Lo Chemin du Roy: la strada da Montreal a Quebec

Dopo Montreal, Quebec City e, nel mezzo, la scoperta dello Chemin du Roy.
Due città canadesi famose, un itinerario nella storia del Quèbec, nelle sue radici e nel suo orgoglio di essere (stata?) la Nuova Francia. Che forse farà sorridere pensare che la storia canadese attuale – la storia delle prime nazioni e’ ovviamente molto, molto più antica – risalga a poco più di 400 anni fa, ma vi assicuro che l’attaccamento al proprio passato “europeo” è ben forte e vivo e le costruzioni e gli edifici più antichi, che risalgono del 1600, sono giustamente preservati come beni preziosissimi.
Differenze tra Montreal e Québec, le due grandi città francofone, enormi. Entrambe culturalmente vivaci, Montreal è decisamente cosmopolita, orientata al futuro ed aperta alle innovazioni, Quebec più turistica e legata al passato. Difficile scegliere, tra le due… Io le ho amate entrambe!
Soprattutto a Quèbec, nel suo centro storico, lo charme francese – con qualche angolo british – è tangibile: le vie ricordano Mont Martre a Parigi, così come i deliziosi piccoli negozi. Tuttavia i grandi parchi urbani e ancor più La Citadelle e il Parc des Champs de Bataille danno il senso (e le dimensioni) di esser davvero lontani dall’Europa: lo spazio e i panorami sono infiniti, tipici del Canada.
Il Quebèc è un terriorio unico e all’inizio può essere addirittura straniante: abituati a pensare al nord America come ad un territorio anglofono, il doversi sforzare di utilizzare il francese per comunicare – soprattutto nei piccoli centri, non è così scontato che si conosca l’inglese – ne rende tangibile la differenza con il resto del Canada. Ma basta poco per innamorarsene: un po’ Europa, un po’ America, soprattutto è Quèbec, con la sua unicità.
Gradissime estensioni di terreni coltivati, strade infinite, boschi e foreste senza fine. Qui ogni cosa è declinata alla massima potenza, l’uomo ha solo una piccola parte nella grande rappresentazione che va in scena quotidianamente.
Cosa mi ha colpito di più, come primo impatto? La grande cura che viene posta nel rendere migliore, accogliente e gradevole alla vista ogni piccolo agglomerato urbano.
Lungo lo Chemin du Roy, la prima via di collegamento creata dai francesi per unire Montreal e la città di Quèbec, case deliziose e chiese imponenti (le prime in genere costruite in legno, le seconde quasi sempre in muratura), si susseguono lungo i più di 200 km. di strada, sempre circondate da giardini e parchi curatissimi e verdi (mi piacerebbe percorrere lo stesso itinerario anche in inverno, quando la coltre di neve copre ogni punto di riferimento. Chissà, mai dire mai...).
Lo Chemin du Roy, costeggia la riva settentrionale del fiume San Lorenzo e lungo il percorso, ben segnalato da cartelli blu con il simbolo della corona reale, si trovano tante aree pubbliche con tavolini e toilette ben tenute (e nei supermercati che si trovano lungo la strada vendono alimenti già pronti per fare pic-nic). Lo Chemin e’ percorso spesso anche da ciclisti e motociclisti (quante Harley Davidson ho visto… grande invidia!), che ne apprezzano le comodità ed i punti di sosta lungo il percorso.
Se lungo la costa i piccoli centri urbani si susseguono alternati a grandi fattorie (avete presente il gioco Farmville? Le costruzioni son proprio così, con i silos tondi, le case caratteristiche, i fienili, le mucche…), basta spostarsi di pochi chilometri ed il panorama muta radicalmente: il bosco e la foresta sono i padroni del territorio. L’autostrada passa nel mezzo (e appare infinita a chi è abituato alle distanze della “piccola Italia”) e spesso appariranno segnali in cui si invita a stare attenti alle alci, ai cervi… per chi al massimo e’ abituato a vedere mucche disegnate sui cartelli stradali, una bella differenza!
Altro elemento da tenere in considerazione, le distanze: grandi (e lo sapevo bene) e lente: il limite di velocità sulle autostrade e’ di 100 km./ora, sulle statali assai meno e in città spesso è ammessa una velocità massima di 30 km./ora. Quindi i tempi di trasferimento si dilatano, ancor più se – come è capitato a noi -hai un navigatore bizzarro che ogni tre per due perde la programmazione (abbiamo sbagliato strada almeno 4 volte!). Aggiungi poi che il panorama dello Chemin du Roy è così fantastico che vorresti fermarti a scattare foto ogni due minuti, ed ecco che le ore di viaggio aumentano a dismisura e bisogna tenerne ben conto nella programmazione del viaggio!
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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