Ritorno a Parigi: itinerario non turistico

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Parigi non si finisce mai di scoprirla e di amarla. Ed ogni volta è una sorpresa, non importa se è la decima o la centesima volta che ci vieni. Anche se oramai la conosci talmente bene che ti sembra la tua città ed i nodi colorati delle mappe della metropolitana che all’inizio ti sembravano grovigli di fili inestricabili non hanno più segreti per te. Gli arrondissement sono i tuoi quartieri e i boulevards le vie consuete del ritorno a casa.

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Parigi riesce a creare emozioni senza doverle cercare troppo ed anche un percorso in bus diventa l’occasione per frugare nella vita della città meno turistica, quella fatta di mamme e bambini appena usciti da scuola, di anziani con le buste della spesa, di travet che la mattina percorrono velocemente le strade per raggiungere il posto di lavoro. Parigi fatta di mille volti e mille colori diversi, la Parigi borghese, quella africana o orientale, quella delle banlieu e dei quartieri BoHo.

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Non avere l’incubo di dover seguire una scaletta di orari e di visite predefinite, non dover fagocitare monumenti, chiese e  palazzi seguendo l’istinto bulimico e compulsivo tipico del turista che ci approda per la prima volta ed ecco che il viaggio a Parigi, l’ennesimo mio e di Francesco, si apre all’incontro con la città vera, quella dove la quotidianità è la stessa che potresti vivere nella tua città di residenza. Sembra uguale, eppure è terribilmente unica.

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 Questa volta non è la Tour Eiffel la nostra meta (sappiamo che c’è, da lontano la vediamo e questo ci è sufficiente per renderci felici), né l’Avenue des Champs-Élysées o il Louvre o Notre Dame, accanto cui passiamo velocemente. Ci intrigano gli angoli meno noti, quelli che nei classici itinerari da turista “guarda e scappa” non sono previsti o addirittura nemmeno menzionati.

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 Vogliamo vedere Parigi da prospettive diverse, avere l’opportunità di incrociare le vite di chi ci abita, farci intrigare dal fascino degli angoli meno conosciuti. E avere ritmi lenti assecondando il piacere di entrare in negozi come solo a Parigi ce ne sono, che sia la rivendità di foie gras o l’ostricaro di Saint Germain des Prés.

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Non abbiamo seguito un itinerario tematico ma abbiamo preferito l’istinto dell’attimo, quello che all’improvviso fa decidere di entrare in una chiesa, di scendere nel ventre caldo di Parigi e prendere una metro per raggiungere i l’altro capo della città, che sotto un accenno di pioggia ti fa restare in fila per entrare nel Museo che – nonostante le tante volte Parigi ti abbia già accolto – non sei mai riuscito a visitare.

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 Luoghi noti e poco frequentati, in un miscuglio di vie e di piazze costeggiate da platani, dove la sensazione di déjà vu è sempre dietro l’angolo, veicolata dalle immagini dei film in bianco e nero del realismo francese. Rue de Charonne, il Marais, Rue des Archives,  Rue de Sévigné, Quay de Valmy, Rue d’Alesia, Rue de la Butte aux Cailles, Montparnasse, Parc des Buttes Chaumont… parole trasformate in sostanza.

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 E poi ancora l’Isle de Saint Louis (meta fissa di ogni viaggio a Parigi, la adoro!), finalmente l’Orangerie ed il Beauborg, la navigazione del Canal St. Martin, il sorprendente Chateau de Vincennes, le sale da thé prestigiose e le profumerie esclusive,  i ristoranti etnici e quelli dicuisine locale, il piacere di fermarsi a Place Denfert-Rochereau e bere da una fontanella che  potrebbe stare tranquillamente in una teca di museo.

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 Lo charme della città, innegabile e reale,  arriva fin nei più piccoli dettagli:

  •  una sosta in un cafè parigino fa dimenticare l’italica abitudine dell’espresso preso al volo al bancone: qui è normale sedersi e rilassarsi leggendo il giornale, chiacchierando o lavorando sul portatile mentre lo sguardo segue distratto i passanti;
  •  non stupitevi se, seguendo la traccia olfattiva del pane appena sfornato, vi ritroverete senza neppure rendervene conto all’interno di una boulangerie, vero regno di perdizione: i fornai di Parigi non sfornano solo baguettes e l’assortimento di forme ai cereali, ai semi, alle noci, al cioccolato, di dolci e di sfoglie è golosamente infinito;
  • -fermatevi ai banchi dei mercati fuori dal centro della città ed osservatene le erbe e gli ortaggi esposti così come la frutta che arriva da ogni parte del mondo; entrate nei supermercati, fate la spesa “comme les Parisiennes” a base di fromages e charcuterie e sentitevi, per un momento, parigini anche voi.

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Claudia Boccini

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