Una lunga passeggiata a Londra, fino a Little Venice

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Little Venice, zona dotata di fascino romantico nel cuore della capitale inglese, è la riprova che si può essere sicuri di conoscere Londra bene bene, di aver la certezza – dopo innumerevoli viaggi e soggiorni! – di averla scoperta tutta, di sapere esattamente quanti passi ci sono tra Oxford Circus e Piccadilly e quali sono i percorsi alternativi per evitare la rush hour (*) in metropolitana ed invece… ogni volta spalanchi gli occhi davanti ai segreti meglio custoditi di Londra! Dietro le facciate austere, dietro i cortili delle infinite case a schiera di mattoni o bianche dalle linee vittoriane ed ai parchi perfetti nel loro apparente esser lasciati liberi di trovare spazio, c’è una struttura urbana fatta di tante altre micro città, ognuna dotata di caratteristiche proprie e di quelli che io definisco “angoli speciali”, dove il turista arriva con difficoltà ed è bello fermarsi per lasciar correre l’immaginazione.

Quel che è certo, è che Londra è davvero grande ed è facile impegnarsi con lei in una caccia al tesoro dove il premio non è una cassa di monete d’oro ma la gioia di scoprire prospettive inaspettate e fantastiche. Come Little Venice, appunto.

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Complice una domenica di tempo incerto ed una meta diventata improvvisamente irraggiungibile  – l’idea iniziale era di prendere la metro e andare a Richmond per fare una passeggiata in mezzo alla natura, ma poco dopo essere saliti a bordo abbiamo scoperto che, proprio quel giorno, non era previsto il servizio e avremmo dovuto prendere uno scomodo bus sostitutivo: troppo complicato, per chi ha poche ore a disposizione!) per cui ci siamo ritrovati a scendere alla stazione di Hammersmith. Da qui,  senza sapere bene dove fossimo ne’ tanto meno dove saremmo arrivati, con la cartina spiegata ci siamo incamminati lungo la via che porta fino Shepherd’s Bush,  passando per silenziosi quartieri residenziali che pian piano cambiavano aspetto e si trasformavano in sobborghi popolari ed etnici, le piccole abitazioni vittoriane sempre più bisognose di una mano di vernice e di una buona dose di manutenzione. Molte le abitazioni  trasformate in alberghetti da una stella e  le rivendite di alimenti provenienti da ogni parte del mondo. Londra è così: inglese e multietnica, degli inglesi e dei mille popoli che hanno contribuito a rendere grande il suo Impero, dei workers e dei Lord. E tutto nello spazio di pochi passi!

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Una volta raggiunto Sheperd’s Bush, ci siamo ritrovati nella Londra più consueta: sulla grande piazza triangolare si aprono negozi, ristoranti, centri commerciali – economici e non –  numerose fermate di bus che collegano la zona direttamente con il cuore urbano di Londra. Ma noi avevamo voglia di camminare ancora, la Londra che ci scorreva accanto ci incuriosiva e non ci faceva sentire la stanchezza.

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Da Sheperds Bush abbiamo quindi proseguito verso Hyde Park, passando per l’elegante e ricco quartiere di Holland Park Avenue. Nei giardini iniziavano a fiorire i crochi e i tulipani e di certo in questo settore della città, dove le case sono eleganti, le vie costeggiate da alberi frondosi, i parchi e le aiuole sono curati dalla mano di giardinieri esperti, le abitazioni non sanno nemmeno cosa sia subire l’onta della vernice scrostata: siamo nella Londra ricca, dove i costi degli immobili che si affacciano sui giardini di Holland Park e su quelli di Kensigton Park Garden sfiorano cifre da capogiro ed anche i raffinati negozi sono rivolti ad un target selezionato: facile trovare raffinate pasticcerie dove fermarsi per il brunch domenicale, librerie dagli scaffali che profumano di cera d’api, concept store rivolti ad una clientela agiata. E poi calma e silenzio, biciclette, mamme e bambini in monopattino, cani al guinzaglii che corrono accanto ai loro padroni, impegnati nel jogging quotidiano. Difficile immaginare che siamo  a poca distanza dal centro di  Londra!  Da Holland Park Avenue si arriva, una volta scalata la piccola collina, direttamente a Notting Hill, dove il caos della città riprende il sopravvento: è qusi ora di pranzo, i supermercati ed i negozi sono affollati e c’è un continuo via vai di persone provenienti dal vicino Portobello’s Road. Poco più avanti, in  Queensway, i ristoranti etnici hanno di nuovo il sopravvento e noi ne approfittiamo per una sosta a base di zuppe (notevoli quelle “veg”) da Eat.

