In gita da Roma: Terracina e il Tempio di Giove Anxur

Gli ultimi sprazzi di sole ci invogliano a prendere ancora lo scooter per regalarci, prima che la pioggia ed il freddo ci costringano a cambiare abitudini, ad avviarci lungo la Via Appia, Regina Viarum di scolastica memoria, per raggiungere il sud della costa laziale e, nello specifico, Terracina. All’inizio la strada è noiosa, sebbene si passi nel mezzo dei Castelli Romani sfiorando i paesi di Albano, Genzano e  Velletri, c’è traffico, tante curve, strade che avrebbero bisogno di una remise en forme dell’asfalto (e con la moto le buche si sentono, oh, come si sentono!) e poi case, case ed ancora case. E’ solo dopo Velletri che il percorso inizia a diventare affascinante, meno antropizzato e in alcuni tratti quasi selvaggio, costeggiando quelle che erano paludi ed ora sono diventati fertili terreni coltivati. Anche i paesaggi cambiano: si passa dai dolci declivi coperti da vigneti dei Castelli alle coltivazioni intensive di kiwi della zona di Cisterna (ma quanti ce ne sono!) per passare, a ridosso di Latina e poi giù fino a Terracina, in mezzo a piantagioni di cereali ed ortaggi.

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Via Appia in questo tratto è un filo dritto costeggiato da pini marittimi e – dopo Borgo Faiti –  da uno dei canali principali della Bonifica, talmente tanto colmo d’acqua da sembrar straripare da un momento all’altro sulla sede stradale. E’ il regno di anfibi, uccelli e decine e decine di anatre a spasso con la loro prole, oltre che di qualche milione di zanzare entusiaste (soprattutto quando siamo costretti a fermarci ai semafori…).

La meta che ci siamo prefissi di raggiungere è Terracina per visitare il complesso archeologico del Tempio di Giove Anxur (ovvero, di Giove Fanciullo), che dall’alto del Monte Sant’Angelo, altura dei Monti Ausoni che si eleva a 227 m.s.l.m.,  domina Terracina, il Circeo, le isole pontine ed anche, guardando verso sud, Sperlonga e Gaeta. Da Terracina il Tempio è visibile solo parzialmente  – dal basso si vedono solo le arcate che sorreggono la piattaforma su cui era costruito il Tempio – e per visitarlo bisogna inerpicarsi lungo la strada panoramica: a piedi è una lunga passeggiata, in scooter (o in auto) sono 10 minuti, seguendo i cartelli turistici marroni.

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Il Tempio di Giove Anxur è un punto di osservazione affascinante in luogo che fu di particolare importanza nella storia del Lazio antico: fin dall’antichità questo balcone sul mare ospitava centri di culto e nel contempo svolgeva funzioni militari: nessun nemico poteva sfuggire da questo luogo di osservazione privilegiato.

La zona era abitata presumibilmente fin dal IV° secolo avanti Cristo ma è solo nel II° secolo a.C. che viene edificato un piccolo tempio addossato alla roccia e successivamente, nel I° secolo, venne costruito il ricco tempio maggiore inserito all’interno di strutture difensive, con edifici di servizio, la zona dell’Oracolo (una grande pietra dove il vento, soffiando dentro alcune feritoie naturali, dava origine a suoni che venivano poi interpretati dai sacerdoti) e poi cisterne, tempietti e un “campo trincerato”, destinato alle guarnigioni militari che qui erano di stanza.

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L’intera struttura poggia sul declivio della montagna ed è rafforzata da un basamento di dodici arcate che sorregge il pianoro sacro ed il tempio (che rispetto al mare risulta orientato sull’asse nord-sud) e molte sono ancora le incertezze sulla reale destinazione di questo Tempio: non è nemmeno del tutto certo che fosse effettivamente dedicato a Giove Anxur, ovvero Giove fanciullo: alcune incisioni sembrerebbero associarlo ai riti della fertilità ed a Venere (o a Cerere).

