Un’escursione facile da Tokyo: i templi di Nikko

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Mentre cercavo informazioni e guide utili per definire il prossimo viaggio in Giappone, ho recuperato tutta la documentazione sull’escursione giornaliera che abbiamo fatto da Tokyo a Nikko, patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco dal 1999.

Ed ancora mi chiedo come mai non ho mai pubblicato un post su questa località così interessante, caratteristica e così “a portata di treno” dalla capitale nipponica!

Nikko è infatti la meta ideale per allontanarsi, almeno un giorno, dal frastuono e dalla confusione di Tokyo, che è bella e meravigliosa ma abbastanza stressante nel suo non fermarsi mai: la voglia di silenzio, di vedere qualcosa di diverso all’orizzonte che non siano grattacieli, ispirano una fuga in mezzo ai boschi di Nikko, circondati da montagne.

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Nikko è a circa 125 km. da Tokyo e si raggiunge facile con il treno che parte dalla stazione Asakusa della compagnia ferroviaria Tobu (per noi che avevamo l’albergo vicino al quartiere storico di Tokyo, ancor più comodo!). Come tutti i trasporti giapponesi, l’efficienza e la puntualità sono la normalità e quindi se vi dicono che il treno parte alle ore X ed arriva alle ore Y, state pur sicuri che sarà così!

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I biglietti per il viaggio di andata e ritorno li abbiamo acquistati il giorno stesso dell’escursione nel chiosco dell’Obu sightseeing service center, quasi al centro dell’uscita della Stazione Ferroviaria Tobu di Asakusa (*) che, oltre a vendervi i biglietti, potrà fornirvi informazioni turistiche anche in inglese. Il Centro Servizi apre alle 7.45 e chiude alle 17.00 (noi siamo arrivati alle 7.30 e siamo rimasti ammirati nel vedere le addette che prima di aprire hanno meticolosamente pulito i vetri, le scrivanie e sistemato l’ufficio per poi aprire esattamente alle 7.45!).

Importante: il Japan Rail Pass non è valido per i treni Tobu (è una linea privata) per cui se volete raggiungere Nikko seguendo il nostro itinerario dovrete acquistare a parte il biglietto.

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Per andare a Nikko, abbiamo scelto il “2 Day Nikko Pass” che prevede, ad un costo ridotto, il viaggio di andata e ritorno ed il bus per girare tra i vari siti dei templi oltre ad alcuni sconti in negozi e ristoranti locali: una sola tratta in “rapid train” costa 1360 yen a persona, il pass (che ricordo è valido per due giorni), ad oggi, costa 267o yen (100 yen equivalgono a circa 78 centesimi di euro). Attenzione però a non equivocare nella traduzione di rapid train: non si tratta di un treno veloce perché i treni veloci in Giappone si chiamano limited express e sono molto più costosi, mentre i treni super veloci sono i vari shinkansen.

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Alla stazione Tobu di Asakusa troverete un treno le cui carrozze sono destinate ad essere staccate lungo il tragitto per raggiungere diverse destinazioni: state ben attenti ad individuare le vetture dirette a Nikko – in genere la 5 e la 6 e per sicurezza chiedete agli assistenti di vettura. Se non dovessero parlare inglese – capita – mostrate loro il biglietto.

Nel tragitto passerete sotto la gigantesca e impressionate SkyTree Tower, la più alta torre autoportante del mondo che raggiunge l’altezza di 643 mt., attraverserete gli infiniti quartieri periferici di Tokyo e finalmente arriverete in vista delle montagne e qui lo sguardo si potrà allargare per abbracciare tutto il panorama.

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Noi abbiamo preso il treno alle 8.10 e siamo arrivati alle 10.19 (nell’orario ferroviario completo, i treni inclusi nel Nikko Pass sono individuati dal colore azzurro) e siamo tornati a Tokyo in serata, non prima di aver girato in lungo e in largo nel sito dei templi, molto suggestivo nell’aria fredda della mattina, ed esserci regalati una delle più belle esperienze culinarie e gastronomiche dei nostro #100oreaTokyo: un vero pranzo kaiseki in una locanda caratteristica con il tatami ed i tavolini bassi (ma devono aver avuto pietà della nostra goffaggine da occidentali “ben pasciuti” e ci hanno dirottato – per mia fortuna – alla sala con arredi occidentali!).

