Chateau de Vincennes: un castello parigino a portata di metro

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In un viaggio a Parigi è d’obbligo mettere in programma la visita allo Chateau de Versailles: affascinante e sontuoso, con gli spettacolari giardini curati alla perfezione, le sale piene di stucchi dorati e di specchi… quel che si dice una vera Reggia da Re! Eppure a Parigi, ancora quasi dentro la città e quindi senza bisogno di prendere la RER, c’è uno dei castelli più belli che abbia mai visto: Chateau de Vincennes. Si arriva davanti allo Chateau de Vincennes direttamente in metro – linea 1, indicata sulle mappe in giallo – ed oggi è pressoché inglobato nell’abitato di Vincennes. Tuttavia, se potete, fate un piccolo sforzo di fantasia: immaginate di essere nel medioevo, di arrivare a cavallo dopo aver percorso sentieri sterrati in mezzo ai boschi e di trovarvi improvvisamente dinanzi la sagoma possente e minacciosa del Castello. Un vero baluardo contro gli invasori e nel contempo dimostrazione di forza nei confronti di coloro che attentavano al Regno di Francia!

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Le prime notizie del Castello risalgono addirittura al 1178 quando, in un documento firmato da Luigi VII, si attesta l’esistenza di una residenza reale a Vincennes. Ma è con Luigi IX, il Re Santo di Francia, che Chateau de Vincennes assume il ruolo di residenza secondaria del Re. A Vincennes è passata la storia di Francia, re illustri, pazzi o abili strateghi hanno dimorato per lunghi periodi tra queste mura. L’imponente cinta muraria, lunga 1200 metri ed intervallata da 9 torri di difesa, circonda tutta l’estensione del Castello ed è a sua volta costeggiata da un profondo fossato che fino al XVII secolo era colmo d’acqua. All’interno, la Sainte Chapelle, il Dongione turrito, i padiglioni reali e le costruzioni annesse si collocano in uno spazio immenso che ricorda – e chissà, forse ne è l’archetipo – i castelli medievali disegnati sui libri di storia dei bambini.

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La gestione amministrativa odierna dello Chateau de Vincennes è abbastanza complessa: nei decenni scorsi è stato di volta in volta sede delle scuole militari o della dirigenza amministrativa dello Stato Francese ed ancora oggi ospita gli archivi storici militari ed in gran parte è ancora una servitù  del demanio militare. Se l’ingresso nel grande cortile è gratuito – si attraversa il ponte levatoio della Torre del Villaggio e voilà, si è dentro – non lo è l’accesso interno alla Sainte Chapelle ed al Dongione, che meritano entrambi una visita. Poche decine di metri dopo l’ingresso, sulla vostra destra, troverete il punto di accoglienza, dove acquistare il biglietto (€ 8,50, previste riduzioni) e noleggiare un’audioguida (€4,50 una, due € 6), consigliatissima perché l’estensione dello Chateau de Vincennes è grande e senza indicazioni e spiegazioni si rischia di apprezzarne solo una piccola parte.

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La prima struttura che si nota è la Saint Chapelle, il cui asse è spostato rispetto alla via che attraversa il cortile. Sia nelle linee esterne che nei decori interni ricorda l’omonima struttura di Parigi e fu edificata a partire dal 1380 per essere completata dopo alterne vicende sotto il regno di Enrico II, nel XVI secolo. Anche questa, come la capella di città, è decorata da vetrate preziose che si inseriscono nelle alte finestre a sesto acuto e che alleggeriscono la struttura dell’edificio, contribuendo ad incrementare l’effetto di elevazione verso il divino.

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Quasi di fronte alla chiesa si eleva, alto e massiccio il torrione (detto anche dongione), fatto edificare da Carlo V nel XIV° secolo. La struttura svolgeva allo stesso tempo funzioni difensive e di luogo di abitazione per il sovrano, che ne utilizzava le grandi sale centrali come stanze di soggiorno e per ricevere, mentre le piccole stanze ricavate nelle torrette avevavo usi  più intimi, legati alla vita quotidiana suddivisa in tempo dedicato al governo, alla preghiera, allo studio.

