Passeggiate e shopping a Montalcino

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Siete alla ricerca di un paese toscano che abbia ancora ben definito l’impianto medievale, che sia famoso in tutto il Mondo per alcune sue produzioni di eccellenza, che sia turistico ma abbia ancora l’anima ruspante ed ironica, dove fare ottimo shopping? Per me è facile darvi un’indicazione sicura (lo conosco bene quasi come le mie tasche): Montalcino, in provincia di Siena. Che se non vi piace il vino può anche dirvi poco, ma se solo avete un minimo di conoscenza enologica, sapete da voi che le colline morbide che circondano Montalcino sono coperte da vigneti a perdita d’occhio, grappoli succosi di sangiovese che opportunamente affinati ed invecchiati per 5 anni (di cui almeno due anni all’interno di botti di rovere e  4 mesi in bottiglia) si trasformano in una delle eccellenze vitivinicole italiane dal nome antico, vigoroso e solido: il Brunello di Montalcino. E di vigne ce ne sono davvero tante, frazionate in tanti micro-poderi o grandi tenute, che se poco poco non si è un poco esperti, viene il mal di testa solo a decidere quale vino assaggiare.  Ovviamente il Brunello di Montalcino la fa da padrone e – nonostante il suo costo non propriamente da “osteria” – richiama migliaia di turisti e di appassionati che trovano ospitalità negli hotel della cittadina o in una delle tante raffinate strutture agrituristiche della zona. Se poi volete viziarvi in modo eccellente e superlativo, giocando a golf ed andando a caccia in tenute esclusive, nei dintorni di Montalcino il Rosewood Castiglion del Bosco assicura soggiorni in Suites spaziose (vi bastano 50 mq? Bene, è la “taglia” più piccola!)  e Villas con piscine degne di principi arabi o di ricchi sviluppatori di piattaforme sociali (Bill, Mark, Sergej, che aspettate a portare la moglie a Montalcino? ).

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Nonostante le troppe botteghe per turisti (cosa vendono? Brunello, Brunello ed ancora Brunello, assieme ai suo fratelli minori Rosso di Montalcino e Rosso IGT) nella cittadina è ancora rimasta l’atmosfera che lo caratterizzava qualche decennio fa, quando da ragazzina, inforcato il mitico motorino Sì della Piaggio (chi di voi lo ricorda ancora?) partendo dalle nebbie perenni di Buonconvento mi arrampicavo sulla collina da cui Montalcino domina le vallate circostanti, per respirare aria buona e riempirmi gli occhi di infinito, arroccato com’è su un “cocuzzolo” ad oltre 560 metri d’altezza: se nelle valli l’afa schianta ogni voglia di fare, a Montalcino la brezza rincuora e aiuta a ritrovare energie. E’ pur vero che in inverno il vento  freddo e  ghiaccio si insinua nei vicoli e non è così difficile trovare una spolverata di neve!

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Da qualsiasi luogo si arrivi (da Siena, da Roma, dalla costa tirrenica) a Montalcino si accede percorrendo strade provinciali fatte di curve sinuose che sembrano terminare improvvise dentro i vigneti, costeggiando poderi in pietra viva ristrutturati con cura che spesso – a meno che non siano aziende agricole votate alla produzione del Brunello – sono stati trasformati in B&B o agriturismi. Le strade non invogliano a pigiare il piede sull’acceleratore ma anzi a rallentare e fermarsi, di tanto in tanto, per catturare immagini che assomigliano a fotogrammi di documentari.

Il paese vero e proprio si sviluppa su più livelli, che seguono le balze della collina. In basso l’antico edificio dell’Ospedale, punto di sosta dei pellegrini che percorrevano la Francigena (dalla valle appare come proteso nel vuoto, il primo edificio che annuncia l’arrivo a Montalcino se si percorre la Val di Cava);  ad una quota più alta la via principale che taglia di netto il paese passando per la Piazza del Popolo dominata dall’alto Palazzo dei Priori, ancora più su la zona del Museo Civico e Diocesano, la Fortezza senese e, fuori dalla cinta muraria, la Chiesa della Madonna del Soccorso.

