Come nasce e cresce un post. Dall’ideazione alla diffusione.

Ma quanto tempo ci metti a scrivere un post per il tuo blog? Questa è una delle domande che  mi rivolgono di frequente amici&parenti quando mi vedono china – spesso per ore –  sulla tastiera del computer.
Già, quanto?
Difficile quantificare: c’è il post “di corsa”, che spesso segnala eventi o manifestazioni turistiche e si limita a parafrasare comunicati stampa (+/- 1 ora di lavoro); il post “entusiasta”, dove la condivisione di una bella scoperta (che sia esercizio commerciale, libro, vino o ricetta non importa) rende fluida la scrittura e crea post piacevoli da leggere e guardare (+/- 1 ora + tempo per le foto); il post “esperenziale”, dove la complessità non è tanto nello scrivere quanto nel riuscire a trasmettere le proprie emozioni (+/- 2 ore); il post “meditato”, che affronta temi che meritano approfondimenti e ricerche (+ 2 ore), i post “diario di viaggio” che presuppongono la riorganizzazione mentale, l’attenta rielaborazione fotografica e l’analisi del materiale e degli appunti presi nei luoghi visitati (+3 ore ma si arriva facilmente a + 4 ore…).
Comunque qualsiasi post, anche il più rapido e meno documentato, segue un percorso lineare che dall’ideazione arriva al feed-back attraverso una serie di step e gruppi di azioni.
CREAZIONE
  • (ideazione): non esiste alcun post, così come non esiste articolo, tema, documento, che prima non sia stato immaginato nella mente. Può essere solo un’abbozzo, una forma in nuce di quel che potrà diventare, una lampadina che si accende improvvisa e prende forma con la creazione.
  • (ricerca): momento essenziale di verifica dell’idea, di contestualizzazione delle informazioni e della loro veridicità.
STESURA
  • (elaborazione): è il “lavoro manuale” del blogger dove il processo creativo assume la forma di parole, frasi, paragrafi. Viene messa in gioco la capacità di raccontare del singolo autore, la sua capacità di creare uno stile personale riconoscibile ed unico e la sua attitudine a creare un testo piacevole da leggere.
  • (correzione): un post deve essere scritto in buona forma (e con i congiuntivi al posto giusto, se possibile), con linguaggio discorsivo anche se si affrontano argomenti tecnici, evitando troppe ripetizioni o – sia mai! – l’uso del burocratese. La correzione e la revisione del testo sono essenziali nella stesura di un post. L’errore informativo, lo strafalcione sono sempre dietro l’angolo, ed una lettura approfondita ma al contempo distaccata potrà far miracoli per rendere il post scorrevole.
GRAFICA
  • (fotografia): un post senza foto o illustrazioni è un post a metà. Sempre più l’editoria e la comunicazione passano attraverso il medium visivo ed anche un post non può fare a meno di un’immagine che focalizzi l’attenzione. Qui si apre un mondo: quali foto? Se possibile è bene utilizzare foto di proprietà ma, se proprio non ne avete ed utilizzate immagini prese dal web o passate da amici, riconoscete sempre il credito agli autori, citandoli. Inoltre, abbiate cura di non inserire foto “brutte” (sfocate, storte, buie) utilizzando, se necessario, uno dei tanti programmi di elaborazione grafica (senza arrivare al costoso Photoshop, in rete ce ne sono molti free).
  • (valutazione): avete l’idea, avete il testo, c’è la grafica e le foto, avete assembrato ben bene il tutto ed ora?
    Ora fate una valutazione finale, verificando tramite l’anteprima se ciò che vedete vi piace e non abbiate timore di fare autocritica spietata. Se foste un lettore, cosa non vi piacerebbe nel post? Cosa è inutile? Cosa manca? Cosa cambiereste per migliorarlo? Solo dopo aver effettuato tutte le modifiche necessarie, premete – finalmente! – il tasto “pubblica”.
COMUNICAZIONE
  • (diffusione): pensate di aver finito qui? Un post pubblicato ha bisogno di essere pubblicizzato. Quindi via di social ed allora… linkatelo su Facebook, lanciatelo su Twitter, citatelo su Instagram, aggiungete le foto del post su Pinterest (con il link al post), create una newsletter ed inviatelo per mail. Se il post affronta un argomento “evergreen”, non dimenticatevi di programmarlo per rilanciarlo di tanto in tanto anche successivamente. E prendete la sana abitudine di accompagnare i link al vostro post con un po’ di sano storytelling (insomma, non appiccicate il link sul social e via!).
  • (feed back): momento di analisi post-produzione, da fare di tanto in tanto per comprendere i meccanismo della rete.
    In quanti hanno letto il vostro post? Che target? Ci sono state condivisioni? E poi: hanno inserito commenti (e voi avete risposto)?

Manca un ultimo passaggio, che non troverete nella grafica ma dentro di voi: un post che funziona, piace e viene condiviso da chi lo legge è, fondamentalmente, un post che vi siete divertiti a scrivere e d in cui, per primi, credete voi stessi.

Buona scrittura!

Claudia Boccini

10 Commenti

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    La Nadia luglio 18, 2014

    E’ vero, non sembra, ma dietro la pubblicazione di un “semplice” post c’è tutto questo. Grazie..

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    Birilla Handmade giugno 24, 2014

    Ciao, complimenti, un post davvero molto interessante, mi unisco più che volentieri ai tuoi followers :)

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    personal emotion giugno 19, 2014

    Come sempre scrivi post molto interessanti. Hai mai pensato di insegnare “travel writing”?

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    Daniela giugno 19, 2014

    Ciao Claudia arrivo a te da Anna-Tulimami che ha segnalato il tuo post su FB. Grazie dei consigli e degli spunti molto utili e da oggi mi aggiungo volentieri ai tuoi followers! Daniela

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    valigiaepasseggino.com giugno 19, 2014

    Da quando ho aperto il blog non ho più un figlio, ma ne ho due!!! Che impegno curarli, ma che soddisfazione!!

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    Anna giugno 19, 2014

    Claudia bravissima! che analisi impeccabile… per tutti quelli che pensano che avere un blog sia una baggianata. E anche per chi vuol farsi un’idea dell’impegno, prima di lanciarsi col proprio!

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      Anna giugno 19, 2014

      E per una craft blogger, c’è da aggiungere tutta la parte di ideazione e realizzazione del progetto creativo su cui sarà incentrato il post!

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    Paola F giugno 19, 2014

    Wow…non mi ero mai fermata a pensarci, ma devo dire che le tue parole fanno riflettere.
    Un lavoro extra a tutti gli effetti! :)

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      Manuela Vitulli giugno 19, 2014

      proprio vero. Un lavoro extra a tutti gli affetti. Grazie per la bella riflessione!

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