Il Misultin del Lago di Como

Non si può andare sul Lago di Como e non assaggiare il Misultin. Un piatto povero, prelibato, interessante e saporito nello stesso tempo. Che ha il sapore degli alimenti semplici, mai dimenticati perché alimento “di famiglia”.
Non sapete cos’è il Misultin? Se vi dico Missoltino, va meglio?
No?
Immagino che il nome particolare abbia acceso la vostra curiosità: sarà un dolce? Oppure, uno stufato? O forse è il nome in vernacolo di un ortaggio? Provate a sillabarne il nome: Mis-sul-tin. Ancora: mis-sul-tin… Ancora nulla? Sarà forse qualcosa che ha a che fare con la salagione e la salamoia?
Vengo in vostro aiuto (non è che sia tanto brava e “sapiente”, è che quando l’abbiamo assaggiato al ristorante La Veranda dell’hotel Posta di Moltrasio, la prima cosa che ho fatto è chiedere tutte le informazioni possibili al mâitre!).
Sotto questo nome così particolare, quasi onomatopeico, si nasconde l’alimento povero dei pescatori, la risorsa delle massaie che lo servivano assieme alla polente per risolvere pasti con numerose bocche da sfamare mentre pochi erano i mezzi.
Il Misultin o Missoltino non è altro che l’agone, pesce tipico di lago che prolifera sui fondali sassosi e che viene pescato nei mesi di giugno e luglio. Pulito ed eviscerato, dopo una salatura che durava un paio di giorni veniva fatto essiccare al sole legato in lunghe ghirlande appese a rastrelliere e quindi disposto a strati in un mastello di legno, con alcune foglie di alloro inserite tra uno strato e l’altro e coperto con un peso per far sgocciolare l’olio ed il grasso, che veniva eliminato. Un prodotto povero, che durava a lungo nel tempo e che garantiva proteine nobili anche a chi non aveva troppe disponibilità.
Il Misultin, oggi presidio Slow Food, viene servito grigliato, condito con un po’ di aceto (c’è anche chi aggiunge aglio e prezzemolo) ed accompagnato da una fetta di polenta tòch, fatta con farina bianca e gialla, burro e formaggio.
Anche a me che poco piace il pesce di lago, il Misultin m’è sembrato una vera squisitezza!
Claudia Boccini

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