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La capitale inglese va apprezzata anche per questo motivo: basta spostarsi di poco che la prospettiva cambia completamente, non c’è un luogo migliore o peggiore, sono tutti talmente vicini tra loro che la contaminazione sociale e culturale è gioco forza obbligata anche se poi, alla fine, ciascuno resta dalla sua parte dello steccato.

Mentre stavamo per riprendere la metro a Bayswater, mi ricordo del post della blogger  Silvia Cartotto, che sul su  The Girl with the Suitcase ha segnalato Little Venice, un angolo della città non troppo distante da dove ci troviamo, che lei definisce “una super chicca“. Ora, io da ragazza a Londra ci ho vissuto per qualche mese e ci sono tornata più e più volte, sola, con amici o in compagnia di Francesco eppure… di questo luogo non ne avevo mai sentito  parlare prima!

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Decidiamo di proseguire per andare anche noi a visitare questo angolo poco conosciuto della città, anche se nel frattempo inizia a piovere e il tempo non promette nulla di buono! Proseguiamo velocemente lungo Queensway fino ad arrivare a Bishop’s Bridge Road e da qui svoltiamo verso destra fino ad arrivare all’incrocio con Westbourne Terrace. Non abbiate timore di scavalcare il ponte sulla ferrovia: dietro quella che può apparire come una zona senza assolutamente nulla di interessante da vedere, se si prosegue ancora per qualche centinaio di metri ci si ritrova su un ponticello da cui si ha una vista spettacolare sul bacino di Little Venice: il tempo è fermo al XIX° secolo, quando le vie d’acqua veniva utilizzate per collegare e trasportare merci dalle diverse zone dell’Inghilterra a Londra. Un bacino fluviale come  quelli che si potrebbero trovare ad Amsterdam o nel nord dell’Europa, le chiatte attraccate alle banchine, qualche house-boat che sul tetto dell’imbarcazione mostra orgogliosa mini garden completi di gatto sornione che sonnecchia. Qui Londra è un concentrato di bello ed è difficile resistere alla voglia di incamminarsi lungo le banchine, percorse da giovani madri con i bambini o da innamorati, per curiosare (e scattare foto) tra i tanti barconi.

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Una volta a Little Venice fate uno sforzo e scordatevi dell’acqua verdastra del Canale, nessuno vi chiederà di fare un tuffo, ma lasciatevi intrigare dal luogo nel suo insieme: è incantevole, con quella sua atmosfera che pare galleggiare nel tempo. Ogni dettaglio rallenta il cammino e far assaporare l’istante, il “qui ed ora”. Non bastano poche ore per carpire il segreto di Little Venice. Ogni particolare – il riflesso delle case nell’acqua, il colore delle imbarcazioni, i piccoli angoli dove sedersi per leggere un libro, il colore delle ringhiere, la vegetazione rigogliosa – ha bisogno di essere mediato, elaborato e infine fatto proprio. Il ponte, le gomene, i simboli della reale marina, le chiuse, le insegne con nomi che sembrano usciti dritti dritti dalle pagine di Joseph Conrad. Eppure siamo su un canale interno, non sul mare!.

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Perfino il ponte davanti alla chiesa di St. Marys Magdalenes Church, che collega Delamere Terrace con Formosa’s Street, è birichino e cerca di trattenere il visitatore: il canale si attraversa percorrendo un curioso percorso che, solo dopo una serie di curve, porta al ponte vero e proprio.

Nella bella stagione (dal primo weekend di aprile fino al primo weekend di novembre) parte da Little Venice anche una mini crociera di 45 minuti che raggiunge Camden Lock; lo stesso percorso si può percorrere anche a piedi, seguendo le banchine. Una delle compagnie che propongono l’esperienza è Jason’ s Trip che nell’itinerario lungo il canale costeggia Browning’s Pool e poi il Maida Hill Tunnel, Regent’s Park, il Cumberlad Basin e Primrose Hill.

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Se volete raggiungere velocemente Little Venice (ma non ve lo consiglio, il fascino del luogo si esalta con la lentezza, ben vengano le passeggiate!) potete prendere la metropolitana e scendere alla fermata di Warwick Avenue (linea marrone, Bakerloo), la stessa che noi abbiamo utilizzato per tornare nel nostro hotel nella zona dei Docks di Londra. Ed anche qui la città è in continuo fermento, mai ferme e sempre  in divenire… ma ve ne parlo in un prossimo post. Per ora, sognate con Little Venice!

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(*) rush hour: ora di punta, generalmente tra le 7.00 e le 9.30 e le 16 e le 18.30, quando entrare sui vagoni della metropolitana di Londra (e nelle stesse stazioni metro) diventa una scommessa ad alto rischio!

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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