Subiaco 2015 Città della Stampa

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Monastero di Santa Scolastica – Subiaco

Lo scorso sabato è stata una giornata un po’ diversa dal solito: nessun viaggio o scorribanda in scooter ma assai più comodamente seduti su un bus abbiamo raggiunto Subiaco, cittadina a circa 60 km. da Roma, per partecipare alla presentazione di Subiaco 2015,  una serie di eventi e manifestazioni promosse dal Comune assieme all’Abbazia Territoriale di Subiaco e che prevedono momenti di confronto scientifico, appuntamenti di rilievo nazionale, wokshop ed iniziative dedicate ai ragazzi in età scolare. Tutti gli appuntamenti in calendario da marzo ad ottobre 2015 (seguite il sito del Comune ed il portale turistico di Subiaco per le anticipazioni dei prossimi eventi) hanno come comune denominatore i libri e il materiale con cui questi prendono forma, almeno fino all’avvento del digitale: la carta.

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Particolari della chiesa abbaziale di Santa Scolastica – Subiaco

Subiaco è sinonimo di San Benedetto da Norcia: poco distante dal centro abitato  – un paio di chilometri che si possono percorrere anche a piedi seguendo facili sentieri ben segnalati – si trova il Monastero di Santa Scolastica e proseguendo ancora in salita per un chilometro e mezzo, si giunge fino al Sacro Speco, l’Eremo addossato alle rocce del Monte Talèo in cui si trova la grotta dove il giovane Benedetto si rifugiò per tre anni all’inizio della sua vocazione. Dire San Benedetto è dire ora et labora mentre parlare di monasteri benedettini sottintende biblioteche e scriptorium, i luoghi dove erano miniati gli antichi codici. Perfino nei momenti più bui della storia, i monasteri benedettini furono centro di diffusione della cultura e trasmissione di sapere, anche per un motivo legato alla Regola: lo stesso San Benedetto voleva che in ogni monastero vi fossero codici (libri) per consentire sia la lettura privata che quella comunitaria.

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codici miniati della Biblioteca del Monastero di Santa Scolastica – Subiaco

Forse pochi sanno (io di sicuro non lo sapevo!) che attorno al Monastero di Santa Scolastica è nata l’industria tipografica in Italia: proprio qui, in questo Monastero edificato tra i Monti Simbruini, nel 1465 Pannartz e Sweynheym, due chierici tedeschi allievi di Gutemberg, con l’aiuto dei monaci produssero il primo libro stampato in Italia con la tecnica a caratteri mobili. In assoluto, il primo titolo stampato a Subiaco  fu la Piccola grammatica latina del Donato, purtroppo andata dispersa, mentre il secondo libro (e il primo in assoluto arrivato fino a noi) fu il De Oratore di Cicerone seguito dall’Opera del Lactantius (Divine institutiones, De ira Dei e De opificio homini)  ed infine dal De Civitate Dei di Sant’Angostino. Ed è proprio del De Oratore che – in occasione di Subiaco 2015 – è stata ristampata una preziosa copia anastatica.

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codici custoditi presso la Biblioteca del Monaastero di Santa Scolastica – Subiaco

Subiaco è legato all’ “oggetto libro” anche per un bene prezioso che la Natura le ha donato: l’abbondanza di acqua. Sorge infatti sulle rive dell’Aniene, fiume affluente del Tevere, utilizzato fin dall’antichità per rifornire di acqua potabile la Capitale: ben quattro erano gli acquedotti, alcuni ancora ben conosciuti da chi vive a Roma  (Anio Vetus, Acqua marcia, Acqua Claudia e l’Anio Novus). Lo stesso imperatore Nerone, attratto dal panorama e dalla vicinanza di Subiaco con Roma, decise di far edificare sull’Aniene, poco a monte dell’attuale centro abitato, tre sbarramenti che diedero vita ad altrettanti piccoli laghi su cui si fece  edificare una villa maestosa. Il nome stesso di Subiaco – Sub  Lacum – sembra derivi da questi laghi artificiali, poi distrutti.

