Brunch con pancakes allo sciroppo d’acero

Colazione all’Hotel Auberge de La Pointe, a Riviere du Loup

La mia domenica pigra (ogni tanto ci vuole, viaggi, viaggetti, scampagnate o escursioni ci sarà tempo ed occasioni per farli, per questa volta – visto che il Franz era impegnato con la ristrutturazione della casa di Laura, i miei compagni sono stati i libri!), è cominciata con una colazione tutta canadese: pancakes allo sciroppo d’acero.

Tutto nasce da un post che Marzia, amica di Facebook, posta di  prima mattina: un bel padellino con un pancake che lentamente si cuoce diventando ben dorato. Che voglia!

In Québec ne abbiamo mangiati parecchi, di tutte le dimensioni e, per dirla tutta, a noi ci son piaciuti davvero tanto. Il gesto di versare lentamente ma ineluttabilmente lo sciroppo ambrato sulle frittelle, vederlo scorrere ed assorbire è poi qualcosa di ipnotico che prepara all’assaggio: non troppo dolci, aromatici, i pancakes allo sciroppo d’acero – soprattutto se associati ad una bella macedonia – sono il modo migliore per iniziare la giornata! E visto che dal viaggio in Canada non ho portato troppi souvenir ma sciroppo e burro d’acero, la colazione domenicale si è rapidamente trasformata in un lento, comodo, piacevole brunch!

Lo sciroppo d’acero viene prodotto soprattutto in Quebéc ed in alcuni Stati nel nord-est degli Stati Uniti: solo in questa fascia geografica ci sono infatti le condizioni climatiche ideali che permettono di estrarre, tramite tecniche sperimentate e già utilizzate dalle Prime Nazioni, la linfa dagli aceri da zucchero (Acer Saccharum) dalla fine dell’inverno all’inizio della primavera, tramite un complicato sistema di tubicini che vengono innestati nei tronchi per intercettare la linfa. Ogni tronco, in base alla dimensione, può sopportare il prelievo di un determinato quantitativo di linfa senza soffrire. E’ un periodo temporale limitatissimo, quindi, che vede in pieno fermento le Cabanes à sucre, i locali dove viene effettuata la produzione dello sirop d’érable, come viene definito in Québec, il principale produttore mondiale, mentre in USA e dintorni è maple syrup.

Lo sciroppo d’acero vero e proprio, quello che si acquista nei negozi, deriva dalla trasformazione per bollitura della linfa dell’albero: ben 40 litri di linfa per ottenere un solo litro di sciroppo. Ed ecco spiegato il costo non esattamente economico: un litro può arrivare a costare anche più di 50 dollari canadesi, in base alla qualità ed alla purezza.

Dallo sciroppo, con ulteriore bollitura, si può ottenere il burro d’acero , chiamato così per la consistenza, simile ad una crema: di burro in realtà non ce ne è nemmeno un grammo! E’ ottimo per farcire dolci o creare glasse (noi lo abbiamo mangiato spalmato sui donoughts o sui muffin). Continuando con il processo di evaporazione, si crea il toffee di sciroppo d’acero, che permette di dar vita a caramelle totalmente naturali o… a lecca-lecca!

Lo sciroppo d’acero ha circa 250 calorie per 100 grammi ma possiede numerose vitamine e sali minerali (tra cui zinco, manganese, potassio, calcio e ferro) ed è una fonte di acido malico, con qualità diuretiche.

Per i miei pancakes domenicali, ho seguito le dosi che avevo trascritto dal web (chissà da quale sito avevo preso la ricetta!), successivamente rielaborate:

  • 100 gr. di farina
  • 1 uovo
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 200 ml. di latte
  • due cucchiai di olio di semi oppure tre di burro fuso
  • un cucchiaino di bicarbonato di sodio
Ho mescolato tutto velocemente con la frusta (con un mixer si fa decisamente prima) ed ho poi versato l’impasto con un mestolo nel padellino inaderente: pochi minuti da un un lato, giravolta, cottura dell’altro lato e poi in un piatto al caldo finché non è tempo di versarci sopra lo sciroppo (e accompagnarli con la macedonia di frutta)!
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

1 Commento

  1. Avatar
    Annalisa Guarelli agosto 25, 2014

    Una volta a New York ho fatto colazione così in un bar. Buoni, ma resto affezionata a “cappuccino e cornetto” !

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