Tokyo vista da prospettive diverse: dall’alto della Skytree Tower

Che Tokyo sia una città sconfinata, non v’è dubbio: difficile individuarne i confini, così come le diverse zone che la compongono: dal basso le vie si succedono una dietro l’altra e, a meno che non siano strade conosciute o particolarmente famose come Ginza, Omotesando o la divertente Kappabashi Dori, la strada degli attrezzi da cucina, sono spesso simili tra loro, con le abitazioni vicine vicine, i cavi della corrente appesi come fili di equilibristi sui pali e con gli immancabili distributori di bevande in ogni angolo. Tuttavia per comprenderne la reale estensione, c’è solo un modo: salire in alto. Molto in alto. Anzi, in altissimo.

torre35

Quasi tutti i turisti fanno una puntata al Palazzo del Governo metropolitano di Tokyo, a Shinjuko, per salire su una delle due torri. Innanzitutto perché l’accesso è gratuito e poi perché è un modo pratico per avere una visione, seppure parziale perché le singole torri abbracciano un panorama che non è a 360° – di quanto la città sia mastodontica. Dall’alto, Tokyo appare davvero come una “struggling city,” una città combattente come ipotizzata dagli architetti giapponesi Kenzo Tange, Masato Ohtaka, Fumihiko Maki e Noboru Kawazoe (se volete saperne di più ne parlo più dettagliatamente nell’articolo che ho scritto nel 2014 su Il Font, in occasione della mostra all’Istituto di Cultura Giapponese di Roma).  Dall’alto ogni isolato perde la sua identità e si fonde in un insieme omogeneo, esattamente come le cellule si uniscono per dar vita ad un corpo vivente.

torre28

Se poi 45 piani e 202 metri di altezza sono per voi insufficienti o volete vivere l’ebbrezza di vedere Tokyo come la potrebbe vedere un aereo che vola a bassa quota, non vi resta che prendere la metropolitana (linee Hanzomon o Asakusa) e raggiungere, senza indugi e possibilmente in una mattina di cielo terso e nitido, la stazione di Oshiage e la nuova Torre della Televisione, la SkyTree Tower.

Da lontano non appare in tutta la sua possenza, ma pian piano che ci si avvicina la struttura diventa esagerata, infinita. Non esistono aggettivi per questa struttura per telecomunicazione costruita su progetto di Tadao Ando e dello scultore Kiichi Somikawa, inaugurata il 22 maggio del 2012. Una Torre da Guinness dei primati, non c’è che dire: è infatti la torre autoportante più alta del mondo!

Una torre che ha una personalità e, nonostante la massa di tecnologia che contiene, un nome poetico. La SkyTree Tower viene anche chiamata Musashi e questo nome ha un doppio significato; le sillabe mu(6) sa(3) shi(4) corrispondono all’altezza della Torre stessa (634 mt.) e per un caso fortuito anche all’antica denominazione del territorio su cui è costruita.

Molti i richiami alla tradizione giapponese: anche il colore utilizzato per verniciare gli enormi tubi che compongono la struttura è un richiamo all’aishiro, il colore della porcellana giapponese, che non è ne’ bianco ne’ azzurro. E poiché in Giappone ogni particolare è studiato fin nel più minuto dettaglio e si aggancia a motivazioni che lo connettono al passato ed alla natura circostante, anche l’illuminazione notturna della Torre, blu, è un omaggio al fiume Sumida ed allo spirito di Edo, il territorio su cui è poi nato Tokyo mentre il viola purpureo, il cosiddetto Edo-murasaki, è il colore della trazione giapponese.

torre3

Sebbene la Skytree Tower non sia distante da Asakusa, il quartiere che conserva lo spirito del vecchio Giappone (sebbene in modalità assai turistiche), una volta arrivati ad Oshiage verrete catapultati nel futuro e nelle dimensioni mega. Già dalle scale mobili che dal piano della stazione della metropolitana portano fino ai primi livelli della torre, si inizia a capire che l’ascesa alla Skytree Tower non sarà un’esperienza qualsiasi.