La particolarità di Nikko sono i numerosi templi, edificati in una estensione di 2 km. quadrati alle pendici della montagna e l’insieme – templi, pagode, portali “tori”, viali scanditi da lanterne –  è particolarmente interessante sia per comprendere la spiritualità giapponese (che trova espressione nel buddismo e nello scintoismo) che per fare un ripasso di architettura orientale. La zona dei templi si trova a circa 2 km. dalla stazione e per raggiungerla potete prendere il bus (incluso nel Pass, altrimenti il biglietto giornaliero costa 500 yen) oppure farvi una passeggiata lungo la via principale di Nikko, dove trovate anche qualche negozietto interessante di ceramiche , di antiquariato ed artigianato tradizionale.

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La prima cosa che vedrete, di sfuggita se non vi fermate appositamente, è lo Shinkyōil ponte rosso sul torrente Daiya che idealmente separa la città di Nikko dalla zona dei templi (è un ponte pedonale e in epoca feudale era consentito percorrerlo solo allo Shogun, tuttavia oggi anche voi  potete percorrerlo pagando un biglietto di 350 yen) quindi vi addentrerete nella zona vera e propria dei templi. I primi templi di Nikko furono edificati circa 1200 anni fa, tuttavia è con la morte dello Shogun Tokugawa Ieyasu che inizia l’edificazione dei templi maestosi che ancora oggi si trovano nel folto del bosco. Lo Shogun aveva infatti chiesto, tra le sue ultime volontà, di edificare “un piccolo tempio in Nikko dove essere essere adorato come un Dio” (epperò!) ed in cambio, il suo spirito avrebbe garantito pace al Giappone. Con una simile promessa, non vi sareste dati da fare anche voi per costruire un tempio magnifico per il buon Ieyasu?

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A differenza di molti templi giapponesi, in cui la sobrietà è la caratteristica principale, qui a Nikko abbiamo trovato colore, decorazioni elaborate, soggetti intagliati nel legno decorati in foglia d’oro. I principali templi di Nikko sono il Toshogu, il Rinnoji ed il Futarasan, circondati da numerosi edifici più piccoli, tutti interessanti.

Il Toshogu (ingresso 1300 yen) è il “sacracrio” della famiglia Tokugawa: da vedere sono le innumerevoli immagini intagliate nel legno, draghi, gatti, leoni e demoni inquietanti. Famosa è l’immagine delle tre scimmie sapienti, intagliate nel legno, che rappresentano le tre saggezze: non sento il male, non vedo il male, non parlo male.

Il tempio Futarasan è il più vecchio di quelli di Nikko (risale al 1617) ed è dedicato agli spiriti delle tre montagne sacre attorno a Nikko:  Mt. Nantai, Mt. Nyoho e Mt. Taro.

Il Rinnō-ji è invece il tempio che abbiamo visitato per primo, pagando un biglietto di ingresso di 400 yen ed… è stato una mezza delusione perché completamente smontato per lavori di restauro che dureranno fino al 2020! Immagino che una volta ricostruito e ricollocato nel suo sito originario sia una meraviglia – dalle foto che abbiamo visto sembrerebbe proprio così –  ma dover pagare una quota, seppur minima (400 Yen corrispondono, all’incirca, a 3 euro e 20) per arrampicarci sui ponteggi e vedere dall’alto assi di legno… Va bene che nel biglietto di ingresso è inclusa la possibilità di vedere uno dei tre famosi Buddha del Sanbutsudoh, ma insomma… Tuttavia è stato interessante poter accedere al tempio minore che si trova sul retro, dove abbiamo potuto assistere ad una cerimonia buddhista e sebbene non abbiamo capito pressoché nulla, è stata suggestiva ugualmente!

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Tra un tempio e l’altro, abbiamo fatto lunghe passeggiate tra i viali adornati da lunghe file di lanterne di pietra , visto statue di Jizo, la divinità protettrice dei viaggiatori e dei bambini in difficoltà, adornata dai devoti con cappucci e mantelli e anche laghetti che ospitavano carpe di un solare arancione. I ruscelli gelati e la neve lungo la strada ci ricordavano che eravamo in una meta montana (io ho patito abbastanza freddo: a Tokyo il clima è più umido e forse non indossavo abiti adatti alle temperature basse).

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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