Itinerario romano tra il rione Monti ed il Rione Esquilino

Un’amica piemontese mi ha lanciato una sfida di quelle che mi piacciono parecchio: vuole un itinerario romano “veloce” per scoprire Roma al di fuori dei soliti circuiti turistici Colosseo-San Pietro-Piazza del Popolo ed ha solo poche ore di tempo, prima di riprendere il treno che la riporterà a casa.
Sfida che accetto davvero volentieri e, in quattro e quattr’otto, ecco organizzato un itinerario romano da compiere in 5 ore o poco più senza allontanarsi eccessivamente dalla stazione Termini, con alcune deviazioni ed opzioni da poter scegliere, volendo, anche all’ultimo secondo. E che, in omaggio alla regione di origine della mia amica, passa accanto ad uno dei quartieri di Roma architettonicamente più “piemontesi”, edificato quando la Capitale d’Italia si trasferisce a Roma da Torino dopo esser stata per breve tempo a Firenze.
Dopo aver lasciato le valigie in custodia al deposito bagagli della Stazione Termini (*), si attraversa Piazza dei Cinquecento e, non prima di aver dato un’occhiata, almeno all’esterno, al Museo di Palazzo Massimo alle Terme (situato a sinistra della grande piazza romana, oggi ostaggio dei capolinea dei bus) si imbocca Via Luigi Einaudi. Alla destra, lungo il cammino, si trova il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano. Pochi passi ancora e siamo in Piazza della Repubblica, già detta Piazza Esedra.
Qui merita una sosta ed una visita la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: se dall’esterno è abbastanza spoglia, una volta entrati ci si rende conto delle grandissime dimensioni e della ricchezza della struttura, edificata in quella che era una delle aule delle Terme di Diocleziano e rielaborata nel 1500 su progetto nientepopodimenoche di Michelangelo!
Curiosità: sul pavimento del transetto destro corre all’interno della Chiesa per ben 45 metri la meridiana solare (lo gnomone è suggestivo: è un raggio di sole che penetra nella volta attraverso un foro) mentre accanto vi sono raffigurate le costellazioni, le stagioni ed i solstizi. Un vero e proprio orologio solare, usato nel passato per determinare la data in cui avrebbe avuto luogo la Pasqua.
Dopo aver ammirato la bella fontana dell’Esedra (sperando che sia in funzione, perché ogni “tre per due” è sottoposta a lunghe opere di restauro a causa dell’acqua estremamente calcarea di Roma) l’itinerario romano prosegue e si scende lungo la trafficata Via Nazionale, su cui si affacciano decine e decine di negozi.
A circa metà della lunga via si trova il Palazzo delle Esposizioni, edificato nel 1880 da Pio Piacentini ed inaugurato nel 1883 “per esaltare la vocazione culturale della città” ed ancora oggi sede di prestigiose esposizioni e mostre. Se avanza tempo, nulla vieta di fare un light lunch (avviso: non è economico) all’Open Colonna, ristorante dello chef Antonello Colonna, che occupa lo spazio scenografico della Serra.
Se invece volete prendere un caffè in un bar che è parte di una catena di torrefazioni famosissime a Roma, non vi resta che attraversare la strada e, dall’altro lato del Palazzo delle Esposizioni, preannunciato da un delizioso profumo di caffè appena tostato, si trova Castroni. Attenzione: ha talmente tanti prodotti, specialità gastronomiche, alimenti provenienti da tutto il mondo che è facile farsi prendere la mano e… dilapidare un piccolo patrimonio!
Ora è il momento di salire al Colle per antonomasia… dal Palazzo delle Esposizioni svoltate a destra su via Milano e prendete la scalinata che porta al Colle del Quirinale. Vi troverete in un battibaleno davanti alla facciata laterale del Palazzo del Quirinale: seguitela andando a sinistra. Lungo il tragitto, rallentate il passo e buttate “distrattamente” l’occhio all’interno della porta carraia: dietro il corazziere in alta montura con elmo e spada, avrete la possibilità di vedere uno scorcio dei famosi giardini interni, che vengono aperti al pubblico in occasione del 2 giugno (è possibile visitare il Palazzo del Quirinale).
Giunti finalmente nella grande piazza, la vista complessiva è davvero scenografica: da un lato la facciata principale del Quirinale, dall’altro il Palazzo della Consulta, più avanti si intravedono i resti dei Fori di Traiano, al centro la fontana dei Dioscuri e… Roma nella sua immensità!