Intanto, alla base della torre c’è una vera e propria città commerciale, Tokyo Solamachi, con negozi dove trovare davvero di tutto –  qui è molto piacevole dedicarsi allo shopping –  e un numero consistente di punti di ristoro con prezzi non diversi da quelli delle altre zone della città. Ho notato, infatti, che la correttezza giapponese è tale che difficilmente i costi delle merci vengono impropriamente maggiorati se vendute in località turistiche. E poi, sempre nella struttura che è alla base della Skytree Tower, si trovano un mercato, l’acquario Sumida, il planetario Konica Minolta, un intero piano dedicato al Giappone tradizionale e pure il Museo delle poste giapponesi (purtroppo aperto dal 1° marzo 2015, noi non abbiamo fatto in tempo a visitarlo: mi incuriosiscono tutti i musei che parlano di comunicazioni, affrancature e francobolli!). Una volta qui, difficilmente riuscirete ad andar via prima di 5-6 ore!

torre4

Ma torniamo al motivo per cui siamo arrivati ad Oshiage, la SkyTree Tower. Una volta arrivati al 4° piano, troverete l’ampia hall delle biglietterie: la Torre è una grande attrazione per gli stessi giapponesi e quindi preparatevi a mettervi ordinatamente in fila e ad aspettare il vostro turno per acquistare i pass di ingresso. L’attesa non sarà troppo lunga e se possibile verrete facilitati nel percorso dai numerosi addetti, riconoscibili per la graziosa divisa che riprende nella grafica la sagoma della Skytree Tower. A proposito di biglietti e di gentilezza degli addetti: quando ci siamo presentati al desk, ci è stato subito chiesto quale fosse il nostro Paese di origine ed immediatamente la ragazza giapponese addetta alla cassa ha iniziato a spiegare in perfetto italiano cosa fare e dove andare e ci ha muniti di istruzioni e guida nella nostra lingua. Organizzazione perfetta, da restare senza parole!

torrecollage3

Una volta acquistato il biglietto, siete solo all’inizio. Verrete instradati verso gli ascensori che collegano il 4°  piano con il 450° piano (si, avete letto bene, non è un refuso…), a ben 350 metri dal suolo. Se la Torre è da Guinness dei primati, anche gli ascensori lo sono: trasportano 40 persone fino allo Skytree Tembo Deck in poco meno di 50 secondi, 600 metri di velocità al minuto. Dentro l’ascensore, nessuna vibrazione o sollecitazione. Nulla di nulla. Assolutamente!

Una curiosità: il Tembo Deck, il grande l’anello sospeso con le piattaforme di osservazione dedicato ai visitatori, è di 5 piani, proprio come le pagode più importanti: ed ecco che nella simbologia della Skytree Tower ritorna l’aggancio con la tradizione!

torre41

Sarete assaliti dall’ansia di vedere: davanti a voi le grande vetrate vi rendono simili ad uccelli che planano lievi sulle vie di Tokyo. Tutto è così vicino ed allo stesso tempo iraggiungibile. Le linee rette delle strade, i tetti, ogni minimo particolare è mostrato. Dall’alto del Tembo Deck si scopre che Tokyo è una città edificata in mezzo ai fiumi: da qui si vedono netti i corsi d’acqua che attraversano la città, il Sumidagawa, l’Arakawa, l’Edogawa,  il Kitajikkengawa (credo che il suffisso -gawa significhi corso d’acqua, fiume, ma cerco conferme!) e gli altri canali che dal basso sono invisibili.