Con Subiaco 2015 viene quindi dato ampio risalto al valore della stampa ma altrettanto rilievo è posto nel recupero della storia produttiva della città e nella valorizzazione degli edifici costruiti sulle rive dell’Aniene, il cosiddetto  “Il Borgo dei Cartai“,  dove presso l’ex Mulino Carlani, in Via degli Opifici (fate caso: anche il nome delle strade richiama la presenza storica di attività produttive, legate alla carta ed alla stoffa) è stato inaugurato il  Museo-laboratorio didattico dedicato alle arti della carta e della stampa che diverrà –  a sua volta – fucina di opportunità culturali e attività innovative. I macchinari custoditi nel museo sono infatti perfettamente funzionanti e in futuro verranno utilizzati per produrre carta pregiata ed oggettistica con tecniche tradizionali.

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L’ansa dell’Aniene al Borgo dei Cartai – Subiaco

Comincia quindi a Subiaco e non in ben più famose città dell’epoca il processo che, carattere dopo carattere, arriverà fino ai nostri giorni consentendo a chiunque di accedere alla cultura ed alla conoscenza. Sono passati 550 anni, siamo nell’era digitale, la trasmissione del sapere è veloce quanto il cliccare di un mouse tuttavia i libri stampati possiedono ancora il valore di beni preziosi: sfogliare un libro, accarezzarne le pagine ed annusarne il profumo dell’inchiostro è un rito che attravera i secoli. Ed è a ragione che Subiaco si fregia dell’appellativo “Città del Libro”: le iniziative di Subiaco 2015 saranno portate – con il supporto della Regione Lazio – anche al Salone del Libro di Torino e al prossimo Expo di Milano, dove la ristampa del De Oratore verrà presentata da Umberto Eco.

Grazie all’evento di inaugurazione di Subiaco 2015 – parte della mattina è stata occupata dagli interventi dei politici (Roberto Giachetti, Vice Presidente della Camera dei Deputati), dei dirigenti del Ministero per i beni ambientali, culturali e turistici e dell’ Abate ordinario di Subiaco (Dom Mauro Meacci) nonché di Lidia Ravera, che è assessore alla cultura della Regione Lazio ma è soprattutto giornalista e scrittrice e quindi capace di raccontare e coinvolgere attraverso le parole –  abbiamo avuto la possibilità di visitare la Biblioteca Monumento Nazionale di Santa Scolastica dove erano esposti alcuni bellissimi incunabuli sublacensi e successivamente, nel pomeriggio, visitare il Sacro Speco ed il Borgo dei Cartai. Ma di questo, ve ne parlo un’altra volta!

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In alto: Chiesa abbaziale di Santa Scolastica; sotto: Roberto Giachetti, Lidia Ravera, Dom Meacci.

Claudia Boccini

3 Commenti

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    Ernesto de Matteis marzo 30, 2015

    …ed io che conoscevo Subiaco solo per aver dato i natali ad un mito della mia giovinezza, Ciccio Graziani…
    Ecco, vedi che l’Italia non finisce mai di stupire?
    Aspetto con trepidazione il racconto dello Speco di Benedetto!!!

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      Claudia Boccini marzo 30, 2015

      Ernesto, non ci credo nemmeno un po’ che tu non conosca Subiaco, San Benedetto e la Scolastica… ;) Ma grazie, grazie mille per essere passato!

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        Ernesto de Matteis marzo 30, 2015

        Claudia, sai che ho tanto girato e viaggiato ed osservato il nostro paese.
        Ma, te lo giuro, sapevo di Benedetto e dello Speco, di Scolastica un po’ meno ma di sicuro per me c’era al massimo la Lollo e Ciccio “ragno” Graziani a Subiaco!

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