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Di sicuro su Piazza del Popolo vi incuriosirà la Fiaschetteria Italiana, uno dei Locali Storici d’Italia che risale al 1888 ancora con gran parte degli arredi originali in stile Liberty: bar, sala da tè, enoteca, soprattutto vetrina sociale dove vedere e farsi vedere; di fronte un altro locale storico, che risale al 1905: la Farmacia Salvioni, specializzata nella preparazione di creme e sieri per la cura della persona e nella ricerca meticolosa di profumi e di fragranze di alta gamma (è rivenditore per Etro, Acqua di Parma, Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, solo per fare qualche nome); poco avanti Montalcino 564, un negozio con un bell’assortimento di tessuti locali o comunque toscani (trovare la tela per tovaglie tessuta a telaio, lini pregiati, la stoffa del Casentino,  giacche tagliate come  le giubbe dei butteri). Ancora avanti, la mitica Mariuccia, la pasticceria specializzata in panforti, copate allo zafferano e semplici, ricciarelli e cantucci con produzione giornaliera (sempre aperta tranne il martedì, giorno di riposo).

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Sarà l’aria di collina, il vento fresco che arriva dall’Amiata, i continui saliscendi ma Montalcino è un paese che fa venir appetito anche solo a starci qualche ora. Se volete evitare i ristoranti, sappiate che alla Coop locale (è nella zona della Fortezza e si raggiunge seguendo via della Libertà) sono in vendita gli insaccati della zona, i pecorini di Pienza mentre i biscotti ed il buon pane “sciocco” toscano si trovano al Forno Lambardi in via Saloni 54 (ah, non me ne voglia il farmacista Salvioni, ma il suo aroma fragrante  appena sfornato è migliore di tanti profumi raffinati!). Altrimenti, avete l’imbarazzo della scelta tra decine ristoranti e locande dove provare la cucina tipica toscana e degustare vino. Io qualche indirizzo buono ce l’ho: uno è sicuramente il Ristorante Les Barriques, dove siamo stati a fine agosto 2015: costo medio (71€ in due, con 3 calici di ottimo vino  – SuperTuscan e Rosso di Montalcino,  il ristoratore ci ha anche fatto provare un assaggio di Brunello 2010, tutto della tenuta di proprietà, il Musico) buona qualità e sapore nei due primi e notevole assortimento nel mega-tagliere di affettati di suino, cinta senese, cinghiale e capriolo.

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Montalcino è anche famoso per una produzione meno blasonata, ma altrettanto di qualità: il miele. Arnie se ne trovano spesso nelle campagne, strategicamente posizionate per ottenere miele di girasole, di sulla, di erica, di acacia. Prodotto amato e curato, tanto da festeggiarlo in settembre con la Settimana del Miele, tradizionale mostra mercato che si tiene all’interno della Fortezza,  giunta quest’anno alla 39^ edizione (ci sarà dall’11 al  13 settembre 2015). Di negozi che vendono miele di produzione propria a Montalcino ce ne sono diversi, io in genere preferisco acquistare il Miele dell’Apicoltura Franci (in Località La Capanna) oppure di Villa i Cipressi.

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Montalcino richiama turisti per il vino ed anche per le numerose manifestazioni: oltre alla settimana del Miele, un altro appuntamento interessante, che vede gli abitanti di Montalcino sfidarsi in singolar tenzone (siamo in Toscana, terra di mille campanili e per di più in provincia di Siena, la città delle Contrade:  i tornei, le tenzoni, le sfide, i Palii e le Carriere sono normali in questo lembo di terra!) è la sfida dell’apertura delle Cacce mentre la seconda domenica di Ottobre la tradizionale Sagra del Tordo conclude il periodo autunnale delle feste, in attesa di riprendere con il Natale.

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Ma cosa fare e dove andare da Montalcino?

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Claudia Boccini

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