Dove mangiare a Vienna: la tradizione di Lugeck

Tra ristoranti di classe, Gasthof specializzate in wienerschnitzel ed Imbiss per spuntini veloci in puro stile street food, Vienna offre al visitatore curioso di approfondire “sul campo” la cultura culinaria austriaca anche alcuni locali che rielaborano in chiave moderna ricette chiave della  tradizione. Per cui, senza dover prenotare in un ristorante stellato o andare troppo lontano dal cuore pulsante della città (che per me – come già vi ho raccontato nel post precedente – è il Duomo di Santo Stefano con la sua Pummerin) abbiamo trovato in Lugeck il giusto compromesso tra sperimentazione e tradizione.

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Lugeck si trova  nell’omonima piazza di forma triangolare dominata dalla statua austera di Gutemberg ed è davvero a due passi dal Domkirche St. Stephan. Secondo lo spirito dei fratelli Hans e Thomas Figlmüller, nelle cui vene scorre sangue di ristoratori da generazioni – il ristorante Figlmüller è la storica sede di famiglia ed è poco distante – nasce per rilanciare anche tra le giovani generazioni la cultura della Gasthof tradizionale, in cui si andava per mangiare e  stare in compagnia, una sorta di salotto dove sentirsi a casa pur senza esserlo.

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Lugeck è nel Regensburger Hof, imponente palazzo medievale successivamente ricostruito nel XIX° secolo e già punto di incontro dei mercanti tedeschi che arrivavano da Regensburg a Vienna per i loro affari: accogliente ed austero nello stesso tempo! Nel locale si respira charme fin dal momento dell’accoglienza, sempre garbata: il maitre vi farà accompagnare al tavolo dopo avervi dato un sorridente benvenuto e vi introdurrà a quella che sarà una  serata piacevole.

Nonostante la posizione centrale del locale, che potrebbe far classificare Lugeck tra i ristoranti per turisti, è frequentato dai viennesi, soprattutto ragazze e ragazzi belli, eleganti e sorridenti che lo scelgono per un aperitivo, uno snack e quattro chiacchiere privilegiando – soprattutto in estate – i tavoli della terrazza esterna.

L’architetto Gregor Eichinger, che si è occupato della ristrutturazione,  ha immaginato per Lugeck un arredo in cui il richiamo al passato si contamina con il design contemporaneo semplice e lineare: ed ecco la scenografica, flessuosa scala di design moderno,  percorsa incessantemente dai camerieri che portano i piatti ordinati su grandi vassoi di legno, ed i colori prevalenti – verde, bianco e crema con abbondante uso di legno chiaro  – che rendono fresco e raffinato l’ambiente.

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Cucina tradizionale ma rivisitata, arredi contemporanei che risvegliano ricordi di tempo passato, camerieri solerti e chiacchierini come ci si aspetta che siano: da Lugeck l’esperienza è a tutto tondo. Molto curata anche la presentazione delle pietanze (le porzioni non sono minute) che vengono disposte su taglieri di legno, piatti e vassoi con il brand ben evidente. Interessante il menù e la carta dei vini e delle birre, quest’ultime prevalentemente artigianali.

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Noi abbiamo preso un buon antipasto al tagliere ipercalorico (prosciutto cotto affumicato servito con ciccioli, lardo aromatizzato alle erbe oltre a polpette di carne di vitello ripiene di verdure arrostite e servite con fili di cipolle, seguito da un Tafelspitz und Beinfleisch (lesso di carni varie e verdure) presentato in cocotte e da una porzione di Topfenknödel in Butterbrösel mit Mariillenröster (albicocche ripiene di formaggio tipo ricotta, passate nelle briciole di pane al burro e servite con gelato alla vaniglia bourbon e scaglie di mandorle). Tutto accompagnato da birra weiss del birrificio viennese Ottakringer, che prende il nome dal quartiere  di Vienna in cui si trova lo stabilimento.

Una cena da Lugeck è assolutamente consigliata, anche per i prezzi (qui trovate i menù in inglese).

Claudia Boccini

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