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Entrando all’interno del dongione ci si rende conto degli stratagemmi tecnici (ponti levatoi, scale che potevano essere sfilate in caso di necessità) che consentivano al re, se attaccato, di poter contare su una struttura inespugnabile. Il dongione di Chateau de Vincennes è, ad oggi, il più alto edificio medievale europeo fortificato ed è tutt’ora sottoposto ad un imponente lavoro di restauro (e infatti nelle foto compaiono le impalcature!). Chateau de Vincennes era il rifugio sicuro a cui i reali di Francia ricorrevano in caso di guerre e di saccheggi: Luigi XI, Francesco I, Enrico II, Carlo IX (che qui morì). Fu anche il “luogo sicuro” scelto da Maria dei Medici per garantire la sicurezza al giovane Luigi XIII. Successivamente, con Mazzarino e Luigi XIV, il Castello mutò la sua funzione di struttura difensiva divenendo residenza maestosa, di cui oggi se ne ha solo una pallida idea guardando la zona dei Pavillon, delimitati da porticati ed archi di trionfo ricavati da quelle che erano mura di cinta. Caratterizzata dai due edifici (padiglioni) contrapposti e pressochè speculari ,definiti del Re e della Regina, questo settore del Castello segue le raffinate linee architettoniche dello stile classico dell’epoca.

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Quella di Chateau de Vincennes è un’evoluzione architettonica importante, che sancisce il nuovo ruolo della Francia: oramai è una potenza riconosciuta, il suo potere arriva fin nelle zone più remote del mondo, l’autorità del sovrano è stabile e non c’è più bisogno di bastioni, mura e torri per tenere alla larga i nemici. Semmai, è dai giochi di potere interni che bisognerà guardarsi, cercando di controllare la Corte evitando che dia vita ad una nuova fronda. Da stratega quale era, Luigi XIV  la trasformerà in un gruppo sociale dedito a sostenere il Re concedendole privilegi e incarichi onorifici e, soprattutto, tenendola sotto controllo. Vincennes, che nonostante i lavori di ammodernamento era pur sempre un castello nato per scopi militari, non poteva più essere all’altezza: il suo declino inizierà appunto nel 1670, con il trasferimento del Re e della Corte a Versailles.

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Nei successivi secoli Chateau de Vincennes seguirà alterne vicende, comunque sempre legate ad una funzione prettamente militare: carcere, fortezza di seconda linea per la difesa della Capitale, tra il 1936 ed il 1940 sarà la sede del comando di stato maggiore dell’esercito, per essere poi occupata dalle truppe naziste che lasciarono il Castello non prima di aver compiuto atti di distruzione delle strutture. Tra le tante curiosità legate al Castello, una un po’ “piccantina”: nel XVIII° secolo nelle segrete del Dongione fu rinchiuso, per diversi anni, il Marchese de Sade, che qui scrisse alcune delle sue opere.

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Al di là della storia, delle vicende politiche ed umane di chi vi ha soggiornato, Chateau de Vincennes resta uno dei più bei Castelli di Francia: ancora troppo poco visitato dai turisti, è una meta da inserire negli itinerari parigini (occorrono 3-4 ore per visitarlo) ed è davvero “a portata di metro”.

 

Informazioni utili:

Chateau de Vincennes

ingresso dalla Tour du Village

Avenue de Paris -94300 Vincennes

apertura dalle 10.00 di mattina fino alle 17 (dal 23 settembre al 20 maggio) o alle 18.00 (dal 21 maggio al 23 settembre)

 

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

  1. Avatar
    Livio febbraio 17, 2015

    L’ho visitato durante il mio Erasmus a Parigi, ed è assolutamente come dici tu: sottovalutato eppure davvero fiabesco come struttura, senza contare la bellezza del parco che si estende tutt’intorno.
    Livio

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    • Avatar
      Claudia Boccini febbraio 22, 2015

      Grazie per il commento, Livio! Pensa, sono stata a Parigi tante volte, la prima avevo 15 anni, eppure ho scoperto lo Chateau solo ora! Proprio vero: non si finisce mai di conoscere e imparare!

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