Ceramica e design ad Appignano

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Appignano è il paese delle ceramiche e dei “coccià“: prima di trascorrerci il fine settimana in occasione di Leguminaria, pensavo che fosse uno dei tanti slogan che vengono coniati per “dar lustro” ad un paese famoso più per le fabbriche di mobili che per la sua identità storica. L’industria dell’arredamento si è sviluppata infatti nel corso degli ultimi decenni ed è la principale filiera economica della zona: si costruiscono mobili destinati al mercato nazionale ed internazionale e credo che – chi più, chi meno –  in quasi tutte le nostre case c’è un mobile nato ad Appignano!

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Ed invece, no. Ad Appignano la tradizione ceramica è antica di alcuni secoli ed addirittura c’è una via del paese, che corrisponde all’attuale Borgo Santacroce, il cui toponimo una volta era Via dei Vasai, perché abitata quasi esclusivamente da artigiani terracottai che vi lavoravano nelle loro abitazioni – le “casette” –  e utilizzavano la strada per far asciugare al sole la produzione di stoviglie prima di trasferirle nelle fornaci casalinghe per la cottura.

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La tradizione ceramica è ancora sentita e viene valorizzata attraverso la Scuola di ceramica dei Maestri Vasai Appignanesi, dove si apprendono le competenze necessarie per la lavorazione della terracotta: dalla tornitura all’essiccazione, senza dimenticare la smaltatura e le tecniche di cottura dei manufatti. Ci sono poi  valenti artisti-ceramisti che hanno gli atelier in paese ed offrono al pubblico le loro piccole opere d’arte. Non solo piatti, bicchieri, stoviglie e tegami: la produzione attuale di Appignano fa proprie le tendenze del design contemporaneo e apporta creatività e personalizzazione a quelle che sono le forme classiche della ceramica tipica.

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Molte poi le botteghe dove i giovani hanno preso in mano la produzione storica, innovandola e rendendola “fresca” e moderna, introducendo tecniche diverse come il raku, le terre sigillate, gli ingobbi. Ovviamente vi sono ancora botteghe tradizionali dove la terracotta segue le linee classiche e tra tutti, da segnalare per la sua tipicità ed estrosità, è il negozio del Maestro Giuseppe “Beppe” Testa, uno degli artigiani storici più apprezzati. Il suo atelier in Borgo Santacroce è riconoscibile fin da lontano perché è un tripudio di colori, di targhe con frasi e motti caratteristici, di brocche e ciotole di tutte le forme e dimensioni che strabordano fin sulla strada e danno il benvenuto al visitatore: è più museo che un negozio ed ogni centimetro quadrato è ricoperto di ceramica e di colore, con un effetto quasi psichedelico.

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Sempre lungo quella che era la vecchia Via dei Vasai ho personalmente apprezzato la bottega di Marica Sabbatini, giovane e creativa artigiana che proprio da Beppe Testa ha appreso i segreti del mestiere e che ora affianca alla produzione tradizionale una propria linea, più moderna ed adatta ai moderni stili abitativi. Deliziose le sue campanelle a forma di fiore, così come i servizi da tavola dai colori brillanti seppur equilibrati nell’insieme (lo ammetto, ho fatto shopping molto volentieri nel suo negozio!).

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Anche la produzione di Fabio Tavoloni e Laura Scopa, le mani creative della bottega ceramica Forme Attuali, ha colpito la mia attenzione: la loro serie di bottiglie mono-fiore bianche, che si differenziano l’una dall’altra per le dimensioni e per il colore del falso imbuto che le decora, si notano subito per la loro diversità. Dal loro Atelier sono uscite opere artistiche come la serie di “Animaioliche” o le lampade “Happy Animals”. Ed anche qui non ho potuto fare a meno di darmi allo shopping…

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Tante le proposte innovative di produzione ceramica che ho potuto vedere negli stand della IV^ Mostra Mercato della Terracotta e della Ceramica contemporanea di Appignano: oltre 25 artisti, provenienti da tutta Italia e ciascuno di loro con una produzione unica e irripetibile, frutto di ore passate a sporcarsi le mani al tornio o chini sul banco della decorazione. Ed ogni opera ha una sua dimensione, che però può essere completamente stravolta dall’acquirente.

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Come non cadere in tentazione davanti ai bottoni colorati grandi quanto un piatto da frutta, o quanto autocontrollo è necessario per non toccare i mucchi di leggeri bottoni monocromatici che aspettano solo di decorare abiti e maglioni o di essere trasformati, con il solo aiuto di un nastrino di raso, in monili inconsueti! E come non farsi prendere dall’entusiasmo, in vista del Natale futuro, davanti alle boule rosse portafiori? Per fortuna, il budget dedicato allo shopping era finito!

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Complementi di arredo, stoviglie preziose, monili di fattura pregevole o innovativa: non credevo che il mondo della ceramica fosse così vivace, vario e vitale! Ed anche ironico, a dirla tutta… ma dove la trovate se non ad Appignano, paese dei “coccià”, una casa con dei birichini asinelli che spuntano dalle mura di una delle casette della via dei Vasai?

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Claudia Boccini

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