Attraversata la piazza l’itinerario romano prosegue in discesa lungo Via XXIV Maggio: prima ancora, proprio all’angolo della piazza, si trovano le Scuderie del Quirinale, centro espositivo e sede di mostre di grandissimo rilievo (a proposito, dal 4 marzo al 21 giugno 2015, in programma la mostra  su Matisse).
Continuate fino a Largo Magnanapoli (scendendo ancora si arriva a Piazza Venezia ed all’Altare della Patria con vista sui Fori ed il Colosseo, se volete fate una breve deviazione) e riprendete in salita Via Nazionale, tornando indietro. Il grande edificio alla vostra destra, massiccio e dall’aspetto inespugnabile, è Palazzo Koch, la sede della Banca d’Italia. Superatelo e poco più avanti prendete via del Boschetto.
Cambia l’ambiente: non più grandi strade, prospettive ariose, palazzi eleganti: qui siamo nella zona che, nell’antica Roma, era identificata come Suburra. Zona popolare (seppur ormai molto “fighetta”, ci sono locali graziosi, atelier, sale datè, ristorantini…), vicoli, qualche panno steso che fa tanto dècor, i “nasoni” (le fontanelle di Roma) che imperturbabili fanno scorrere acqua buonissima e fresca. Questa è una zona di Roma che, seppur turistica, non ha ancora completamente perso il suo spirito “caciarone”.
Via del Boschetto va percorsa tutta, fino ad arrivare a Via Cavour, la direttrice che collega l’Esquilino al Foro Romano ed al Colosseo (che noi, ahimè, dobbiamo per il momento saltare, altrimenti non bastano 10 ore…). E’ invece opportuno fare una breve deviazione, sempre su via Cavour, per visitare la Basilica di San Pietro in Vincoli, dove si trova il Mosè di Michelangelo.
Continuando in salita su Via Cavour si arriva in Piazza dell’Esquilino, dominata dalla Basilica papale di Santa Maria Maggiore, ricchissima di mosaici, pavimenti cosmateschi, soffitti a cassettoni, con opere del Valadier, di Arnolfo di Cambio (il famosissimo presepe), di Giuliano Sangallo. Non ci sono scuse che tengono, dovete visitarla.
Così come da visitare è la chiesa paleocristiana di Santa Prassede, che risplende e rifulge nell’oro dei suoi mosaici bizantini e che si trova a soli 30 metri da Santa Maria Maggiore.
A questo punto, due possibilità in base al tempo ed alla stanchezza: proseguire l’itinerario romano lungo via Gioberti fino alla stazione Termini, oppure allungare ancora l’itinerario, per una breve immersione nella Roma umbertina.
In questo caso, da Santa Maria Maggiore si prosegue lungo via Merulana fino ad arrivare in Largo Leopardi (sosta consigliata, non economica ma ne vale davvero la pena, al forno Panella, con tante specialità tra cui scegliere uno spuntino). Qui si apre il cosiddetto “Auditorium di Mecenate” che è possibile visitare solo su prenotazione.
Si torna indietro di un centinaio di metri e si prende via dello Statuto (sosta golosa da Regoli, mi raccomando!) per arrivare fino a Piazza Vittorio, completamente circondata da palazzi ottocenteschi caratterizzati dai grandissimi porticati. Questa è l’unica zona di Roma che ricorda, nello stile, la capitale sabauda.
Al centro il grande giardino botanico, diventato ahimè punto di ritrovo di senza fissa dimora, migranti e gatti randagi (censiti, curati e alimentati dalle “gattare”), con l’esoterica Porta Magica. Sempre in zona si deve andare – anche solo per osservarne i locali ma secondo me il gelato è uno dei migliori di Roma – al Palazzo del Freddo, la Gelateria storica Giovanni Fassi ed al mercato di Piazza Vittorio, etnico, colorato, folcloristico. Qui non mancano ristoranti etnici con prevalenza di indiani e bengalesi.
Alla fine dell’itinerario romano, per tornare alla Stazione Termini, avete tre possibilità:
- prendere la metro a Piazza Vittorio (è una fermata);
- prendere il tram (n. 5 o n. 14), sono 2 fermate
- andare a piedi (15-20 minuti)

(*)
Deposito bagagli presso la Stazione Termini (gestito da KiPoint): si trova nel piano interrato lato via Giolitti – guardando i treni, è il lato a destra della stazione – e le tariffe sono per ciascun bagaglio € 6 per le prime 5 ore e poi € 0,60 centesimi per ogni ora aggiuntiva fino alla 12^ ora e € 0,40 centesimi per le ore successive. Il deposito bagagli è aperto tutti i giorni dalle 6.00 del mattino fino alle 23.00

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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