Dove sono gli angeli a Bangkok?

Bangkok è chiamata la città degli angeli ma io mi chiedo: dove sono gli angeli a Bangkok? Complice la stanchezza di un volo lungo e piuttosto scomodo (nonostante abbia ricevuto per l’ennesimo anno consecutivo le 5 stelle di Skytrack, la linea aerea Qatar non mi è poi sembrata così eccezionale rispetto ad altre compagnie di buon livello: ottima, certo, ma non superlativa, quanto meno in termini di servizio ed attenzione al passeggero)  e l’ansia di aver rischiato di perdere il secondo aereo (Doha- Bangkok) per una sbadataggine che rischiava di costarmi davvero molto cara – atterrata all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok mi sono ritrovata catapultata in un girone dantesco: il caldo afoso ed asfissiante, le file infinite e pure poco organizzate per ottenere il visto di ingresso, i milioni di passeggeri provenienti da tutte le parti del mondo in partenza, arrivo e transito. Ma nessun angelo tra loro.
Dove sono nascosti, allora, gli angeli di Bangkok? Non sono di certo sulle gru che a ritmo incessante lavorano per costruire nuovi grattacieli sempre più alti, non ci sono angeli nemmeno nelle vie dove il traffico è rovente e l’insieme di milioni di fari crea una scia ribollente di fumi tossici e inquinanti, tanto meno ci sono angeli lungo il Chao Phraya, via d’acqua di un inquietante color marrone incessantemente percorsa da chiatte, vaporetti, long-tail boat (“barche dalla coda lunga”).
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Grand Palace, demoni guardiani

Eppure gli angeli a Bangkok ci sono: che siano i numerosi poliziotti ed agenti di sicurezza che capillarmente controllano ogni angolo della città, che agli ingressi della metro e dello Skytrain aprono borse e zaini per garantire sicurezza contro pazzi attentatori? O non saranno angeli gli spericolati guidatori di truck-truck (le apette modificate per portare passeggeri) che con la loro infaticabile opera garantiscono trasporti veloci da un capo all’altro della città? E se invece fossero gli infaticabili venditori di merci e alimenti che affollano i mercati e le vie più battute della città?
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Grand Palace, Chedi d’oro

Se ci sono gli angeli a Bangkok, di certo sono ben nascosti, ma ci sono di sicuro: non si capisce come altrimenti potrebbe una città immensa (a quanto ci ha detto l’autista che ci ha prelevato in aeroporto conta ben 22 milioni di abitanti), in cui il caldo e l’umidità raggiungono picchi pazzeschi capaci di tagliare il fiato e fiaccare le energie anche ai più coraggiosi, possa aver trovato un suo equilibrio, fatto di compromessi tra grandi ricchezze ed infinite povertà, propensione all’innovazione e grande rispetto della tradizione.

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statue al Grand Palace di Bangkok

Il caldo umido, appiccicoso e denso è la prima cosa che colpisce della città: eppure basta poco per abituarsi, il tempo di farlo entrare nella pelle e sentirlo amico, senza bisogno di sfidarlo ma assecondandolo nei ritmi e nei tempi di riposo. Non c’è fretta, a Bangkok.

Non c’è fretta ma ci vuole fede:  in una città così grande, in cui l’estensione urbanistica ha mangiato la campagna a grande velocità ed è un continuo susseguirsi di case, residence, grattacieli, slum, e poi ancora grattacieli e case, solo chi crede negli angeli è il benvenuto.

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Il roof dell’hotel Mode Sathorn di Bangkok. Anche quest’uomo di vetro si chiede dove sono gli angeli a Bangkok?

Demoni, divinità, angeli:  se a Bangkok trovate per strada indovini  e venditori di amuleti non stupitevi troppo, è una città che crede nel soprannaturale e ed è per questo che gli angeli la amano.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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