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Distrutto più volte nel corso dei secoli, nell’Alto Medioevo sui resti del Tempio si insediò una comunità fedele alla regola di San Benedetto e dopo un lungo periodo di abbandono solo negli ultimi anni il Comune di Terracina e la Regione Lazio hanno recuperato il sito archeologico, che è stato classificato come “Monumento naturale”. Il Tempio di Giove Anxur è una bella meta da mettere in agenda per una gita da Roma) e il momento migliore per visitarlo è proprio l’autunno (o la primavera), quando le giornate sono serene e la luce esalta il panorama circostante.

Ora lasciatemi essere un po’ critica e “rompi” (come se di solito non lo fossi abbastanza, vero?): il rischio, la “fregatura”, di viaggiare frequentemente ed allontanarsi spesso dall’Italia è che poi si hanno metri di paragone per fare confronti antipatici, per cui sempre più spesso mi rendo conto che – nonostante il nostro Paese abbia un patrimonio artistico, turistico e culturale enorme rispetto a quello di altre Nazioni –  ben poche sono le realtà che riescono a valorizzarlo adeguatamente. E che i beni culturali sono un “qualcosa” che non viene ancora percepito quasi mai come prodotto da promuovere e rendere appetibile.

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Tanto per dire: possibile che al Tempio di Giove Anxur di Terracina oltre alla biglietteria-bookshop ed bar nessuno abbia pensato di istituire un servizio di visite guidate disponibili sul posto? Possibile che per avere informazioni sulle visite guidate mi sia stato fornito il numero di telefono di Roma della società incaricata di gestire per conto del Comune di Terracina i servizi di accoglienza ed assistenza e che gli addetti alla biglietteria non fossero in grado di darmi alcuna informazione al riguardo (scopro poi sul sito del Tempio che le visite esistono ma vanno prenotate: e se si arriva al sito archeologico senza averlo preventivamente programmato ma si vuole comunque approfondire che si fa, si ritorna? Anche se si arriva dalla Russia, come alcuni dei visitatori che c’erano domenica)? Perché limitarsi a far seguire le frecce ed i 10 cartelli esplicativi dei luoghi di maggiore interesse del Tempio e non creare – ad un costo aggiuntivo, ci mancherebbe! – un servizio di visita accompagnata da far partire, eventualmente, ad orari predefiniti?

Oltre a noi c’erano decine e decine di visitatori, parecchi stranieri, molte famiglie con bambini, che avevano scelto di trascorrere una giornata all’insegna del bello e della cultura a Terracina e in molti si aggiravano perplessi, alla ricerca di quel “qualcosa” ij grado di rendere migliore l’esperienza: quanto valore aggiunto (e quanto ritorno per il sito ed anche per la città di Terracina) si sarebbe potuto ricavare da una diversa organizzazione/pubblicizzazione delle visite?

Informazioni utili:

Tempio di Giove Anxur, Terracina. Biglietto € 7,00 (previste riduzioni); orario di ingresso (da luglio a settembre: 9.00-24.00, da ottobre a giugno: 9.00-tramonto). Se volete visitarlo con una visita guidata, ricordatevi di prenotarla in anticipo!

Da Roma a Terracina lungo la via Appia sono circa 100 km.

Giove Anxur

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

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    Alessandra settembre 29, 2015

    L’Italia è un popolo di antiquari, diceva il mio professore di Preistoria. La cultura specialistica è come l’ignoranza, se priva del desiderio di far scoprire il passato.

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      Claudia Boccini settembre 30, 2015

      Questa frase andrebbe incisa all’ingresso di tutti i complessi museali, siti archeologici, palazzi storici. E’ vero che l’ossatura dell’Italia è un’antipatica e per lo più inutile burocrazia (e detto da me, fidati), ma ho anche il timore che a volte un certo tipo di “casta” non voglia rendere fruibile il patrimonio culturale – ed incuriosire e appassionare – per paura di perder il proprio (presunto) potere.

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