Il marmo di Carrara: visita guidata alle cave.

 

C’è una zona della Toscana che è conosciuta ovunque per il materiale pregiatissimo che vi viene prodotto. Un materiale naturale, elemento prezioso che entra nelle case dei più potenti emiri del Medio Oriente così come nelle ville dei divi di Hollywood, lo stesso che rende sontuose le dimore dei magnati e dei tycoon e che assicura autorevolezza e fascino alle sedi di istituzioni politiche nazionali ed internazionali: è il marmo di Carrara, che viene estratto sulle Alpi Apuane con processi industriali che risalgono agli antichi romani, i primi che nel II° secolo, dopo aver sconfitto i Liguri Apuani e preso possesso del territorio, intuirono il potenziale di questa zona caratterizzata da vette bianchissime, che sembrano ricoperte di neve perfino a Ferragosto.

La possibilità di esplorare le cave, seguire un itinerario esclusivo in fuoristrada gli stessi sentieri impervi e rischiosi che quotidianamente vengono percorsi dai camion che trasportano a valle blocchi di marmo giganti, ci è stata concessa dalla provincia di Massa Carrara e dal team che segue l’organizzazione di Lunatica, rassegna musicale ed artistica che si svolge nei borghi della Lunigiana con un grande consenso di pubblico.

Uno dei momenti di visita più interessanti lo abbiamo vissuto insieme a Gabriele, guida escursionistica ambientale di Cave di Marmo ToursIl Tau Guide turistiche, con il quale abbiamo scoperto un mondo che non è facile da immaginare, fatto di fatica, di gesti ripetuti da secoli, di rischio ma anche di orgoglio per il mestiere, tramandato di padre in figlio e che tutt’oggi da lavoro ai carraresi.

Intanto dire “marmo di Carrara” non è completamente corretto: le Alpi Apuane si estendono su più comuni ed il marmo viene estratto anche a Massa e a Pietrasanta, sebbene a Carrara vi siano le cave più produttive e famose. Il comprensorio industriale legato al marmo ed alla pietra, tra Carrara e Pietrasanta, può contare su oltre 1.000 aziende, a dimensione familiare o che danno lavoro a decine e decine di addetti.

Anzi, a Carrara è ormai ben strutturato il “sistema delle pietre naturali”, che rappresenta il primo mercato mondiale per la compravendita non solo del marmo, ma di tutte quelle pietre utilizzate nell’edilizia, di lusso o meno. Organizzato anche il sistema dei trasporti: a Marina di Carrara, a pochi chilometri di distanza dalle cave, si trova il porto da cui partono le navi da trasporto dirette in America, nel medio e lontano Oriente, in Africa.

A proposito di trasporti: gli autisti che si inerpicano con i camion portando pesi incredibili lungo le vie impossibili che dalle cave portano a valle – create nello stesso marmo della montagna e che raggiungono pendenze da paura – non hanno uno stipendio fisso, ma sono retribuiti in base alle tonnellate di pietra trasportate. E ne trasportano davvero tante, in tutte le condizioni atmosferiche! Pensate che lungo le vie che attraversano le cave (attenzione, io le chiamo “vie”, in gran parte sono solo sentieri) ogni giorno transitano circa 1.000 camion!

Dal 1876 e fino al 1964 il trasporto veniva effettuato via rotaia: tra le cave passava la Ferrovia Marmifera, 33 km. di percorso in totale che collegava Colonnata (si, proprio il paese dove viene prodotto il lardo più buono d’Italia!) con il porto di Marina di Carrara ed ancora si possono vedere i ponti, decisamente arditi, su cui correva la locomotiva a vapore. Venne dismessa perché il trasporto su gomma era diventato più economico, ma una parte del tracciato ferroviario, gallerie incluse, fu riutilizzato per creare le vie di transito per i camion.

Carrara è marmo, vive sul marmo e con il marmo. Mi spiego meglio: le Alpi apuane sono un gigantesco blocco di marmo fatto a forma di montagna. Gli alberi stessi affondano le loro radici e crescono nel marmo, così come sono di marmo le strade che si percorrono per arrivare alle cave. E Carrara usa la pietra calcarea per i suoi arredi urbani: di marmo sono le panchine, i rivestimenti, le caditoie stradali.

Carrara nasce come Città a servizio delle cave: era necessario avere un luogo non distante dal luogo di estrazione dove le maestranze specializzate potessero rientrare  la sera dopo il lavoro. E dove centralizzare – usando un termine moderno – i servizi a supporto della produzione.

Un mondo reale in un ambiente fantastico: è questa la sensazione che si prova salendo in cava. Il bianco del marmo riflette la luce del sole ed abbaglia, la polvere finissima si alza sotto le ruote del fuoristrada, le pendenze al limite dell’impossibile mettono a dura prova il motore. Ci si inerpica, come animali selvatici, scavallando dune bianche di detriti e costeggiando guard-rail creati da parallelepipedi di marmo, simili ad un Lego ad uso di giganti.

E chissà se nelle cave interne, dove l’aria è lattiginosa per la tanta umidità, non vivano davvero degli esseri mitologici, capaci di estrarre senza alcuna fatica blocchi di marmo da 20 tonnellate?
Visitare le cave insieme ad una guida esperta è qualcosa di indimenticabile: la sicurezza di un percorso rodato ed esclusivo, informazioni dettagliate che vanno ben oltre l’indispensabile, mille risposte ad altrettante domande e, su tutto, la passione per il proprio lavoro e la propria terra. Le escursioni si possono effettuare su prenotazione in tutti i giorni del mese, anche durante le ore di lavoro dei cavatori.
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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