Uno spuntino a Roma: Dar Ciriola

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A bbello, che t’andrebbe de fa’ merenna?” “Aho’, certo che me va’. Ma ‘n do’ annamo?” “Annamo Dar Ciriola, no?

La ciriola, per chi non è di Roma e zone strettamente limitrofe, è il panino tradizionale, popolare ed economico, della Capitale, buono da farcire con quello che il frigo o la dispensa passano al momento ed ancor più buono il giorno dopo, quando un po’ raffermo trova la sua consacrazione tagliato a fette ed inzuppato in una abbondante tazza di latte e caffè e, se va proprio di lusso, spalmato con burro e marmellata.???????????????????????????????

La ciriola è parente povera della rosetta, che sempre pane di Roma è, ma più borghese, meno verace, più facilmente deperibile. Una rosetta diventa immangiabile dopo poche ore che è stata sfornata, anche in questo elitaria: perché la rosetta è per chi il pane lo può comprare tutti i giorni, mentre la ciriola è il sostentamento di chi con pochi bajocchi (*) vuole la massima resa; di ciriole farcite ne è piena la memoria di chi a Roma ci abita: la ciriola con la mortadella era  lo  spuntino dello studente e il pranzo dell’operaio, la merenda del ragazzino e la cena del pensionato. Parlo al passato perché oggi non è facile trovare questa pezzatura di pane, sostituito dalle più insipide ciabatte.

(*pochi bajocchi= pochi spiccioli, pochi soldi)

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Scoprire non troppo distante da casa Dar Ciriola, locale specializzato in “ciriole” ripiene è stato un colpo di fortuna e pure una bella botta di ricordi: con Francesco abbiamo deciso di “anna’ a fa’ merenna” per provarlo e… sì ci è proprio piaciuto tutto, il locale, la birra artigianale, le ciriole ripiene e pure il prezzo!

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Dar Ciriola si trovano panini farciti con tanti ingredienti di qualità – una costante la provenienza laziale dei prodotti utilizzati –  assemblati con fantasia e ricerca della sorpresa. Bello il locale arredato con recupero di pezzi di arredo originali degli anni ’50 (madie di legno, tavoli  da cucina  ricoperti di fòrmica, sedie scompagnate, cassette di legno rivestite di carte design appese alla parete ed utilizzate come scaffali, vecchie imposte da esterni utilizzate come strutture per appendere cesti e lavagne) ed altrettanto bello il pavimento in marmittoni veneziani e le pareti in mattonelle rettangolari, un insieme che fa tanto ‘cucina de mammà‘. Anche all’esterno Dar Ciriola non nasconde la sua propensione per il vintage ed il recupero: pallet di legno trasformati in fioriere, barattoli di conserva di pomodoro che trovano nuove funzioni nelle vesti di portacenere, vecchi bauli trasformati in divani informali grazie a cuscini.

Un po’ ritrovo di studenti e centro di aggregazione, molto locale alla moda dove trascorrere il tempo della colazione, del pranzo, della cena, dell’aperitivo o degli spuntini, leggendo una rivista o lavorando al PC in santa pace: Dar Ciriola la connessione wifi è garantita e le ore scorrono veloci tra una birra, un caffè, una tisana o un estratto vegetale, accompagnati da dolcetti e crostate oltre che, ovviamente da ciriole ripiene.

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La scelta è pantagruelica: 67 diverse ciriole farcite (ad un costo che varia tra i 3,50€ ed i 4,50€ l’una in base al ripieno), con una piccola scelta anche per “ciriolari veggetariani“, oltre a ciriolette dolci con nutella e ricotta, crema di pistacchi, burro e marmellata (riservata per la colazione, proprio come “quella de ‘na vorta“), più la possibilità di ordinare taglieri di affettati e formaggi e insalate miste (cit. “Quello che vòi, se ce l’avemo te lo mettemo!“). Ottimo l’assortimento di birre, con predilezione per etichette artigianali.

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La nostra scelta per merenda? Io ho preso una Ciriola Bulicante (prosciutto crudo, crema di fichi, caciotta, aceto balsamico, zucchine e rucola) mentre Franz una Ciriola del Burino (porchetta, peperoni, rucola e limone), con il pane caldo e croccante. Le abbiamo accompagnate con due grossi bicchieri di birra alla spina del birrificio della Tuscia viterbese Itineris (in particolare la birra che abbiamo assaggiato, la Francigena, è ad alta fermentazione ed elevata gradazione ed è prodotta con metodi trappisti: raggiunge un volume alcolico di 8,5% – che a me, poco abituata a bere alcolici alle 5 del pomeriggio, ha messo addosso un’euforia incontenibile).

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Quindici euro il costo totale della nostra super merenda (più simile ad un pranzo o ad una cena, a dir la verità, che non ad un piccolo spuntino). Talmente entusiasti dell’esperienza che una volta a casa ci siamo seriamente pentiti di non aver preso un paio di ciriole “take away” per cena. Ma tanto ci torniamo: dobbiamo provare le altre versioni (va bene, non tutte e 65, ma almeno qualcuna)!

Dar Ciriola si trova in Via Pausania 2/a, all’angolo con  Piazza dei Condottieri (è una traversa di Via del Pigneto, ma  ma nella sua parte esterna, quella che si immette nel quartiere Prenestino). Altri due punti vendita sono aperti n Via dei Banchi Nuovi ed in  Piazza Buenos Aires.

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Claudia Boccini

4 Commenti

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    Aida novembre 11, 2015

    Claudia sei un mito ! When we come back we will go, for sure ! Bella Fra !

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    Alessandra ottobre 02, 2015

    mo’ me ‘o segno! il Pigneto e le sue prelibatezze sono nella mia lista “Roma”.

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      Claudia Boccini ottobre 02, 2015

      in realtà non Pigneto vero e proprio, è più Torpignattara, a voler essere precisini… che poi secondo me tra qualche anno diventerà anche questa una zona di movida (ci ferma la “mitica” metro C).

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