saremmo andati in ferie in settembre. Ero a Cesenatico con la Cassa di risparmio ed è stato ORRIBILE. Per anni ho avuto il terrore che mi mandassero ancora in quella specie di lager… Non hai perso nulla. Adesso sì che ci sono tante possibilità per i ragazzi e quelle che hai elencato sono tutte validissime.

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