Visita al Collegio Alberoni di Piacenza

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Si può visitare Piacenza – ed il suo circondario – in due giorni? Pianificando con attenzione l’itinerario e con una buona base da cui spostarsi (la nostra era l’agriturismo Podere Casale), si riesce senz’altro ad avere un “assaggio” della città, delle Valli e dei Colli Piacentini, si possono visitare Castelli che han visto passare la storia tra le loro mura e andare alla scoperta di cantine, eccellenze gastronomiche e borghetti medievali immutati. E si può dedicare qualche ora a visitare, a Piacenza città, il  Collegio Alberoni con la sua sorprendente Galleria.

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Difficile definire cosa sia esattamente il Collegio Alberoni: è di certo seminario, poi è pinacoteca e galleria d’arte con tesori di inestimabile valore, è centro museale per la diffusione della cultura scientifica, è sede di eventi e mostre. Creato su espresso volere del Cardinale piacentino Giulio Alberoni (vissuto tra il 1664 ed il 1752) che, nonostante fosse un “figlio del popolo”  era riuscito  – grazie a capacità innate, a doti diplomatiche acquisite ed a quella certa astuzia che lo caratterizzò sempre, perfino nei momenti meno luminosi della sua esistenza – a scalare tutti i gradi del potere fino a diventare responsabile della politica estera e quindi capo del Governo di Spagna sotto Filippo V (e ad accumulare un ingente patrimonio), il Collegio Alberoni nasce per dare anche ai ragazzi meno abbienti la possibilità di diventare sacerdoti.

Il Collegio Alberoni oggi si trova nella prima periferia di Piacenza, ma quando fu aperto era in piena campagna: una scelta non casuale, che permetteva ai futuri sacerdoti di poter studiare senza essere distratti dal “rumore del mondo”. Il Cardinale dotò il Collegio di rendite fondiarie sostanziose, che gli garantirono per diversi secoli benessere e ricchezza da investire nel miglioramento delle dotazioni e nell’abbellimento della struttura: la strumentazione scientifica – tanto per fare un esempio – è eccellente così come nella fornitissima libreria sono conservati volumi di grande valore.

Da subito il Collegio, che viene creato riadattando quello che era l’ospedale di San Lazzaro, si caratterizza infatti per la sua apertura alla divulgazione delle scienze – scelta davvero insolita per un seminario! – tanto da possedere  ancora oggi un gabinetto scientifico attrezzatissimo, una specola per lo studio dell’astronomia, un museo zoologico, un osservatorio meteorologico e sismografico. Fin dalla sua nascita il Collegio è stato affidato alle cure della Congregazione della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli che, secondo lo stesso volere del Cardinal Albertoni, garantiva un percorso formativo di eccellenza.

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La vita del Collegio fu molto travagliata e nel corso della guerra di successione austriaca venne distrutto: il Cardinale non ci pensò due volte e lo fece ricostruire, riuscendo a vederlo finito poco prima di morire: architettonicamente, è oggi un grande complesso a tre piani di forma quadrangolare, con un grande cortile-giardino. Un brutto momento per il Collegio Alberoni fu durante il periodo napoleonico (in cui i beni della Chiesa venivano espropriati), tuttavia il Collegio  – nonostante i Padri della Missione venissero allontanati per quattro anni – riuscì a mantenere la sua funzione educativa grazie ad una ingente somma versata ed alla sua propensione all’insegnamento delle scienze: pare che l’ufficiale francese incaricato di prendere in consegna l’immobile venisse favorevolmente impressionato dalla conoscenza della fisica, della matematica e della chimica dei giovani seminaristi e dalla loro capacità di fare calcoli assai complessi.

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Tutt’oggi il Collegio Alberoni ospita aspiranti al sacerdozio: una volta i posti disponibili erano 54 per anno ed erano esclusivamente destinati ai seminaristi della diocesi di Piacenza, che vi accedevano per concorso e dove seguivano un percorso di  studio di 9 anni – un triennio di filosofia, seguito da un triennio di teologia e da un triennio di morale. Oggi intraprendono il percorso per diventare sacerdoti ragazzi provenienti dai più diversi angoli del mondo ed ancora è ben viva l’attenzione per i meno abbienti, per chi – altrimenti – non potrebbe studiare per realizzare la propria vocazione.

E’ possibile visitare il Collegio Albertoni tramite un percorso guidato dalla durata di oltre due ore, che porta a conoscere le diverse anime della struttura. Si comincia dal seminario vero e proprio e dal severo refettorio che viene ancora oggi utilizzato dagli studenti e si prosegue quindi lungo i corridoi sui cui muri sono esposti quadri che raffigurano Rettori, personaggi illustri legati al Collegio, seminaristi diventati personalità di spicco. Di tanto in tanto, durante la visita capita di incrociare i ragazzi ospiti del Collegio che vanno in Chiesa a pregare o nelle aule a studiare. Se non fosse per la guida, capace di catturare l’attenzione raccontando mille aneddoti sul Collegio e sul Cardinal Alberoni, il rischio di sentirsi di troppo in un ambiente così austero e privato, sarebbe molto concreto.

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Si visita poi la ricchissima libreria del Collegio, una parte più antica ricca di codici, tomi ed incunaboli inseriti in scaffali di noce lucido ed una più moderna utilizzata anche come sala riunioni dai professori che insegnano nel Collegio. Nella biblioteca del Collegio Alberoni sono conservati circa 135.000 volumi ed è una biblioteca “viva”, con nuove continue acquisizioni. Il percorso  di visita prosegue nella zona “scientifica” del Collegio: ricco il museo di zoologia (impressionante il caimano impagliato dono di Mons. Ghidoni, prelato in Venezuela ed ex allievo del Collegio), la raccolta di strumentazione scientifica e l’aula-laboratorio da cui si accede ad un piccolo osservatorio astronomico.

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Il percorso prosegue poi in quello che era l’appartamento del Cardinale Alberoni, un piccolo pied à terre che il prelato si era riservato all’interno del Collegio: qui è stata ricavata la pinacoteca del Collegio, con mobili di pregio ed opere di altissimo valore di proprietà del Cardinale, grande collezionista di quadri, libri, oggetti preziosi, paramenti intessuti di fili preziosi, arazzi imponenti (ne sono conservati 18 nella dependance del Collegio, una  struttura moderna esterna destinata anche ad ospitare convegni): che poi l’Alberoni era Cardinale, appassionato d’arte  ma soprattutto uomo di mondo e sapeva che il possesso di oggetti preziosi era un modo pratico per affermare il suo status ed il suo potere.

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Rilevano in particolare  la Sacra Famiglia con San Giovannino di scuola toscana, i fiamminghi Madonna col Bambino col pappagalloCristo risorto che appare alla Vergine, la Visione di San Giovanni a Patmos e il San Pietro che piange, attribuito a Guido Reni.  Al centro di una parete, solitario e potente nella sua apparente semplicità, appare l’Ecce Homo di Antonello da Messina, una delle tavole dipinte dall’artista messinese con medesimo soggetto (altre sono al Metropolitan Museum di New York, al Kunsthistoriches Museum di Vienna ed alla Galleria nazionale di Palazzo Spinola a Genova), che è di certo l’opera più famosa custodita nella Pinacoteca del Collegio Alberoni: è una piccola tavola di legno capace di togliere il fiato, tanto è intensa l’espressione del Cristo raffigurato, così incredibilmente umano nelle fattezze. Come sia arrivato nelle mani dell’Alberoni il capolavoro di Antonello da Messina, non è chiarissimo: probabilmente faceva parte degli arredi del palazzo romano dove il Cardinale viveva, successivamente trasferiti a Piacenza alla sua morte.

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Informazioni utili

Il Collegio Alberoni si trova a Piacenza in Via Emilia Parmense, 67 (tel. 0523.322635 oppure 349.4673659 o 349.4575709) e  per tutto il periodo di Expo 2015, quindi fino al 31 ottobre 2015,  la Galleria  sarà aperta in via straordinaria dal martedì alla domenica (15.30-18.30) con possibilità di partecipare a visite accompagnate dal martedì al sabato, (15.30, 16.30, 17.30) oppure, di domenica alle 16.00, ad una visita guidata così come verificare gli orari di apertura dopo l’Expo.

Per costi e ulteriori informazioni, leggete qui.

Nota: considerato il taglio culturale e la lunghezza della visita guidata (2 ore e mezzo), a mio parere non è molto adatta ai bambini piccoli, che potrebbero annoiarsi.

Claudia Boccini

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