Alte Donau: una gita in barca sul lago di Vienna

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Andare a Vienna e senza nemmeno lasciare i confini della città, poter andare in barca, fare kajak, allenarsi in canoa o sperimentare il piacere di una sessione di SUP? Tutto possibile e soprattutto facile, economico e a portata di mano –  anzi, di metro –  a poca distanza dal cuore della città! Nonostante sia convinta di conoscere bene Vienna, la capitale austriaca continua a stupirmi ogni volta che ci vado con le sue 1000 e passa possibilità di attrarre turismo, il suo essere città cosmopolita ed aperta al futuro dove tutti, bambini, famiglie, adulti, coppie, riescono a trovare un motivo valido per innamorarsi della città.

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Mentre seguivamo l’itinerario alla ricerca della Vienna contemporanea e meno scontata, che avevamo programmato meticolosamente prima di partire, ci siamo trovati nel bel mezzo di una Vienna bucolica e lacustre, raramente meta del turismo internazionale, da cui la dimensione urbana della città  appare diversa, più pura e meno travolta dalla fretta e in cui chiunque abbia un minimo di indole sportiva o romantica non potrà fare a meno di trovarsi a suo agio.

Siamo nella zona dall’Alte Donau, poco distante dalla zona di Vienna in cui sorgono i moderni uffici dell’ONU ed l’altissimo grattacielo nero dell’hotel Melìa, edificato su progetto di Dominique Perrault, esempio futuristico dell’architettura viennese che cambia e visibile in pratica da ogni parte della città con in suoi 220 metri di altezza. Quello che era uno dei bracci del Danubio (ora più simile ad un lago e collegato al fiume solo tramite una diga) è stato trasformato nel centro cittadino di attività nautiche ed acquatiche, con spiagge, boschetti, amene casette private edificate direttamente sul lago, centri nautici con noleggio, piste ciclabili. Per di più – scoperto solo poi, altrimenti ci saremmo portati i costumi – la qualità dell’acqua dell’Alte Donau è eccellente e la balneazione consentita.

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Lo specchio d’acqua – circa 1,6 km. quadrati – rappresenta un biotopo di rara importanza naturalistica e qui trovano casa cigni, anatre, folaghe,  castori mentre la fauna ittica è  ben rappresentata da lucci, pesci gatto, lucci, orate argentee, saraghi. Al centro dell’Alte Donau, collegata alla terraferma da un ponte, c’è poi  la Gänsehäufel, uno spazio completamente dedicato alla balneazione, allo sport, al benessere ed al divertimento con percorsi avventura, piscinem spiagge, animazione (i costi sono in base alle attività). In ogni caso, denominatore comune per il comprensorio dell’Alte Donau è la visione green e per rafforzare il rispetto per l’ecosistema, nel lago è consentita la navigazione solo alle barche a vela, oppure elettriche o a “forza motore umana”.

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Noi siamo arrivati all’Alte Donau con la metropolitana U1, in poche fermate dal nostro hotel (Theresianum, in zona Favoritenstrasse-SudBahnhof) scendendo alla fermata Alte Donau ed approfittando della giornata estiva con tanto sole e clima piacevole, ci siamo regalati una bella esperienza di navigazione lungo il periplo del lago. Appena usciti dalla metro, ci siamo subito diretti a sinistra fino al noleggio imbarcazioni Eppel (attraversando Wagramerstrasse).

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Qui avevamo un’ampia scelta davanti a noi: meglio una barca a remi, un kajak biposto, un pedalò o una piccola barca elettrica? Un po’ per pigrizia, un po’ perché ci incuriosiva la barchetta, abbiamo scelti quest’ultima che, con un costo di  16,80€ l’ora (ma può portare fino a 4 persone) ci ha permesso di trascorrere un paio di ore divertenti ed apprezzare ancor di più Vienna quale meta di vacanze estive. Navigare con la barca elettrica è facilissimo: si gira una leva, e parte. C’è solo da stare un pochino attenti a tenere la giusta direzione ed a svoltare per tempo in caso di ostacoli o a chiudere la corrente se ci si vuole fermare: la barca continua a procedere per qualche metro per forza di inerzia,  l’Alte Donau è pieno di imbarcazioni e di nuotatori ed il rischio di entrare in collisione c’è tutto  soprattutto nella zona tra la Gänsehäufel e il ponte della metropolitana.

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Partendo dal noleggio, noi abbiamo seguito in senso antiorario il perimetro del lago costeggiando una zona di abitazioni estive molto graziose e caratteristiche – qui il frastuono di Vienna sembra ancor più distante di quanto in realtà non sia e non sarà difficole imbattersi in cigni quasi “domestici”, squadriglie di anatroccoli implumi, distese di ninfee e sulle rive boschi ombrosi. Fa strano sapere di essere in città, circondati da case, palazzi e da grattacieli (comunque ti giri, dovunque tu vada, la sagoma del grattacielo del Melìa la vedi sempre!) eppure di aver l’impressione di essere in piena campagna.

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La parte del lago verso Donaustadbrucke è in assoluto la più tranquilla: qui l’invaso forma una sacca senza uscita, dove le barche arrivano difficilmente. Proseguendo, abbiamo fatto il periplo del lago passando accanto alle spiagge della Gänsehäufel – dal frastuono e dalla musica che proveniva dall’isola, ci doveva essere una grande animazione! – e qui davvero bisogna avere 100 occhi per navigare: molti i ragazzi su SUP, canoe con ragazzini alle prese per la prima volta con le pagaie, bagnanti distratti dalla bellezza del luogo.

Le barche elettriche appaiono simili a gusci fragili, eppure hanno una stabilità eccellente ed il loro lieve ronzio si armonizza all’ambiente placido dell’Alte Donau; per chi non vuole vedere l’Alte Donau dall’acqua, c’è la possibilità di fare passeggiate o seguire piste ciclabili.

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In generale, l’Alte Donau, il “lago di Vienna”, rappresenta un’ ottima meta per le famiglie con bambini o anche per i turisti che vogliono spezzare i loro itinerari culturali con una sosta nel verde – da St. Stephan Platz sono solo sette fermate – ed è perfetto per un pic nic o anche per una cena romantica al tramonto (se poi non vi va di perder tempo ad organizzare e preparare panini, ci sono numerosi ristoranti e punti di ristoro con terrazze che si affacciano sullo specchio d’acqua.

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Claudia Boccini

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