WarmUp TBDI2015: il cambiamento parte dal Church Palace di Roma

Va bene, faccio pubblica ammenda: con il WarmUp TBDI2015 che si è tenuto a Roma il  28 maggio 2015, “assaggio” minimo di quel che sarà il TBDI TTG di Rimini in programma in autunno, ho cambiato opinione sull’utilità di partecipare all’evento-progetto-manifestazione-workshop di TTG Italia dedicato al travel ed alla blogosfera che, da un paio di anni a questa parte, contribuisce a rendere la fiera internazionale del turismo di Rimini un appuntamento imperdibile per operatori del turismo e, per l’appunto, blogger.

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Sarà stata l’atmosfera frizzantina, sarà che si svolgeva nella mia città presso il The Church Palace di Via Aurelia – un hotel fantastico dove gli appassionati di architettura e design potrebbero trascorrere una settimana beandosi degli ambienti elegantemente austeri senza aver mai bisogno di mettere il naso fuori dalla porta – sarà che c’era tanta gioventù entusiasta ma il WarmUp del TBDI2015 mi ha riconciliato con il mio “essere blogger” e soprattutto con la professionalità che questo mestiere – preferisco chiamarlo così, con un richiamo velato ma non troppo alle competenze quasi artigianali necessarie – richiede in gran quantità.

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Chi mi conosce sa bene le tante perplessità che hanno accompagnato la mia presenza al TBDI2013, ed ancor più al TBDI 2014. Al primo TBDI a cui ho partecipato, il primo per me ma in assoluto il primo ad essere organizzato ed inserito in una manifestazione di grande di respiro quale è il TTG, sono arrivata a Rimini senza sapere nulla di cosa aspettarmi: ho trovato tante persone che vagavano da un padiglione all’altro, indaffarate, accaldate, stracariche di borse e trolley pieni di cataloghi cartacei (sic!). Una sola domanda: ed io, ora, che faccio? Per me che mi affacciavo per la prima volta ad una fiera del genere, una gran confusione (quella c’è sempre, d’altra parte il TTG fa numeri da paura: nel 2014 i visitatori totali sono stati 60.158 e gli espositori 2480 – fonte TTG).

In mezzo a buyer e operatori, 100 blogger che “ci mettevano la faccia e la voce”, inventandosi un modo per approcciarsi agli operatori del turismo, ai rappresentanti degli Enti nazionali ed internazionali e nel contempo cercavano di seguire workshop e speech. Senza parlare del panico lieve che aleggiava nel momento in cui si era chiamati a promuovere direttamente il proprio blog, la propria professionalità, il proprio “saper fare” seduti ad uno dei tanti tavolini disposti in file ordinate e simmetriche, inquietanti tanto quanto quelli che avevo avuto modo di conoscere nelle sessioni di esame dei concorsi pubblici!

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The Church Palace, Roma

Per quel che mi riguarda, vincendo un bel po’ di imbarazzo, nel 2013 ho cercato di fare del mio meglio incontrando, raccontando, presentando me stessa e le specificità connesse al mio blog, lasciando bigliettini da visita con i contatti in quantità industriali e proponendo le mie capacità, che so bene essere tutt’oggi minime. Peccato che nell’orecchio mi ronzasse incessante, ripetitiva ed anche un po’ noiosa una vocina (no, non era una zanzara, lo so!), che continuava a ripetermi: “ma che stai a fa’?”. Il mio primo TBDI è stato una novità assoluta, fondamentalmente divertente, eccitante e caotico quel tanto che basta per farmi arrivare alla sera in albergo così stremata da non realizzare nemmeno dove  fossi e perché.

Il secondo TBDI del 2014 – versione in “realtà aumentata”, da 100 blogger si è passati a 300, con sottogruppi fashion, culture, food, travel – è invece nato tra infinite polemiche, alcune mai del tutto sopite, in ragione della scelta di suddividere i partecipanti in top blogger e… meno! A rendere pesante l’atmosfera, le chiacchiere, le polemiche, la sensazione assai diffusa tra i “meno top blogger” di far parte della schiera dei figli di un Dio minore e quindi destinati a saziarsi con le briciole e a restare perennemente lontani dai riflettori . Avete idea di che significa cercare di catturare l’attenzione dei rappresentanti delle società e degli Enti quando la loro pazienza era andata “sold-out” già ore prima con gli incontri con i “blogger-star”? O realizzare che mentre i top blogger erano sorridenti, rilassati e visibilmente calati nel ruolo di star, una pletora di blogger – più o meno capaci, più o meno professionali, più o meno consapevoli di dove fossero – cercavano di dare un senso alla loro presenza al TBDI inseguendo possibili contatti extra agenda?

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The Church Palace, Roma

Al WarmUp TBDI2015 di Roma non è stato così. Nessuna separazione tra serie A e serie B, pochi (ma buonissimi) blogger-star e poi tanti blogger giovani ed entusiasti nei cui volti si leggeva l’orgoglio di partecipare ad un evento basilare per chi ha fatto del blogging un impegno costante. Loro sorridevano ed io, che continuo a nutrire e a dare sostanza ai sogni ed alle passioni che coltivo da quando ero ragazzina, sorridevo insieme a loro, mi entusiasmavo con loro, prendevo appunti, scattavo foto, ridevo seguendo l’intervento effervescente di Alfredo Monetti, lasciavo i miei pensieri liberi di riflettere sulle puntualizzazioni di Veruska Anconitano, ascoltavo interessata parlare di Millennials (curiosi? Si, lo capisco, lo ero anche io: sono i ragazzi nati a cavallo del nuovo secolo) e di rapporti blogger/operatori turistici.

Questa volta ho aperto ben bene occhi, orecchi, cuore e, come si direbbe a scuola, non mi sono distratta e mi sono impegnata. E finalmente ho capito che il TBDI non è un progetto “chiavi in mano” con un percorso buono per ogni partecipante: è piuttosto è un bouquet di fiori leggeri e colorati, un buffet di pietanze prelibate da cui ciascuno sceglie quello che preferisce e/o di cui ha più bisogno per poi rielaborarlo e renderlo personale. Idee per crescere, per acquistare certezze, per migliorare se stessi. Alla domanda che mi ponevo durante il primo TBDI, “e mo’, che faccio?” la risposta non poteva arrivare da nessun altro se non da me stessa. Per la prima volta mi sono sentita parte di un gruppo, senza timidezze e senza falsi ed inutili pudori o paraventi dietro cui nascondermi. Talmente forte la sensazione di “essere parte” che – non potendo partecipare al blogtour collegato al WarmUp TBDI2015 per impegni personali – il sabato successivo ho coinvolto anche Francesco in una escursione in moto, guarda caso lungo le vie della Ciociaria, le stesse che stavano percorrendo i travel blogger (e lo ammetto, speravo di incontrarli!).

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The Church Palace, Roma,

Cosa mi resta, quindi, di questa esperienza di formazione e di networking? Di certo, al di là delle nozioni pratiche o dei concetti teorici, ho messo nello zaino lo sguardo genuinamente entusiasta dei giovani travel blogger, limpido ed ancora non incrinato da logiche di potere o di competizione estremizzata. I travel blogger del futuro prossimo venturo sono loro, l’appuntamento invece è a Rimini per il TBDI2015.

Claudia Boccini

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