torre13

Le vetrate sono a 360° e passato l’entusiasmo di essere ad un’altezza così elevata, si iniziano a cercare i punti di riferimento più noti della città:  ecco il Museo Edo-Tokyo, poco più avanti la scultura dorata che è sopra la fabbrica di birra Asahi, laggiù la collina di Roppongi, il Palazzo Nazionale della Dieta, qui sotto il grande tempio Senso-ji di Asakusa (oh, come sembra piccolo, da quassù!) e proprio nel bel mezzo di un grande slargo verde, si intravede (ma forse è solo immaginazione…) il riservato Palazzo Imperiale. Nelle giornate limpide, sembra si possa vedere anche il Fuji-San, il monte Fuji sacro ai Giapponesi.

torre36

Dall’alto si vede il mare (quanti di voi ricordano che Tokyo è una città di mare ed ha un porto importante? Da dove altrimenti pensate che arrivino le imponenti quantità di pesce vendute a Tsujki?), le sagome delle giostre di Tokyo Disney Resort e mille dettagli di quotidianeità: edifici scolastici, piccoli templi nascosti tra i grattacieli, campi di pallone e di tennis sui tetti ma anche cimiteri di quartiere, piccoli e sovraffollati di stele grigie. A Tokyo la vita e la morte, il futuro ed il passato, il minuscolo e l’eccezionalmente grande, la tradizione e l’innovazione convivono senza soluzione di continuità. Ma si capisce solo dall’alto, in questo luogo letteralmente sospeso dove i riferimenti noti assumono dimensioni e significati diversi.

torre15

Non vi basta essere saliti fino a 350 metri dal suolo? Non vi siete divertiti abbastanza a scattare foto nei diversi set allestiti per la gioia dei turisti (ci sono altalene dai colori caramellosi, angoli suggestivi, pannelli che mostrano come era la Tokyo di qualche secolo fa, una zona con il pavimento di vetro dove i più temerari  – macché, è vetro temprato aad altissima capacità di portanza – possono fare selfie alle proprie scarpe)? Avete assaggiato gli speciali dolci a forma di Torre, avete saccheggiato il negozio di souvenir, siete andati a provare le toilette (mica da tutti poter dire: ho fatto pipì a 350 metri dal suolo!) ed ora siete in cerca di altra adrenalina? No problem: basta fare un altro biglietto e proseguire l’ascesa fino ai 451 metri, al secondo anello della Torre. Qui tutto è allestito per stupire il visitatore: addirittura c’è un punto, definito Sorakara, con mura di specchio e luci evanescenti che danno la sensazione di fluttuare nel vuoto.

torre14

Se invece preferite non proseguire, grazie a scale mobili si passa dal 350° fino al 345° piano, da dove potrete riprendere il super veloce ascensore e tornare a terra. E qui un applauso alla capacità ingegneristica e progettuale dei giapponesi, ci sta tutto!

Informazioni utili: 

La Skytree Tower è aperta tutti i giorni dell’anno dalle 8.oo di mattina fino alle 22.00 (deve essere bellissimo vedere Tokyo completamente illuminata!) a meno di avverse condizioni metereologiche che costringano a sospendere le corse degli ascensori. Il costo per salire sulla Torre è di 2,060 ¥ fino al primo anello  + 1,030 ¥ per raggiungere il secondo anello. Il centro commerciale Tokyo Solamachi, invece, apre dalle 10.00 alle 21.00 (i ristoranti restano aperti fino alle 23.oo) ed è coperto dal segnale wi-fi gratuito. Per non perdervi nel centro commerciale e cercare facilmente i negozi che vi interessano, viene messa a diposizione una mappa!

torre6

Il mare di Tokyo. Dalla Skytree Tower è molto lontano e per riuscire a ritrarlo abbiamo dovuto “esasperare” l’obiettivo della macchina fotografica

Nota: tutte le foto sono state scattate da  Claudia Boccini e Francesco Iaccio alla Tokyio Skytree Tower

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

  1. Avatar
    Alessandra marzo 17, 2015

    A un certo punto mi batteva forte il cuore per le vertigini! Grazie, Claudia, per farmi viaggiare ♡

    Reply

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *